HomeCulturaUna nuova proposta per visitare e conoscere San Mauro Forte

Una nuova proposta per visitare e conoscere San Mauro Forte

I piccoli paesi dell’entroterra materano sono scrigni da scoprire, anche per gli stessi lucani. Luoghi sempre più abbandonati che sembrano essere ineluttabilmente condannati ad una mera e mesta sopravvivenza. Eppure tutti, chi più e chi meno, sono ricchi di storia, storie, tradizioni, cultura, luoghi, narrazioni, cibo e tanta ospitalità. Beni (materiali ed immateriali) che, chi ha deciso di rimanere, cerca in tutti i modi -caparbiamente e meritoriamente- di mettere a valore per farne stimoli attrattivi per visitatori che, si spera, siano sempre più curiosi e numerosi. Tra queste realtà è ascrivibile San Mauro Forte, già noto per essere il Paese dei Campanacci. Originale ed arcaico rito ancestrale che si svolge intorno alla metà di gennaio di ogni anno e che vede centinaia di ragazzi, donne e persone di ogni età, ceto e censo attraversare le vie cittadine -singolarmente o in squadre più o meno numerose-  agitando “campanacci” ad un ritmo ossessivo, sincronizzano il passo al movimento sussultorio del bacino per imprimere la giusta oscillazione al batacchio di campane armentizie.

Adagiato su una collina, il suo centro storico è sormontato dalla Torre Normanna (restaurata e visitabile) che si innalza a fianco della Chiesa Madre e attorniata da alcuni dei tanti palazzi baronali di cui è ricco questo borgo. E proprio all’interno di uno di loro, il Palazzo Arcieri, durante il Campanaccio 2023 è stato allestito il cosiddetto “Palazzo della cultura” che ospita permanentemente opere di artisti lucani e non, in continuo aggiornamento. Ma già qualche anno prima, un imprenditore illuminato come Pietro Bitonti ha deciso di trasformare il settecentesco palazzo “Arcieri Bitonti”, che si apre proprio di fronte alla Torre normanna, in un museo multimediale denominato: “In Viaggio In Basilicata”,  con cui si propone di raccontare -in modo innovativo ed originale- gli echi del passato con moderni supporti tecnologici. Uno spazio ricettivo che si sviluppa tra i locali di servizio e la corte interna del palazzo, per una superficie totale di circa mq 300, con il percorso di visita che si sviluppa tra la vecchia stalla, il cui aspetto è tuttora quello di un tempo, e il locale attiguo alla stessa, in origine destinato probabilmente a una rimessa di carrozze.  In particolare, con moderne installazioni si rievocano le suggestioni vissute da Cesare Malpica durante il suo viaggio lucano effettuato nel 1847 (che ispirò la scrittura de “La Basilicata, Impressioni”) tra le cui tappe vi fu -per l’appunto- anche San Mauro Forte dove fu ospite proprio del barone Francesco Arcieri.

Ma San Mauro Forte è anche una comunità che ha continuato ad arricchire il suo patrimonio gastronomico. E ai sempre ottimi olio, vino, salumi e prodotti caseari, negli ultimi anni si sono aggiunti colture di pistacchio e melograno, produzioni correlate al tartufo (di cui si sono rivelati essere ricchi i terreni dei boschi circostanti l’abitato), miele e pasta di grano duro.  Insomma, tutto un mondo da scoprire “motu proprio” o magari approfittando di iniziative che periodicamente vengono messe in campo da pubblico e privato. Ultima in ordine di tempo è quella in corso, proposta dallo chef  Nicola Ierinò (del Ristorante il Campanaccio -antico frantoio del 1600) in collaborazione con il Museo multimediale, con cui (previa prenotazione al tel. 392/8334952) è possibile accedere ad un tour di San Mauro Forte come da seguente locandina:

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
RELATED ARTICLES

Rispondi

I più letti