E chi l’avrebbe detto che l’avvocato Leonardo Pinto, sempre pronto a commentare e a riflettere sulle tante contraddizioni del Belpaese e sulla mediocrità e l’arroganza di quanti dovrebbero lavorare con senso di responsabilità per risolverle, fosse anche un’alfista della prima ora. Nel solco di quella tradizione tutta italiana dell’Alfa Romeo, la casa del biscione di Arese, che ha prodotto auto di pregio e di successo nate dalla lungimiranza di quell’ingegner Nicola Romeo di radici lucane per il papà Maurizio nato a Montalbano jonico, come ha ampiamente documentato in passato e per primo lo scrittore Vincenzo Maida. Così quell’Alfa Spider duetto, quarta serie, del 1992 è la compagna di escursioni estive per la Basilicata e dintorni, lungo itinerari alternativi tra il fresco dei boschi e fondovalli battute dal vento con un motore da 2000 cc rigorosamente a benzina, che invita a far galoppare i cavalli…di quel duetto.

L’avvocato alfista, fiero di un’auto che è un concentrato di eleganza e sportività, ci racconta che all’Alfa è giunto quasi per caso.” Il mio sogno- racconta Pinto- era quello di comprarmi una spiderino Innocenti
. Mi trovavo a Treviso nel 1992 per un processo e ne approfittai per recarmi da un concessionario per appagare un sogno di gioventù…Non arrivai in tempo per comprarne uno e chiesi se ci fossero altre vetture sportive. Mi fu proposto quel Duetto e me ne innamorai. Il resto è storia d’oggi. E, appena posso, la tiro fuori dal garage e parto”. Occhiali da sole, paglietta e tanti ricordi con gli amici del passato con il quale ha condiviso tante serate parlando di motori, a cominciare da Cataldo ”Taluccio”Di Simine tra i pionieri dell’automobilismo materano che cominciò con una officina in via Marconi, al rione Piccianello, insieme a Nicola Venezia accanto alla carrozzeria di Benito Marazia. Si parlava di motori fino a tardi e l’Abarth faceva innalzare il livello di adrenalina. Da giovane acquistai una Fiat 500 C, la leggendaria Topolino, che aveva- giustamente- un limito di stivaggio e di potenza di motore”

E qui i ricordi affondano in una giornata da goliardia giovanile legata alla festa della matricola. ”Dovevamo andare alla diga di San Giuliano- ricorda Pinto- con amici e amiche, stipati all’interno della piccola vettura fino all’inverosimile. Il motore della Topolino non potè sopportare lo sforzo tant’è che si fermò, con la pompetta a C surriscaldata .Avremmo dovuto rabboccare l’acqua nel radiatore…Ma eravamo troppo lontani da masserie e dall’invaso. E allora noi maschi ci arrangiammo con il serbatoio naturale che avevamo in corpo…” Goliardia pura. Con il duetto è un’altra cosa. Gioia di guidare un’Alfa degna di tal nome, mettendo da parte Codici, norme, arringhe e caro carburanti. La spider va a benzina. Niente agevolazioni, a tempo, decise dal Governo che ha privilegiato il gasolio https://giornalemio.it/cronaca/nuova-beffa-per-gli-automobilisti-sconto-di-17-centesimi-per-10-giorni-e-solo-per-il-diesel/ che dovrebbe difendere il made in Italy…A difenderlo l’avvocato Pinto, fiero di guidare un’Alfa Romeo -con targa bianca di una provincia calabrese-prodotta nella Prima Repubblica.



