Hanno voglia i puristi delle tradizioni a parlare di armenti e jazzi, di villosi mastini abruzzesi e di bivacchi attorno al fuoco di bucolici pastori ‘’minchiarili’’(sempliciotti), che tornavano a casa ogni 15 giorni dopo essere stati cornificati dalla consorte, Maria o Bb’rnett la pastora, con il massaro di turno.

La verità è un’altra. I pastori d’un tempo sono scomparsi o quasi e vivono a malapena nell’aria del “presepe tutto l’anno’’ che la premiata ditta “Emporio Morelli’ da oltre un secolo fa entrare nelle case ovili di tutti i materani. Un clima che, a cavallo, o meglio a dorso di pecora per Matera 2019, hanno assaporato ma a malincuore Antonio Andrisani e Giuseppe ‘’Peppino’’ De Florio, che questa volta una campanaccio avrebbero potuto agitarlo…o hanno perso il batacchio?

Ci ha pensato Donato Mola con la hyperbros.com a veicolare su youtube, che chiameremmo volentieri “tutubi?” (con un effetto al piccione) per l’ultimo video degli Heroscimmia ‘’Pastori Impazziti, il nuovo inno di Matera 2019 ’’, su you tube e con tanto di sottotitolo in lingua inglese.

Siamo o non siamo la capitale europea della cultura 2019, e quindi ci dobbiamo far capire anche in inglese, o siamo ancora quella contadina o pastorale du ‘’cutturill’’ dell’agnello cucinato in umido e aromi in tortiera? E i turisti, come i pastori, vanno presi per la gola anche se Teresa,una operatrice turistica materana si fa chiamare Terry, per farsi comprende anche dai divoratori di hod dogs e pollo fritto ingrassato agli estrogeni. E mescola le ricetta locali con cialledda e orecchiette e cima di rapa , ma con tanto curry made in Malaysia, discriminando i commercianti pakistani che stazionano in centro. E l’aneto, il finocchietto selvatico a chi lo diamo? E l’aglio, e ‘’u’ sp’nzogghj’’ il cipollaccio che condisce le insalate primaverili ? Siamo davanti a un tradimento della cultura locale e a un abbaglio continuo di scatti in digitale.

‘’ I turisti – si lamentano i pastori impazziti- vanno in giro come ossessi e fanno foto pure ai cessi…Il 2019 sarà l’anno del giudizio e i pastori contano i turisti. Vanno a dormire e anzicchè contare le pecore contano i turisti… come fa una pare degli operatori di piccole strutture ricettive che entrano in ansia se l’alloggio resta vuoto per il fine settimana. Nel frattempo fanno “Beeeh” in vista della revisione delle rendite catastali (come annunciato dal protocollo di intesa tra Comune e Agenzia delle Entrate) e dagli effetti procurati da una sentenza della Cassazione sui limiti imposti dai regolamenti condominiali , in relazione alla presenza di strutture ricettive di questo tipo. Tasse , controlli e verifiche in arrivo,dunque. Ai pastori la cosa preoccupa e qualcuno più intelligente “chiede in piazza se qualcuno sulla mappa ha trovato una icona con la zappa…

Retaggi da civiltà contadina destinati a trovare l’agriturismo o una roadmap per le greggi turistiche? Un tempo , erano gli anni Settanta , le trasmissioni radiofoniche di Alto Gradimento ,condotte da Renzo Arbore e Gianni Boncompagni,erano squarciate dal grido bracardiano da pastore errante e disperato ‘’ Li pecuri! Li Pecuri !’’ che portavano alla catarsi ovicaprina di un sordida e violenta chiusura dello studio-ovile.

Il duo Andrisani –De Florio ha centrato il buco (si fa per dire e bando ai doppi sensi che nella cultura pastorale sono un omaggio al flauto di Pan e alla pecora Dolly) con frasi e considerazioni, comprensibili da tutti gli abitanti culturali e gutturali di Matera 2019. La scenografia ha reso in pieno il contesto ( sofferto?) in cui i pastori della capitale stanno vivendo, con presepe in tufo (effetto cartolina BookingVisor), lo sfondo della carta azzurra e cielo stellato e le pecore imbustate fornite dalla ditta Morelli di via delle Beccherie. Il resto lo hanno fatto la faccia da pastore in affari, nonostante il pellicciotto, di Antonio Andrisani e le riprese a focale ovilica della Notarangelo Audiovisivi.

La cosa non poteva non destare l’interesse di studiosi,antropologi, sociologi e via elencando delle Università di mezzo mondo.Da Roma, e dal Miur in particolare, hanno addirittura preso la palla al balzo annunciando con il cinguettio di un tweet (noi siamo per la ciola ciola e per il falco grillaio) una riforma degli istituti agrari, con l’avvio di un corso in mungitura stanziale armentizia e greggiale (booh) da legare alle filiere lattiero-casearie e turistiche. Il noto critico Vittorio Sgarbi è corso subito a registrare il suo ironico intercalare ‘’Capra, Capra’’ mentre quanti hanno nomi o cognomi riferibili a razze e usi della tradizione pastorale si sono iscritti all’Accademia dello Iazzo, che aveva avviato una convenzione con gli amici del jazz.

Per Matera, è immaginabile, sono in arrivo corriere e mandrie di altri pastori turisti. Andrisani e De Florio sentano puzza….di successo e si fregano le mani. Pensano a un festival,a concorsi canori per solisti e di gruppo, tra pastori e greggi. Hyperbos è al lavoro per una sheepwebradiotv interattiva, nome provvisorio “Matera Beeeh”, dalla piazza alla stalla all’ovile alla latteria, con tanto di bacheche per il commercio elettronico e tastiera digitale per la filiera della masturbazione virtuale dei social.

E’ sempre Natale. ‘’Ueli uelà la nett du Natel’’ o ‘’ Oooh Happy Christmas’ come ripetono i jiingles o ritornelli della premiata ditta anglo materana Emporio Morelli e compari di presepe ? Beeeh…E’ arrivato il 2019 !