HomePolitica40 anni di Costituzione. Il ''giovane'' consigliere Pinto ricorda

40 anni di Costituzione. Il ”giovane” consigliere Pinto ricorda

Quando si ”scartabella” tra scaffali e cassetti viene sempre fuori qualcosa dimenticata, ma che ti riempie di soddisfazioni sull’onda di ricordi e di un impegno politico, di coerenza, come nel caso dell’avvocato Leonardo Pinto, che ha reso omaggio al collega e sindaco di Matera nella Prima Repubblica Francesco Di Caro. Un ricordo interessante, durante le celebrazioni per i 40 anni della Repubblica, con un invito a ricucire ferite di un Paese diviso che non aveva fatto i conti con il passato nonostante l’amnistia del ministro della giustizia Palmiro Togliatti concessa nel 1946 nei confronti di quanti avevano militato durante il ”Ventennio” fascista. Discorso, quello del giovane consigliere comunale Leonardo Pinto che era all’opposizione nelle file della fiamma tricolore, apprezzato dall’on Emilio Colombo. Sono passati altri Ottanta anni e il Belpaese va avanti tra mille contraddizioni, con alcuni esponenti di governo che mostrano imbarazzo nel riconoscere le radici della Costituzione, pur avendoci giurato sopra per diventare ministri. La Costituzione è di tutti. E questo dovrebbe unire. Ma le pseudo riforme, le forzature per pericolose derive autoritarie, gia prospettate dal Programma di Rinascita democratica della loggia massonica P2, rigurgiti di piazza squadristi, rallentano o ostacolano riforme necessarie per ”ammodernare”il Paese e ricucire il rapporto tra Stato e cittadini come dimostra l’ampia fascia di astensionismo durante i turni elettorali.
*Un omaggio all’amico e collega, Avvocato Franco Di Caro.*
“Avant’Ieri, nel mettere ordine tra le mie carte, ho rinvenuto le foto che allego, scattate in occasione delle celebrazioni per il quarantennale della Repubblica. Nella prima immagine si vede il Sindaco Di Caro che, dopo un mio breve discorso, mi consegna un attestato di riconoscenza per l’opera amministrativa svolta come Consigliere Comunale. All’evento erano presenti anche l’Onorevole Emilio Colombo e altri parlamentari.
Insieme alle fotografie ho ritrovato gli appunti di quel mio intervento, che mi fa piacere allegare ritenendo di fare cosa gradita all’amico Di Caro (e non solo) per un tuffo nel passato. Mi fu riferito che quel discorso colpì particolarmente l’On. Colombo, il quale era il bersaglio abituale di aspre critiche nei miei comizi. Il riferimento all’On. Cifarelli, invece, è legato al parlamentare repubblicano dell’epoca, una figura particolarmente sensibile al concetto di Patria.
Da quel breve discorso emerge chiaramente il travaglio che l’Italia – nonostante il lungo tempo trascorso – continua a vivere sulle ceneri di una guerra civile strisciante e mai sopita. Una ferita che ancora oggi alimenta faziose contrapposizioni ideologiche e che segna il destino di un Paese a sovranità limitata, a causa di una mancata pacificazione nazionale voluta da politici furbastri e in malafede, agendo contro l’interesse supremo della Nazione.
Rispetto a questo tema, la mia posizione rimane ferma nel profondo rammarico per tale rifiuto. Soprattutto se si considera che in altri Paesi, dove guerre civili e sanguinosi scontri fratricidi hanno saputo cedere il passo alla pacificazione nazionale – come in America, Inghilterra, Francia, Germania, Russia, Cina, Sud Africa (e l’elenco sarebbe ancora lungo) –, in Italia questo non è avvenuto e non avviene per il preciso volere di mestieranti della politica. Di questo sono, oggi come allora, fermamente convinto.”

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