…Andateci. Per apprezzare le potenzialità e l’offerta del Museo nazionale di Matera, che comprende l’archeologico ‘’Domenico Ridola’’ ,ospitato nell’ex convento delle Clarisse, fondato nel 1911 e il più antico della Basilicata, e quello di Arte medievale e moderna di Palazzo Lanfranchi. E per riavviare un percorso di rivitalizzazione culturale, identitario, che è quello che ci vuole per accrescere l’offerta turistica facendo rete con altre filiere tematiche del territorio: dai siti rupestri a quelli del sistema di raccolta delle acque, dai luoghi della preistoria a chiese, monumenti che hanno segnato la storia di una città millenaria.

Il dopo ‘’ Matera 2019’’, aldilà di alcune intuizioni conclusesi con gli eventi di quella esperienza, ricomincia da qui, facendo sistema e con quanto di propositivo e operativo può venire anche dai privati. L’invito viene da quell’aria nuova che viene dal Museo archeologico ‘’Domenico Ridola’’, al quale si accede dall’ingresso storico che ha recuperato – con l’arrivo dal settembre scorso della dinamica e preparata direttrice Annamaria Mauro- quella visibilità che attendeva.

Portone tinteggiato, banner, totem all’ingresso con una frase del fondatore Domenico Ridola che testimonia la passione per la ricerca e la curiosità (“ Fui vinto dal fascino misterioso e irresistibile che esercita l’ignoto e dall’istinto di cercar luce quando si è nelle tenebre, dalla ricchezza archeologica del suolo materano, che mi guidò senz’accorgermene fin oltre la soglia del grande tempio. Lì mi rifugiai in un cantuccio, imponendomi il silenzio “) e un quadro ad olio del senatore, archeologo,medico e scrittore, contento di ricevervi per far conoscere storia e reperti del museo e della preistoria in particolare.

Un tuffo del passato, davvero azzeccato, con il recupero delle antiche teche espositive, i pannelli esplicativi in italiano e in lingua inglese per passare alla biglietteria (con la novità dei pos e una card annuale per i materani in fase di definizione) e da qui – attraversando la sala con i ritratti dei materani illustri- nel percorso della preistoria con i reperti degli scavi un secolo buono. E’ il percorso,e lo diciamo per esperienza diretta, che più entusiasma le scolaresche davanti alla ricostruzione di un villaggio neolitico che lo fa accostare (sorrisi scontati) all’epoca degli Antenati ai ‘’Flintstones’’ , il cartoon nato dalla fantasia di Hanna e Barbera per Walt Disney. I ragazzi,dalla scuola primaria a quella dell’obbligo, sono quelli che prima o poi trascinano genitori e conoscenti al Museo. Curiosità e interesse insieme per conoscere il territorio, utilizzando guide e giornate tematiche promosse da associazioni per andare a ritroso del tempo. Il vecchio ‘’Ridola’’, in particolare, ha questo compito e – limiti della pandemia da covid 19 permettendo- rinsalderà questo legame.

Il Museo ha tante potenzialità da mettere in mostra, lo abbiamo visto con l’apertura dei magazzini durante l’anno di Matera capitale europea della cultura, e spazi da offrire per attività di animazione . O di semplice fruizione di spazi per una breve sosta e ci riferiamo alla corte e al giardino che con il vecchio progetto Fio Cultura sarebbe dovuto diventare un’area di attraversamento :dall’area verde del castello Tramontano a piazza Ridola che porta oggi al Museo nazionale di Matera, ai rioni Sassi e l’asse via del Corso, piazza san Francesco d’Assisi, piazza del Sedile e Duomo. Un passo alla volta, naturalmente. Servono tempo e risorse. Ma chi ben comincia è sulla strada buona. L’intenso lavoro prodotto da dirigenti e personale per la riapertura ne è la conferma. Nel caso del ‘’Ridola’’ sulla scalinata…Al piano superiore ci sono il nuovo spazio per incontri, in sicurezza, e gli allestimenti dedicati alla Magna Grecia con vasellame a figure rosse di pregevole fattura.


Materani e turisti non possono non visitare Palazzo Lanfranchi, che in primavera sarà oggetto di un progetto di intervento di riqualificazione e di potenziamento delle funzioni. Presenta una offerta varia e di qualità incentrata al pianterreno sulla visita telero ”Lucania 61” di Carlo Levi, che ispira a itinerari nei luoghi del confino ad Aliano e Grassano, da mostre fotografiche antropologiche. Ai piani superiori è la corposa collezione delle sezioni di Arte Sacra (Dipinti su tela, tavola, statue lignee ecc), Collezionismo (quadreria Camillo D’Errico, tele di scuola napoletana del Sei e Settecento) e Arte Contemporanea (opere di Carlo Levi e Luigi Guerricchio in particolare).

Non dimentichiamo, come accaduto nel recente passato, quanto si può fare con l’animazione culturale in spazi suggestivi come la sala delle Arcate, la Terrazza e la stessa Sala Levi. Museo per tutti e, finalmente, con un vantaggio e un incentivo in più per i visitatori. Il Museo nazionale introdurrà la possibilità del biglietto unico per visitare il Ridola e il Medievale e Moderno. Un aspetto, sul piano dell’offerta e dell’organizzazione, che porterà valore aggiunto alla fruizione dell’ istituzione culturale e al movimento per l’economia locale.

Ai materani e ai visitatori, agli appassionati il compito di supportare l’avvio del Museo nazionale, cominciando con una visita a tanta parte della nostra memoria e storia del territorio. Servirà a riprendere, con nuove motivazioni,e su basi identitarie, un percorso interrotto dall’epidemia da covid 19.