Qualità dei servizi pubblici al ribasso anche in Basilicata, come hanno denunciato i segretari sindacali della provincia di Matera Giuseppe Amatulli (Cisl), Manuela Taratufolo (Cgil) e Franco Coppola ( Uil) denunciando i limiti e le incongruenze contrattuali del nuovo servizio del Centro di prenotazione unica ( Cup) presso i presidi dell’Azienda sanitaria di Matera, tanto da chiedere un ulteriore incontro al presidente della giunta regionale Marcello Pittella.

Un confronto per rimediare a scelte unilaterali compiute dall’associazione temporanea di imprese, che ha rilevato il servizio, e per evitare che a pagare il prezzo più alto dei tagli alla spesa, con la edulcorazione del termine anglofono “spending review”, siano sempre quelli che chiudono l’ultimo anello della catena. Sono quei lavoratori e quelle lavoratrici che devono contentarsi, sull’onda del prendere o lasciare, di 700-800 euro al mese salvo premi e ritocchi che potrebbero maturare in corso d’opera, a valle di un bando o di un lavoro ”comunque”, tanto strombazzato ( ma i dati statistici dicono il contrario) dalla riforma ”innovativa” del jobs act e dal diffondersi dei ”voucher” i buoni lavoro. E del resto l’Inps, con dati recenti, ha confermato che una opportunità, quella dei ”voucher” nata per i braccianti del mondo agricolo sta via via interessando edilizia e servizi.

Se dovesse accadere per esempio in un Ente pubblico o subregionale per un servizio mensa, di pulizia, guardiania, o di call center non dovremmo stupirci più di tanto.”.. E’ tutto incremento di posti di lavoro” come ripeterebbe lo stantio cinquettio social governativo. ”’ I voucher? Mai sia!” hanno commentato Taratufolo, Amatulli e Coppola. ‘Chiediamo al presidente della giunta regionale, Marcello Pittella, un incontro urgente per ristabilire ” chiarezza contrattuale e tutele per i lavoratori ” in merito al nuovo servizio del Centro di prenotazione unica ( C.U.P) presso l’azienda sanitaria locale di Matera, affidato con bando all’associazione temporanea di imprese La Traccia Hitech di Matera e GSI di Potenza. ” Alla base della richiesta -hanno precisato Amatulli, Taratufolo e Coppola – sono le modalità che hanno portato, nonostante le intese raggiunte in precedenti incontri tra le parti e presso la stessa Regione, all’applicazione unilaterale da parte dei nuovi soggetti appaltatori del servizio del contratto multiservizi, rispetto al vecchio appalto del settore metalmeccanico.

Il nuovo contratto, firmato da 55 dei 56 lavoratori, introduce una riduzione dei compensi e con il superminimo che non doveva essere assorbibile lo è poi diventato, a totale carico delle maestranze”. Cgil, Cisl e Uil hanno inoltre precisato che l’applicazione del nuovo contratto di fatto non tiene conto della clausole sociale del precedente, a fronte di un bando che ha ridotto drasticamente il monte ore di lavoro annuale passate da 66500 a 44538, comprensive delle 4500 del cup di risonanza magnetica. ” Nel passaggio dal vecchio al nuovo contratto -hanno detto i segretari di Cgil, Cisl e Uil- ci eravamo accollati l’onere con alto senso di risponsabilità di un 10 per cento della clausola sociale, chiedendo alla Asm e alle imprese di farlo per l’altro 15 per cento. Ma cio non è accaduto con la applicazione unilaterale di un contratto diverso dal precedente, che introduce criteri di meritocrazia ma legati alla discrezionalità”. Sindacati che si sono barcamenati fra tavoli regionali, prefettizi, della direzione territoriali del lavoro, del sindacato imprenditoriale ma alla fine le cose sono andate in altra maniera, pare per scelte interpretative diverse da quanto concordato e a loro insaputa.’

Le aziende -ha detto Manuela Taratufolo, segretario territoriale della Cgil- non hanno avuto un atteggiamento lineare facendo autonomamente scelte che hanno penalizzato i lavoratori. Per noi la vertenza è tuttora aperta. Guardate, per esempio, al superminimo che non doveva essere assorbibile ma invece lo è diventato. Fate un po’ di conti e a rimetterci e a pagare l’onere maggiore sono i lavoratori. Lo stesso appalto, partito con un monte ore più elevato è stato ampiamente decurtato. Si possono garantire servizi di questa potata facendo pagare i tagli ai lavoratori. E a pagarne le conseguenze siamo tutti. Altri debbono dare esempio di efficienza tagliando dove si deve ed è possibile tagliare”.

Ed è quanto ha ripetuto il presidente della Corte dei conti, Raffaele Squitieri, nella relazione di apertura per l’ anno giudiziario: dirigenti che non tirano la cinghia ma dispensano posizioni organizzative, strutture in perdita che non vengono ridimensionate o chiuse, accentramenti di funzioni che non frenano la migrazione verso altri presidi e altro ancora. Perchè? Ma perchè consenso, inefficienza e assistenzialismo vanno a braccetto da sempre nel BelPaese. Bella davvero la spending review in danno dei soliti noti! E con bandi “taglia servizi” che alimentano il precariato e la conflittualità tra imprese fino all’ultimo centesimo, costrette a risparmiare a loro volta…per stare sul mercato.

Tagliare sui servizi alla persona -ha detto Franco Coppola, segretario della Uil-significa diminuire la qualità dell’offerta sanitaria. Chiediamo che i tagli vadano effettuati in altri settori sul piano della riorganizzazione e degli emolumenti nelle posizioni di vertice. Cosi aumenta la precarizzazione. La Regione si faccia carico ma concretamente del problema’‘.

Giuseppe Amatulli per la Cisl insiste sulla convocazione di un tavolo qualificato. ” Al presidente della giunta regionale Marcello Pittella– commenta Amatulli- chiediamo di fare presto e di guardare le tante contraddizioni di questa vicenda, sulla quale siamo intervenuti a più preso. I lavoratori hanno dovuto accettare ma con una fase di passaggio che li ha penalizzati. Chiediamo dignità e chiarezza”.

Si chiede un cambio di rotta. Attendiamo atti concreti e un meccanismo ”a cascata” di efficienza e buon senso a tutti i livelli.