Ne abbiamo parlato ieri in altro servizio raccogliendo lo sfogo di un tifoso sfegatato del calcio e del Matera, https://giornalemio.it/sport/ma-e-possibile-che-matera-non-debba-avere-la-squadra-di-calcio/ che aveva auspicato di tornare nel calcio che conta. Il tutto e subito non si può avere, soprattutto con questi chiari di luna post virus a corona. E le cordate di imprenditori locali promosse dalla politica -che lo scorso anno ci ha provato- non funzionano, per vari motivi. A Matera, comunque, il calcio tornerà dal prossimo campionato di Serie D con il Grumentum che verrà a giocare qui , da quanto ci hanno confermato varie fonti. Tra l’altro il suo presidente è a Matera dove ha una attività imprenditoriale nel settore turistico. Un percorso già visto che porterà a tirar fuori alla distanza i colori biancoazzurri. Lo diciamo al mai domo e sportivo Antonio Serravezza, poco addentrato o ignaro di questi passaggi. Piaccia o no gli imprenditori locali non investono più nel Matera, radiato a febbraio 2019, perché non lo reputano conveniente. Lo sport come impresa è tutto da costruire o come promozione per un bilancio sociale, investendo nei giovani. In quel settore, pur tra tante difficoltà, Matera ha avuto un pioniere nel compianto senatore Franco Salerno (il presidente delle serie B di 42 anni fa) e in poche successive altre iniziative di successo. Ma alla lunga si resta con il cerino in mano e non arrivano né sostegni di altri imprenditori e né degli enti locali. Del resto costa fare un campionato e con incassi striminziti. E allora si preferisce il manifatturiero, l’edilizia o il mattone che un tempo ha sostenuto anche il pallone. Ma qualcuno è finito in tribunale rimettendoci dignità e una vagonata di milioni. Resta l’appello di Serravezza alle imprese locali per i colori biancoazzurri, per uno stadio che da settembre rivedrà un campionato di categoria.

UNA CITTA’ SENZA VOGLIA DI TIFARE?
In ogni città si tifa per la squadra di calcio che rappresenta la propria città, ma a Matera non è più così. Una pagina nera per il movimento calcistico cittadino. Speriamo che con la nuova stagione calcistica 2020/2021 gli storici spalti dello stadio XXI Settembre-Franco Salerno non siano destinati a rimanere ancora deserti, non solo a causa della mancanza di un undici per cui fare il tifo la domenica. C’è chi aspetta la serie A e chi non ha la squadra della città. Si cerca in ogni modo di scuotere le coscienze di una città, storicamente poco attaccata alla maglia bianca azzurra del Matera Calcio, che rischia seriamente di affrontare una seconda stagione senza essere rappresentata. L’unica cosa che ci interessa subito, indipendentemente dalla categoria del campionato, è quella di poterci confrontare con imprenditori locali seri che vogliano avviare un concreto progetto sportivo e sociale e non certo per meri interessi economici. Quindi si apre a tutti coloro che abbiano progetti seri e percorribili. Dall’inizio alla fine. Credo che la tifoseria abbia solo una richiesta, che ad un ipotetico tavolo si siedano imprenditori locali da una parte e dall’altra l’amministrazione comunale, purtroppo finora poco presente, e che è l’unica in grado di far ripartire il calcio della nostra città.