martedì, 27 Febbraio , 2024
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Sport, simpatia e inclusione e la Polisportiva Heraclea sogna…

…un risultato di prestigio ai prossimi open di Showdown a Potenza e, chissà, una maglia azzurra per i giochi paralimpici 2024 di Parigi, come ha auspicato l’imprenditore Nicola Benedetto che sostiene il giovane sodalizio jonico, dopo essersi avvicinato alle problematiche di ipovedenti e ciechi per aver partecipato a una cena a occhi bendati. ” Sono pronto per la missione Parigi- ha detto Benedetto. Forza ragazzi!” Loro i ”ragazzi e le ragazze” della Polisportiva ce la metteranno tutta, con serietà ed entusiasmo, per fare bella figura consapevoli che ci sono atleti esperti e tra questi il campione italiano uscente, che viene dalla Toscana. Tanta umiltà e una ”molla in più” per vincere ed essere d’esempio ad altri che, magari, preferiscono tenere a casa un ragazzo o una ragazza ipovedente che, invece, praticando sport, può partecipare e raggiungere risultati nella vita di tutti i giorni. E su questo aspetto battono il coach Giovanni Cancelliere, ferrato in tutti gli sport e campionati, il presidente Massimo Delli Veneri e un atleta motivato come Giuseppe Lanzillo, che hanno incontrato a Matera i giornalisti, presso Palazzo Gattini, per illustrare obiettivi e progetti del sodalizio. E cominciano delle scadenze immediate.

Ci saranno anche gli atleti della Asd Polisportiva Heraclea di Policoro ( Matera) al 1° Open di Showdown a. s. 2023-24 – Potenza dall’1 al 3 Dicembre 2023, che vedrà la partecipazione di atleti non vedenti di varie regioni . La partecipazione all’Open di Potenza , promosso dalla Federazione italiana sport paralimpici per ipovedenti e ciechi in collaborazione con l’Asd Non vedenti lucani, si svolgerà presso il Grande Albergo e vedrà la selezione dei 12 migliori atleti, che si disputeranno il titolo nazionale affrontandosi su un tavolo da gioco con racchetta, pallina sonora e guanto . ”Ce la metteremo tutta- ha detto Delli Veneri- per ben figurare. Il nostro sogno con un nostro atleta sono le Paralimpiadi di Parigi, chissà.La Polisportiva Heraclea, che intende aprire anche a un’altra disciplina ”mista” come il Torball, intende lavorare nelle scuole e nelle famiglie per favorire l’inclusione degli ipovedenti, a cominciare dai giovani, e nelle attività culturali”. Concetti ripresi da Giuseppe Prillo che ha invito le famiglie ad aprirsi e a utilizzare appieno le opportunità dello sport, come hanno già fatto e con successo altre persone disabili nelle diverse discipline sportive paralimpiche. C’è da lavorare e occorre anche una maggiore disponibilità e sensibilità della gente in generale, magari assistendo a una gara di showdown come fare la collega Ketty Monzo che ha moderato la conferenza stampa. Una sponda anche dagli amministratori locali. A Policoro la Heraclea ha spazi messi a disposizione del Comune dove poter fare sport.
Anche Matera, come ci ha detto l’assessore comunale con delega allo Sport Antonio Materdomini, l’azione di associazioni impegnate nella pratica sportiva di persone diversamente abili, assicurerà attenzione e sostegno, per quanto fanno nei percorsi di inclusione. E quanto ascoltato nei giorni scorsi dalla giovane primatista paralimpica mondaile dei 100 metri, Ambra Sabatini, ha destato non poco entusiasmo. Tocca ora agli atleti della Heraclea di Policoro, che ha come simbolo un lottatore mitologico come Ercole, darsi da fare per la Magna Grecia e per tutta la provincia di Matera. Chi sono? Eccoli: Angelo Camodeca, Giovanni Cancelliere, Antonio Caputi, Antonio Cifarelli, Massimo Delli Veneri, Caterina Giordanelli, Giuseppe e Raffaele Lanzillo, Saverio Rosario Paolicelli, Domenico Passarelli, Simona Patanio e Antonio Serio.

COSA E’ LO SHOWDOWN DAL SITO WEB WWW.Shodownitalia.it
Cos’è lo showdown
Guarda un video descrittivo sullo showdown

LA STORIA
Lo Showdown fu inventato da Joe Lewis, un canadese non vedente, negli anni 60. Subito divenne un successo e nel 1980 si data la sua presentazione come sport ricreativo ai giochi per disabili fisici di Arnhem.

Questo sport, largamente praticato a livello internazionale, si gioca in Europa, Asia, Africa, Nord e Sud America. Ogni 4 anni viene giocato il campionato del mondo e ogni 2 anni il campionato europeo.

In Italia si disputano campionati italiani individuali, campionati italiani a squadre e tornei ufficiali organizzati lungo tutta la penisola, aperti anche ad atleti normo vedenti, con l’intento di rendere lo showdown uno sport inclusivo.

COME SI GIOCA
Gli incontri di questa disciplina sportiva, riservata ad atleti bendati, si disputano tra due giocatori, su di un campo rettangolare, costituito da un tavolo in legno con sponde laterali alle cui estremità vi è una piccola porta ed uno schermo rialzato posizionato al centro del tavolo.

Si gioca impugnando racchette realizzate in materiale liscio e duro della lunghezza di 30 centimetri, con le quali si deve colpire una palla sonora del diametro di 6 centimetri.

Lo scopo del gioco è quello di mandare la palla nel campo opposto, facendola passare sotto lo schermo centrale e tentando di imbucarla nella porta avversaria.

Si gioca dal fondo del tavolo, mai dai lati, ogni goal vale due punti, ogni fallo vale un punto, e si aggiudica la partita chi, per primo, raggiunge il punteggio di 11 con lo scarto, rispetto all’avversario, di due punti. Sull’eventuale 16 pari vincerà chi segna il 17° punto.

Il principio di gioco potrebbe essere paragonato al tennis tavolo, non a caso il termine volgare di questa disciplina è ping-pong per non vedenti, ove gli scambi bassi prendono il posto di schiacciate e pallonetti.

Si gioca in un’unica categoria ed è obbligatorio durante la competizione indossare mascherine che oscurino completamente la vista.

I.B.S.A., F.I.S.P.I.C., A.I.C.S.
Questa disciplina, che non fa ancora parte di quelle inserite nel programma paralimpico, è governata dall’IBSA – International Blind Sport Association, e a livello nazionale dalla FISPIC – Federazione Italiana Sport Paralimpici per Ipovedenti e Ciechi, che gestisce lo showdown riservato ai disabili visivi.

A livello nazionale e internazionale nella sua versione inclusiva, è organizzata dall’A.I.C.S. (Associazione Italiana Cultura Sport).

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