Presentare un libro che fa riferimento alla vita di un grande campione della Roma, Agostino Di Bartolomei,che incrociò il suo destino con quello delle armi, o discutere di altre questioni come rispetto, democrazia, partecipazione e di sport giocato più che delle chiacchiere da bar, social e scommesse è quello che ci piacerebbe vedere con più frequenza fuori dai campi di gioco. Lo ha fatto il Roma Club Matera, autore di un raduno dei club nelle scorse settimane, con la presentazione del libro ” Dritto al cuore” presentato da Luca Di Bartolomei, che con lucidità è andato dritto al cuore di un problema di stretta attualità, partendo dalla luttuosa esperienza di famiglia, che è ”paura” e ”timore” e per vari motivi delle famiglie di oggi. Come non dargli torto a giudicare dai tanti fatti cronaca nera, che portano a un uso improprio delle armi e da una cultura fatta di paure, ma anche di protagonisti e prevaricazioni che hanno avuto il sopravvento su certezze, diritti, tutele e garantismi (questione delicata) del nostro Paese.


E dal tavolo degli oratori, moderata dal collega e tifoso giallorosso Nanni Veglia, sono venuti oltre che da Luca, utili spunti di riflessione dall’assessore comunale ai Lavori Pubblici (ma con vicinanza Sportiva) Nicola Trombetta e dal presidente del Roma Club Vito Plasmati. Mentre in sala non potevano mancare i commenti sugli abbandoni del ”barbarossa” Di Francesco e su ” Er Pupone” Francesco Totti. Morto un papa se ne fa un altro, si dice a Roma. Ma per i figli della Lupa giallorossa capitolina non è cosi. Sono di ” Cuore Impavido” come l’associazione di volontariato che si batte con tenacia per aiutare gli ammalati di Sla. Sul tavolo all’ingresso della sala un invito a donare il 5 per mille nella dichiarazione dei redditi. Pensateci.

Una sintesi del libro edito da Baldini&Castoldi

« Dobbiamo capire perchè tanti fra noi avvertano la necessità di armarsi per
riaffermare la propria libertà  assoluta; dobbiamo renderci conto che viviamo in
una società  ormai intrisa di inquietudine. E che questo concentrato di paure e
ignoranza finirà  per spingerci a sbranarci l’un l’altro» Più armi uguale più
sicurezza. Una equazione trasformata in slogan, una convinzione che ha spinto il
40 per cento degli italiani ad affermare che si sentirebbe più sicuro con una
pistola in casa. Più armi uguale più femminicidi. Ecco un’altra equazione, ma
questo non è uno slogan,è la semplice constatazione di una tragica realtà . Una
pistola è costruita per sparare, per ferire o uccidere. O anche per uccidersi.
Luca Di Bartolomei, figlio di Agostino, famoso calciatore che venticinque anni
fa si suicidò con una Smith &Wesson 38 acquistata credendo di proteggere la
sua famiglia, in questo libro affronta con lucidità  un tema che la cronaca ci
ripropone ogni giorno. Unendo vicende e racconti personali a dati e studi
comparati sull’argomento, in una narrazione calda e partecipata, ma anche
inattaccabile ed essenziale, ci invita a riflettere. Rendere più permissiva la
legge sulla legittima difesa rischia di alimentare una giustizia fai da te,
favorendo la comparsa di tanti Rambo pronti a sparare alla prima occasione. E
soprattutto nasconde la preoccupante perdita di fiducia dei cittadini nei
confronti dello Stato quale garante e custode della nostra sicurezza. Luca Di
Bartolomei dimostra in queste sue pagine come la realtà  sia spesso molto diversa
da come la percepiamo, anche sull’ onda di quello che i media ci propongono.
Dobbiamo invece capire le nostre vere paure e smascherare l’inganno che ci
spinge a dare una risposta sbagliata a un problema reale.