Pvf30 e vai con progetto, sogno e società

La serata conclusiva per ricordare i 30 anni dal primo scudetto della Pvf Matera, che nel maggio del 1992 segnò l’inizio di una stagione di successi durata 10 anni, ha lanciato il ”La” per cominciare a costruire qualcosa con un nuovo progetto, un sogno e duna società. E si parte dal 30. Ora si tratta di fare 31. Lo abbiamo sentito da Consuelo Mangifesta che al PalaSassi aveva auspicato potere rivedere sul parquet una squadra femminile di pallavolo giocare in serie A, ma sopratutto dall’ultimo presidente della società biancoverde Roberta Tommaselli che, tra ricordi e un pizzico di commozione, ha detto che farà la sua parte. Disponibilità che è venuta anche dal mondo dell’imprenditoria e in particolare da Confapi con Vito Gaudiano. E poi dalle ex giocatrici, che hanno rinverdito quel clima di passione e di impegno comune con la città e con quel ”settimo giocatore ” in campo- proprio come il docufilm realizzato da Sergio Palomba e Vito Cea- che ha consentito a una anonima città di provincia di diventare capitale europea della pallavolo, oltre 25 anni prima che lo diventasse per la cultura. Ma servono i fatti, altrimenti i ricordi restano nel cuore di tanti o nella serata di un gran Gala, tra sventolio di bandiere biancoverdi, cori,riconoscimenti (una targa e un cucù realizzato dagli artigiani della Cna), sfottò, lacrime come accaduto durante le tre le ore della serata condotta da Sergio Palomba con tecnici e giocatrici di quella storica impresa.Keba Phipps, Annamaria Marasi, Consuelo Mangifesta, Giseli Gavio, Nada Zrilic, Krisztina Fekete,Barbara Leoni, Antonella Cataldo, Paola Franco, e il tecnico Giorgio Barbieri , cittadini onorari, e poi Laura Campanale, Francesco Montemurro vice di Barbieri lo hanno ricordato sul palco quale sia sta la formula per quello scatto di reni, che ha consentito loro e alla città di salire sul tetto del mondo interrompendo lo strapotere del Teodora Ravenna.

Sprone e auspici che sono venuti da tanti interventi: l’ex sindaco Francesco Saverio Acito ( ricordato per la multa inflitta dalla lega per troppa passione…), dall’editore di Trm (che ha messo a disposizione il materiale audiovisivo) Angelo Tosto che ha invitato i giovani a farsi avanti, auspicando -aggiungiamo- che i mediocri e le ”spighe vacanti” che non hanno un disegno di città facciano due passi indietro, da Saverio Calia primo sponsor della Pvf che ha investito nella cultura dello sport, ricordando l’amicizia tra il papà Vincenzo e l’ostinazione del presidente Salvatore ” Toruccio” Bagnale, del sindaco Domenico Bennardi che grazie all’esempio della Pvf si iscrisse a pallavolo, e di tanti altri che vissero sugli spalti quella magica stagione. Tra questi il capotifoso Toto Augusto, il tifoso Francesco Salvatore, il commentatore tv Ciccio Grossi a simboleggiare l’impegno di tanti colleghi da Nino Grilli a Vittorio Sabia che seguirono le imprese della Pvf. Dal docufilm i contributi o i volti di manager come Michele Uva, dirigenti come Nino Lamanna, Antonello Fatiguso, il patron della Parmalat Candido Bacchi che guidò una società con il 30 per cento di imprenditori locali. E i trofei, mostrati sul palco sono la testimonianza che si può riprendere il bandolo della matassa, ricominciando da quella rete e da quei palleggi fatti alla fine sul palco. Ma ora progetti e poi dal notaio… Si ricomincia da Pvf30, ripetiamo. E ora si tratta di fare 31. Il progetto Pv30 con altri imprenditori ( Quadrum, Rvm e altri) hanno dimostrato che non si parte da zero. E poi c’è il settimo giocatore, pronto a dettare il ritmo con i tamburi.

Ricordiamo che il docufilm dal dal 27 al 30 giugno sarà proiettato anche al cineteatro comunale “Guerrieri” in tre spettacoli: alle ore 18, alle 19.40 e alle 21.15. Appello al settimo giocatore, agli imprenditori e agli amministratori locali a schierarsi sotto rete, per cominciare una nuova partita…

Related posts

Rispondi