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MATERA 2019, NUOVO LOGO CON “OPEN FUTURE”

Si comincia con la nuova immagine, in attesa dell’auspicato rilancio che dovrebbe venire dalle modifiche statutarie, presso il notaio, con nomine integrative degli organici per un cambio di passo auspicato da più parti. Preannunciato da qualche tempo siamo al cambio di look per Matera 2019, che recepirà in toto la mission del dossier di candidatura ‘’Open Future’’, incentrato sul concetto di coproduzione culturale dal basso, di cittadinanza culturale, di apertura, di progresso, di cocreazione, di trasparenza.

Un bando in scadenza alle 13 del 15 marzo 2016 chiederà ai creativi di tutto il mondo di cimentarsi sulla nuova proposta, che metterà da parte il vecchio logo- usato e “abusato’’ in tutti i contesti – e adottato nel giugno 2011 dopo l’aggiudicazione alla società ConTesta di Firenze. “Sono passati circa 5 anni – afferma in una nota il direttore della Fondazione, Paolo Verri – da quando Matera 2019 selezionò il suo logo con un processo che conteneva i nostri valori chiave, quali apertura e trasparenza. Il bando venne pubblicato su una piattaforma che raggruppava al suo interno una comunità di oltre 34mila grafici e creativi dell’immagine di ogni genere e di ogni provenienza geografica. Nei 45 giorni di apertura del bando arrivarono quasi 700 proposte e più del 15% di queste erano proposte internazionali: un successo superiore ad ogni aspettativa.

Quel logo ha contribuito al vittorioso percorso di candidatura, visto che è stato usato gratuitamente migliaia di volte da tutti con un grande effetto positivo sulla nostra comunicazione. E’ stato riprodotto su oltre 30.000 pin, e ancora oggi tutti, soggetti pubblici e privati, ce ne fanno richiesta. Ma ora – aggiunge Verri – è necessario un cambio di marcia: il logo deve diventare fruibile sia dalle istituzioni che dai privati con modalità più chiare, deve essere un bene capace di aiutarci a costruire percorsi di sponsorship con regole più rigide, senza per questo venire meno al suo ruolo di bandiera che possa sventolare sulla casa di ogni cittadino”.

Il concorso di idee si articolerà in due fasi: una prima fase di valutazione affidata ad una giuria di esperti, una seconda in cui una shortlist di tre proposte verrà sottoposta al giudizio di tutti, attraverso il voto esplicito che ci porterà ad avere un nuovo logo entro la fine di aprile. “Un percorso – conclude Verri – aperto a tutti, grafici professionisti e giovani creativi ancora alle prime armi, sicuri che saremo altrettanto fortunati come lo fummo cinque anni fa’’. Marzo con il nuovo logo e si spera con una Fondazione che ingrani la marcia, dopo un anno e passa di rallentamenti e polemiche, che hanno portato il Governo ad annunciare impegni di spesa per la cultura e una serie di adempimenti ( dal rifinanziamento della legge 771/86 sul recupero dei rioni Sassi alla deroga alla legge di stabilità per la spesa e le assunzioni) del quale non conosciamo ancora tempi,entità e modalità di applicazione.

I ‘’tweet’’, lo ripeteremo fino alla noia e gli annunci su youtube, lasciano il tempo che trovano se non sono supportati da atti concreti. Carta canta e versamenti pronti all’incasso. Ma occorre essere pronti con progetti e programmi per recuperare il tempo perso.

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2 Commenti

  1. Embè mi pare giusto, quei soldi furono spesi e bo’: ora bisogna pagare qualcun altro, la ruota gira, tocca distribuire. Si comincia con la “giuria di esperti” per proseguire con le stampe, la carta intestata, i gadget, le brossure, i volantini, eppoi i videos, le immagini, gli spot. Tutto rigorosamente immateriale e portatore di ampi consensi.

  2. Tu che con i numeri hai dimestichezza 2.0 periodico con un ricalcolo degli interessi mensili al 2.0 meno i bolli, le spese di gestione e consulenza e le quote di ammortamentto…Quanto fa? 2.0 al lordo..

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