domenica, 8 Marzo , 2026
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L’uso dell’intelligenza artificiale nelle scuole italiane a confronto con l’Europa

L’uso dell’intelligenza artificiale nelle scuole è cresciuto del 41% negli ultimi due anni, ma con questa diffusione emergono nuove domande: come viene regolata? E quali criteri garantiscono un utilizzo corretto?  In particolare, come si colloca l’Italia rispetto a strategie nazionali, programmi di formazione per insegnanti, linee guida etiche e applicazioni pratiche in aula?” Per rispondere a queste domande, GoStudent ha analizzato e confrontato i dati di sei Paesi europei, esaminando strategie governative, linee guida ministeriali e piani dedicati all’intelligenza artificiale nell’istruzione, dando vita all’European AI in Education Index. “L’Italia -emerge che- si posiziona al secondo posto nell’European AI in Education Index 2025 con un punteggio di 3,8, subito dopo la Spagna, che guida la classifica con 4,6 punti. Grazie agli investimenti degli ultimi anni (PNRR, transizione digitale delle scuole, laboratori innovativi), il nostro Paese si distingue per una visione strategica solida, basi normative chiare e risultati eccellenti sul fronte delle applicazioni pratiche, dove ottiene il punteggio massimo.” Però “Nonostante gli investimenti, l’Italia manca ancora di linee guida etiche ufficiali, strutturate e aggiornate sull’uso dell’IA in classe. Paesi come Spagna e Francia hanno già pubblicato framework etici nazionali e protocolli chiari per la tutela dei dati degli studenti, mentre in Italia il dibattito è ancora frammentato e spesso affidato alle singole scuole.” Ed inoltre “Se da un lato l’Italia investe in modo consistente nella digitalizzazione delle scuole, dall’altro resta indietro sul fronte della formazione del corpo docente, soprattutto se confrontata con Germania, Paesi Bassi e Scandinavia: molti corsi sono ancora opzionali, l’offerta formativa non è uniforme e gli insegnanti lamentano un carico di lavoro aggiuntivo per cui non sempre ricevono supporto.
Nei Paesi del Nord Europa, invece, la formazione continua sull’uso dell’IA è già integrata nei percorsi professionali degli insegnanti. ” “Sul fronte dell’accesso alla tecnologia da parte degli studenti, -parimenti- l’Italia si colloca a metà della classifica, lontana dai Paesi nordici ma superiore a diverse nazioni dell’Europa orientale. Sebbene nelle scuole italiane sia cresciuta la disponibilità di dispositivi e connettività, permangono grandi differenze territoriali, in particolare tra Nord e Sud. Paesi come Danimarca, Finlandia e Irlanda mantengono invece livelli molto più alti di uniformità e accesso, garantendo pari opportunità di apprendimento digitale a tutti gli studenti. È possibile leggere il report completo al seguente link: https://www.gostudent.org/it-it/blog/indice-europeo-ia-istruzione#italia .”

Vito Bubbico
Vito Bubbico
Iscritto all'albo dei giornalisti della Basilicata.
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