“La Cgil e la Uil di Matera, unitamente alle proprie rispettive categorie del pubblico impiego, alle Associazioni imprenditoriali, culturali e civiche della Provincia di Matera e dei territori contermini, esprimono soddisfazione per il Decreto voluto dal Ministro Dario Franceschini di nuova istituzione a Matera del Museo nazionale dotato di Autonomia mediante l’accorpamento de due Musei del “Lanfranchi” e del “Ridola”. La soddisfazione per quel Decreto riguarda anche la decisione del ripristino della Soprintendenza archivistica della Basilicata e del Polo Museale lucano.”

E’ quanto si legge in un comunicato stampa che così prosegue:

“Risultati che hanno fortemente voluto anche a livello locale le Organizzazioni intestatarie di questo Comunicato e raggiunto anche per effetto della pronta ed incisiva azione di protesta che il movimento la MARCIA per la CULTURA ed il LAVORO ha messo in atto proponendo l’APPELLO PER LA CONSERVAZIONE DEL POLO MUSEALE REGIONALE DI BASILICATA sottoscritto da circa 2000 cittadine/i, oltre che incontri pubblici tematici.

In quell’Appello si evidenziava quanto quella decisione mettesse in discussione non solo tutto il lavoro di programmazione e di gestione effettuata nei decenni scorsi, con esiti molto lusinghieri per la promozione e valorizzazione del patrimonio storico, artistico, archeologico, architettonico, naturalistico e demoetnoantropologico del territorio provinciale in particolare e di quello regionale più in generale, ma che, anche e soprattutto, finisse per ridimensionare e perfino svilire la valenza e il prestigio di tale patrimonio, sempre più e meglio conosciuto ed apprezzato nel mondo dagli studiosi, dai visitatori e dall’ opinione pubblica più attenta.

Il provvedimento dell’allora Ministro Bonisoli, sopprimendo l’autonomia funzionale ed amministrativa del Polo museale regionale della Basilicata, inevitabilmente finiva per compromettere le aspettative di rilancio economico del territorio provinciale ed anche regionale, che sono strettamente collegate alla valorizzazione e promozione dei beni culturali ed ambientali, in quanto considerate la principale risorsa per una prospettiva non effimera da offrire alle moltitudini di giovani e meno giovani costretti all’emigrazione in cerca di lavoro.

Le organizzazioni che promossero quello appello sottolineavano che la loro protesta non poteva essere qualificata per una questione campanilistica e localistica, dal momento che questione investiva tutta la concezione di fondo alla base del provvedimento ministeriale, perché finiva per implicare le medesime negative conseguenze anche nei confronti delle analoghe situazioni in altre Regioni, ciascuna delle quali vanta una propria specifica ed inconfondibile identità da valorizzare singolarmente.

Per Matera – Capitale europea della cultura 2019, in particolare, il provvedimento odierno del Mibact è un prezioso contributo per le prospettive di crescita e di sviluppo del territorio, che le Associazioni intestatarie del Comunicato chiedono con forza alle Istituzioni ai diversi livelli di valorizzare.