La discussione sulla variante che consentirebbe la realizzazione di 101 box auto interrati in via Lanera non riguarda soltanto un’opera edilizia. Riguarda il modo in cui Matera decide le trasformazioni della città, riconosce il ruolo dei quartieri e stabilisce che cosa sia davvero interesse pubblico.
L’Associazione del Quartiere Lanera ritiene che la variante debba essere fermata. Non perché il problema dei parcheggi sia inesistente, ma perché una questione reale viene affrontata con una risposta parziale: un intervento privato su un’area verde sensibile, collocata tra il quartiere e la collina del Castello, viene assunto come soluzione per bisogni molto più ampi del centro storico e dei Sassi.
Un parcheggio privato non è, di per sé, un servizio pubblico
La documentazione richiamata nel dibattito parla di box pertinenziali destinati alle abitazioni stabili del centro storico e dei Sassi e, nella proposta originaria, delle esigenze della Casa di Spiritualità Sant’Anna. Ma restano domande decisive: chi potrà acquistare o utilizzare i box? Con quali vincoli e prezzi? Quali benefici concreti riceveranno gli abitanti di Lanera? Quanta mobilità aggiuntiva sarà attratta su via Lanera? Quale rapporto avrà l’opera con il trasporto pubblico e con il PUMS?
Senza risposte verificabili, l’interesse pubblico rischia di ridursi a una formula. La città, invece, ha bisogno di parcheggi pubblici di prossimità, tariffe e abbonamenti calmierati, trasporto collettivo affidabile e collegamenti pedonali e ciclabili. È in questo quadro che va ripreso anche il parcheggio pubblico di via Gramsci, previsto da tempo e mai realizzato.
Il Parco del Castello richiede un progetto unitario
Le osservazioni tecniche alla variante pongono una questione che condividiamo: la cessione di una porzione della particella interessata non equivale necessariamente al completamento del Parco del Castello. Il progetto approvato nel 2006 considerava un ambito più ampio; per questo non si può utilizzare la parola «completamento» senza mostrare il disegno complessivo, le aree effettivamente acquisite, le connessioni ecologiche e pedonali, la tutela della pineta e le condizioni di manutenzione futura.
Il punto non è difendere un pezzo di verde in astratto. È riconoscere che la collina del Castello, il Parco di Lanera e gli spazi aperti del quartiere formano un sistema ambientale e urbano. Intervenire su una sua parte senza valutare l’insieme significa rinunciare alla pianificazione e adattare il piano a un progetto puntuale.
Lanera ha già mostrato che un’altra scelta è possibile
La storia del nostro quartiere offre un precedente eloquente. Il Parco di Lanera esiste perché l’area destinata a una speculazione edilizia fu restituita a un uso collettivo. Quella scelta non ha impoverito il quartiere: gli ha dato qualità, identità e uno spazio di relazione tra generazioni. Oggi quella memoria ci invita a non considerare il suolo libero come una riserva edificabile e il verde come una compensazione residuale.
Il quartiere non rivendica un diritto di veto sul resto della città. Rivendica il diritto-dovere di partecipare alle decisioni che modificano il suo territorio. Abitare un luogo significa conoscerne gli usi quotidiani, le fragilità, i percorsi, le necessità degli anziani e dei bambini, il peso del traffico, il valore degli alberi e degli spazi comuni. Questo sapere deve entrare nel progetto prima delle decisioni, non essere ascoltato soltanto nella fase delle opposizioni.
Cinque condizioni per riaprire la discussione
sospensione e mancata approvazione della variante nella forma attuale;
pubblicazione integrale e comprensibile degli atti, compresi gli studi geologici, paesaggistici, ambientali e di traffico;
assemblea pubblica nel quartiere e percorso partecipato con tempi reali per formulare alternative;
progetto unitario per il completamento del Parco del Castello e per la continuità del verde urbano;
piano pubblico della mobilità e dei parcheggi di prossimità, con priorità ai residenti, tariffe calmierate e verifica delle alternative già programmate.
Questa non è una posizione contro ogni trasformazione. È una richiesta di buona amministrazione: prima si definiscono gli obiettivi collettivi, poi si confrontano le soluzioni e infine si scelgono gli strumenti. Non il contrario.
Per Lanera e per Matera la vera utilità pubblica sarebbe completare e rendere fruibile il Parco del Castello, rafforzare il trasporto pubblico, realizzare parcheggi pubblici dove sono già previsti e proteggere la qualità dell’abitare. Per questo chiediamo che la variante venga fermata e che la discussione riparta dalla comunità e da un progetto di città condiviso.
Associazione del Quartiere Lanera
