Toto Augusto ”amarcord” con la sua Pvf

Amore per la Pvf. A raccontarcelo è un capo tifoso biancoverde. Augusto Toto o ”TotoAugusto”, scritto tutto una parola, d’un fiato, come il ritmo ininterrotto dei tamburi che inondava il PalaSassi. ” Un amore – racconta Augusto- nato a 16 anni. Avevo delle amiche di scuola, alla Ragioneria,che giocavano a pallavolo e spesso e volentieri ci invitavano agli allenamenti. Li seguivamo e così pure le partite casalinghe. Fatta la B1, la serie A2, la A1 con la Landsystem e poi sugli spalti si è creato il primo gruppo storico di tifosi. Erano i ”Supporters Matera” , nome ereditato da un gruppo di tifosi adulti, e poi i South Boys che è stato il gruppo portante della tifoseria. Con me c’erano Francesco, detto ‘palancone” per l’altezza, Gianluca ” Giamba”,e lo sfegatato ”Giseli Gavio ”. C’erano anche le ragazze, come Rosa Scuotto, con Marinella, Anna e altre. Eravamo una tifoseria, composta di ragazzi e ragazze,nella stessa percentuale, Persone che seguivano la squadra anche fuori casa”. E qui il ricordo della prima trasferta con un autobus noleggiato per l’occasione e con il supporto di sponsor locali. Altri tempi.

” La prima la feci a 18 anni, 30 anni fa,a Perugia quando vincemmo il primo scudetto – ricorda Toto- e la città umbra ha portato fortuna ai colori biancoverdi, con il primo scudetto e altre soddisfazioni. Da lì è stato un crescendo con slogan, canti inventati di sana pianta o con ritmi che echeggiavano canzoni del momento o del passato. Ci divertivamo eccome e poi il ritmo dei tamburi, che incuteva soggezione nelle squadre ospiti che venivano al Palasassi. Erano nella fosse dei leoni, come i gladiatori al Colosseo e noi mantenevamo il ritmo dell’inizio, anzi prima del match, fino alla fine. Eravamo il settimo giocatore in più in campo. E poi avevamo delle giocatrici formidabili. Erano venute a Matera per giocare. Con il passare degli anni queste ragazze sono state adottate dalla città, non solo dal tifoso,ma da tutti. Nonostante con il passare degli anni queste giocatrici sono andate via, per trasferirsi in altre squadre o hanno smesso di giocare, il rapporto con la città si è sempre mantenuto”
E veniamo ai ricordi di un capotifoso che lasciato l’anima sugli spalti del Palasassi. ” L’organizzazione delle trasferte – continua Toto Augusto – era davvero impegnativa, ma c’era il supporto di attività economiche per viaggi e coreografie, perchè i tifosi era l’arma in più per far vincere Matera. Una su tutte, che ricordo quasi fosse ieri, è la trasferta di coppa Cev a Basilea in Svizzera. Eravamo partiti in 30 e sugli spalti eravamo in 300 grazie alla solidarietà di tanti connazionali che conoscemmo in un grande mercato, dove era tutti italiani e meridionali. Ricordo che c’era un tempaccio. Incontrammo un italiano, meridionale, e capì di cosa avevamo bisogno…che trovammo al mercato e tante adesioni per venire alla partita. Fu una cosa bellissima. E fuori trovavamo sempre connazionali, studenti anche per il campionato, che aveva in prevalenza squadre del Nord, fatta eccezione per Napoli, Reggio Calabria, Agrigento. In Sicilia ci trovammo benissimo, tanto da gemellarci con quella tifoseria” . Successi tanti e il segreto era quell’essere tutt’uno tra squadra, sportivi e città. Ma merito anche di tecnici e giocatrici.

” L’allenatore che più mi ha colpito- dice Augusto- è stato Nino Beccari, perchè con il suo modo di fare, immediato, aggressivo, da sergente di ferro, riusciva a motivare e a far venire fuori grinta e qualità migliori dalle giocatrici. Ho visto alcune di loro piangere in palestra e poi diventare campionesse, come Paola Franco. E’ stato un grande, come Barbieri, Barbolini. Abbiamo avuto fiori di allenatori e uno staff tecnico valido, oltre a una società che ha fatto le cose giuste con lungimiranza. Dal mio punto di vista, e anche altri hanno condiviso, Beccari ha colpito per la grinta e per i successi visti in A1 . Tra le giocatrici senz’altro Consuelo” Consuelo Alèe” Mangifesta. Anche lei diventata alla distanza una grande giocatrice, che ha contribuito al successo della Pvf in italia e all’estero. Consuelo con Annnamaria Marasi è stata la giocatrice che più è rimasta legata a Matera, ma anche Nadia Zrlic che ho candidato nel mio partito. Le attendiamo per PVf 30 sabato 25 e domenica 26 giugno, per un rapporto con la Matera che non è mai cessato”.
Tanti ricordi positivi e qualche rammarico, che vanno alla scomparsa della Pvf nel 2013, dopo aver conquistato quattro scudetti, tre coppa Italia, due dei campioni, due Cev e una supercoppa europea. Roba da grande slam. Peccato.

” L’ultimo presidente Roberta Tommaselli – dice Augusto Toto- ha tentato fino alla fine di salvare il salvabile, coinvolgendo tutti gli imprenditori materani e non solo, affinchè la squadra potesse continuare anche se non ad alti livelli nella massima serie. Ricordo che la sera in cui i ”giochi erano fatti” e cioè che il nostro titolo era finito a Reggio Emilia, ci telefonò ci invitò a casa sua e ci disse come era andata. Delusione e rabbia,nonostante i tanti bellissimi ricordi. Ma alla fine i grandi imprenditori non risposero. Ringrazio Saverio Calia che ha creduto nel progetto sin dall’inizio e poi uno ancora più grande a quel trascinatore che fu Salvatore ” Toruccio” Bagnale. La speranza per riprendere la pallavolo ? C’è ma sono realista e lo abbiamo visto anche per altri sport, dal volley al basket, dal calcio a calcio a 5 all’hockey, senza il sostegno di una imprenditoria che voglia investire, programmare, non si va da nessuna parte”
E non si vedono nemmeno cordate, quelle che un tempo – nella Prima Repubblica- erano attivate dalla politica per ritorni da costruire e garantire. Altri tempi.

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