Formaggio tipo ” Goudas”, ” Parmesan”, ”Maddeleinettes”, ”Pomidoro’s Italia”, ”Salsiccia Bel suino”, ”SKroKKiarelle” e altri prodotti che fanno il verso alle delicatezze a chilometri zero ma che provengono dal Massachusettes, dalla Turchia, dai Carpazi o dai laboratori anonimi della Val di Vattelappesca o di contrada Palancone di Potentia.
Sono alcune degli esempi di contraffazione che Coldiretti ha presentato a Matera con un banchetto ammiccante e un cartello esplicito “50 fregature di cibo’’ posto a pochi metri dai genuini prodotti di Campagna Amica. L’occasione è stata offerta dalla tappa del Tour della Consapevolezza e dalla firma di un protocollo di intesa con gli operatori turistici Tour Operator Caruso & Grassi per la promozione congiunta del territorio e di tutta la filiera turistica.
Chi verrà in Basilicata potrà contare sulla rete degli oltre 100 produttori di Campagna Amica e di tre punti vendita ( due a Potenza e uno a Matera) con i mercati periodici. Gli ospiti potranno gustare e acquistare prodotti locali, a chilometri zero e direttamente dalle mani del produttore. Vuoi mettere rispetto ai surrogati di dubbia qualità che fanno il verso al made in Italy?
E allora mangia lucano e andrai lontano…sulla rotta della genuinità, come ripete Coldiretti da sempre, cercando le cose buone che vengono -per esempio- da Senise, San Mauro Forte, Rotondella, Matera, Savoia, Melfi, Tricarico, Ferrandina e dagli altri comuni lucani. E così accanto a legumi, peperoni cruschi, pistacchi, vino,olio, formaggi, salumi e sottaceti, ortofrutta, pane e biscotti, si sono unite anche la canapa e lo zafferano. E’ il caso di dire che c’è solo l’imbarazzo della scelta.

“Protocollo di intesa con i tour operators –ha detto il presidente di Coldiretti, Piergiorgio Quarto- e il tour della Consapevolezza, legato al tema “Da Expo a Matera 2019 attraverso il Made in Basilicata”, contribuiranno a far giungere la filiera delle produzioni locali sulle tavole della gente lucana e dei turisti. Campagna Amica è la realtà concreta e affidabile per raggiungere questo obiettivo perché porta valore aggiunto all’economia lucana, scommettendo su un nuovo modello di consumo che si traduce in un diverso modello di vita’’.
Conoscere chi produce e visitare le aziende è il marchio di certificazione di genuinità e qualità di un territorio garantiti da Campagna Amica, con un invito a guardare meglio cosa viene esposto a prezzi vantaggiosi(?) sugli scaffali delle grandi reti commerciali. Un minuto in più, magari con la lente di ingrandimento per scoprire se stiamo comprando formaggio fatto con latte o con surrogati, prodotto sotto altre bandiere o utilizzando in maniera subdola il marchio Made in Italy, e che alla fine potrebbe far male alla salute oltre che un danno certo all’economia.
Un tema interessante che ha segnato il dibattito nell’agriturismo Torre Spagnola, con una tavola tematica, prima di quella conviviale, moderata da Direttore Regionale della Coldiretti di Basilicata Francesco Manzari. Contributi a dibattito sono venuti da Roberto Weber, presidente dell’Istituto Ixè, relazionerà sul tema “Lo scenario della domanda/offerta”, Elisabetta Montesissa, responsabile nazionale Campagna Amica tratterà il tema “La correttezza imprenditoriale e le nostre regole”.
L’assessore Regionale all’Agricoltura Luca Braia ha analizzato le opportunità del nuovo PSR, mentre il direttore nazionale della Fondazione Campagna Amica Antonio De Amicis ha parlato del “Il dovere di crescere”, il Coordinatore regionale di Campagna Amica Lino Sivolella ha relazionato sul tema “La rete lucana di Campagna Amica”, presentando alcune esperienze di successo in campo agricolo.
Rolando Manfredini ha trattato il tema “La qualità come prerequisito”. Una parola che con filiera certificata è in cima al decalogo di Campagna Amica, che ha premiato contribuiscono tutti i giorni al successo di una iniziativa e di un marchio apprezzato da buongustai e consumatori.
