Sorgerà all’interno dell’ex convitto comunale la nuova sede dell’Archivio di Stato di Matera. Lo hanno annunciato questa sera il Sindaco Raffaello de Ruggieri, e la Direttrice generale Archivi, Anna Maria Buzzi, nel corso dell’inaugurazione della mostra “Quando l’Italia non era unita – Storie e personaggi dagli Archivi di Stato“.

L’edificio, che ha ospitato fino a qualche mese fa, il Provveditorato agli studi, sarà ammodernato e ampliato per ospitare nel seminterrato il deposito e, al piano terra, gli uffici della nuova sede dell’Archivio.

Nei piani superiori, con ingresso separato, saranno invece realizzati gli alloggi destinati agli studenti che frequenteranno i corsi delle scuole (alta formazione per il restauro, centro sperimentale di cinematografia ecc.) di recente e nuova istituzione.

L’Archivio – ha sottolineato il Sindaco – si colloca così in un contesto caratterizzato dall’effervescenza giovanile per diventare un centro di crescita culturale e di costruzione del futuro. La Direttrice Buzzi, dopo il sopralluogo che abbiamo effettuato stamattina, ha ritenuto coerente il luogo e il Comune cederà i locali in comodato d’uso gratuito per dare al territorio un servizio importante e dare una sede moderna e adatta alle esigenze dell’Archivio di Stato”.

Questa è un’operazione – ha spiegato la Direttrice generale Archivi – importante perché ci consentirà di ospitare tutto il nostro patrimonio in un’unica sede e di risparmiare sui costi che attualmente sosteniamo per gli affitti dei due depositi e dell’attuale sede. In quella che possiamo definire una cittadella degli Archivi ospiteremo anche la documentazione di proprietà del Comune di Matera”.

E’ un momento magico per la nostra comunità – ha aggiunto de Ruggieri – grazie al valore reputazionale che la città ha raggiunto e che il Ministro Franceschini ha voluto riconoscere istituendo a Matera il museo nazionale autonomo. In momenti come questi, se chiudo gli occhi, ricordo la lunga marcia che abbiamo compiuto, con il Comune sempre in prima fila, nel destinare i suoi gioielli a luoghi di produzione culturale. Penso al Monastero di Santa Chiara che ospita il Museo Ridola, al Palazzo Lanfranchi, al convento di Santa Lucia alla Fontana che è oggi sede della Scuola di Alta formazione per la conservazione del patrimonio culturale. Fu il Sindaco di allora, Nicola Buccico, ad assumersi la responsabilità di portare in Consiglio la proposta di destinare quel luogo alla Saf, dando attuazione all’idea a cui avevamo lavorato insieme a Caterina Bon Valsassina e a Michele D’Elia. Oggi aggiungiamo questo nuovo tassello. E mi sento di ricordare in questa occasione anche il lavoro di Antonella Manupelli, che coraggiosamente decise di trasferire la sede dell’Archivio di Stato in un ex cinema e le battaglie che ha affrontato. E’ il segno che quando c’è un’idea forte i progetti prendono corpo”.