E’ vero che il parco veicoli in Grecia e in Turchia è datato e che i livelli standard ”euro…” sulle emissioni inquinanti lasciano il tempo che trovano. Ma il passaggio della Lodola 235 GT Moto Guzzi del 1960 di Luciano Loizzo da Ferrandina e la Aermacchi Harley Davidson 350 del 1970 di Francesco Fiorini da Crema, impegnati in un tour da 6600 km che li porterà ad attraversare Paesi della regione adriatica, desta un interesse davvero unico. Sono un piccolo museo viaggiante, con i suoni dei motori di una volta, che destano attenzione di tutti e tra questi anche un piccolo venditore di frutta che ha scattato almeno 1000 foto, raggi comprese. Sono soddisfazioni do 370 km che ha portato i due centauri da Pamukkale a Bandirma. Tutto bene tra un piccolo inconveniente alla Aermacchi, che ha dovuto cambiare la batteria. Ci sta.

“Tappa pesante ieri – dice Luciano.Abbiamo fatto circa 370 km. Da Pamukkale siamo arrivati a Bandirma una città portuale con il suo caos e stranezze, proprie delle città di mare. Durante la tappa fatta, tutta in pianura, abbiam notato che l’agricoltura qui è fiorente . L’episodio più bello e stato quando ci siamo fermati a una bancarella dei prodotti locali, infatti già si vende uva di varie qualità, e qui c’era un ragazzino che aiutava il papà alla vendita dei frutti di stagione, nel vederci il ragazzino saltava di gioia, non sapeva come accontentarci, girava intorno alle moto facendo foto anche hai raggi delle ruote. Per noi è stata proprio una bella cosa” . E certo, dopo la lunga cavalcata in sella alle moto, il pensiero non poteva andare alla ore serene trascorse a Pamukkale, il castello di cotone, che ha stupito e non poco, Luciano e Francesco che citano MarcAntonio e Cleopatra .

” A Pamukkale nella parte alta tra le montagne di cotone, l’anfiteatro e le rovine, MarcAntonio – ricordano- fece realizzare una piscina termale per Cleopatra, e attualmente è ancora in uso , fa veramente sensazione, in essa ci sono ancora le colonne cadute in seguito ad un terremoto…E farsi un bagno dove magari anche Cleopatra ne beneficiava, è veramente emozionante”. Agi di un tempo e disagi di oggi che confermano lo spirito di avventura del viaggio. ” Dopo aver trovato alloggio e sbagagliato- dice Luciano- abbiamo fatto una bella doccia e siamo andati, a cena ..a base di Kebab.

Peccato, perchè, mentre facevamo due passi ho intravisto l’insegna di un piccolo locale dove dicono i proprietari, fanno cucina italiana. Purtroppo avevamo già cenato e,comunque scambiamo, due parole…utilizzando il traduttore . I proprietari, persone simpatiche, ci tengono a farmi fare la foto insieme a loro dicendo che li c’è per noi c’è accoglienza, e che il locale era stato inaugurato da pochi giorni .

Sarà per un’altra volta. Siamo stanchi e domani altra tappa”. Di avvicinamento a Istanbul…incrociando qua e là veicoli italiani, come una fiammante Lancia Thema o un ”laborioso” trattore dalla livrea arancione che ha alle spalle migliaia di chilometri nei campi.






