Numero zero della corsa gialla dell’inclusione e della partecipazione ”oltre ogni barriera” che a Matera ha avuto 150 partecipanti. Persone ”speciali” in tutti i sensi, pronte e con puntualità ai nastri di partenza in piazza Vittorio Veneto ad apprezzare una città a misura d’uomo, senza ostacoli, smog, rumori sentendo accanto il respiro del cuore antico e quello di altri concittadini, che vorrebbero così Matera tutti i giorni… E così un’ onda gialla composta da atleti ”speciali” ha attraversato questa mattina alle 5.30, con la precisione di un cronometro, le strade del centro di Matera e dei rioni Sassi per la ” Run 5.30 Yellow edition”, promossa da un gruppo di appassionati- e tra questi la ex pallavolista della Pvf Matera Barbara Fontanesi che ha partecipato all’evento, sponsorizzato dalla Bper, insieme all’assessore comunale allo sport Giuseppe Tragni e a Franco Cosmai referente del festival SportivaMente.

Con loro tanti appassionati come il gruppo di podisti evergreen, anche nelle gambe, guidati da Carmine Ambrico, o dalla dinamica Gabriella Savino con il gruppo di amici del centro Aias, dell’associazione sportiva Pegaso o di Bruno Francione appassionato di tradizioni locali e pronto a cimentarsi in una anticipazione (altro contesto) della processione dei pastori del 2 luglio.


E qualcuno, con passo lungo ed elastico, in via Madonna delle Virtù , ha intonato ” Dirimpetto alla Gravina tira un’aria fina fina…”. E sì perchè la passeggiata dell’onda gialla è stato anche questo nel segno dello sport, dell’inclusione sociale e della scoperta di una città a misura di cittadini, lasciando da parte le vuote parole- non seguite da fatti – di resilienza, sostenibilità, città smart e via nel solco della retorica che sfocia sempre nel brand della ‘vergogna’…. Ma contano le iniziative semplici e partecipate come la ”Run 5.30” . Sono state 150 persone, e tra questi anche alcuni disabili , che hanno partecipato alla corsa partita e conclusasi in piazza Vittorio Veneto, lungo un percorso di 5 chilometri che ha consentito di apprezzare silenzio, scarso traffico, assenza di barriere architettoniche e l’atmosfera della notte sopratutto negli antichi rioni di tufo illuminati dalle stelle e dalle luci dei vicinati che hanno stimolato i ”sei sensi”. Il sesto era legato alla dimensione plurisensoriale creata dagli effetti e dalle difficoltà di occhialini scuri che simulano le ipovisioni. Al termine della passeggiata festa in piazza al punto di ristoro, con acqua e frutta, selfies, una ola incrociata, foto per il social instagram e con l’impegno ad accrescere le attività di sensibilizzazione nelle scuole e tra le associazioni per l’edizione 2020. Siamo certi che lavorando in questa direzione l’anno prossimo piazza Vittorio Veneto sarà piena. Come è accaduto per la prima edizione della corsa si è svolta il 3 maggio scorso a Sassuolo e Modenza su iniziativa del festival ”SportivaMente” che unisce eventi sportivi, di cultura sportiva e di inclusione sociale. Pronti, allora, e arrivederci all’edizione 2020.