La pandemia da virus a corona non ha consentito di darne la dovuta diffusione, che solo le presentazioni in pubblico – e magari con tanti giovani- con appassionati, amici, sportivi possono dare. Ma non è escluso che lo si possa fare, magari per salutare il ritorno al PalaSassi di una squadra di volley e di un’altra basket che abbiano società, programmi e voglia di rinverdire esperienze e risultati della Pvf e dell’Olimpia. Storie diverse, da acqua passata, per alcuni. Ma mai dire mai. E lo diciamo dopo aver letto, con i ritagli di tempo che servivano, due libri editi nel 2020 dalle edizioni Magister : ” Globuli basket. Alle origini della U.S Basket Olimpia Matera (1960-1980) di Giovanni Grieco e ” Il sogno della Pvf Matera. Una città sul tetto d’Europa” a cura di Ottavio Gurrado e Consuelo Mangifesta”.

Due lavori scritti con passione, da addetti ai lavori, con la miriade di ricordi, testimonianze, esperienze di gratitudine verso tecnici, dirigenti, tifosi e per una città, Matera, che ha sognato e gioito per due realtà cresciute tra tanti sacrifici, sogni e qualche boccone amaro. A testimoniare che quando si hanno un sogno e un progetto nulla è impossibile, se ci si crede fino in fondo. E i due lavori, che vi invitiamo a leggere e a far leggere, sono un esempio per la ripresa anche per altri sport che come il grande calcio biancazzurro del Matera sono finiti in archivio, per varie vicissitudini.

Il sogno di Salvatore ” Toruccio” Bagnale che aveva rilevato il testimone della pallavolo femminile da Marzio ” Marziolino” Muscatiello e poi coltivato giorno per giorno, avvalendosi di collaboratori che da Nino Lamanna a Michele Uva a Gregorio Lobefaro, portò a conquistare successi insperati. E poi in una città del Mezzogiorno Matera, sconosciuta a tante giocatrici, come riporta il libro curato dal Ottavio Gurrado e da Consuelo Mangifesta, che sfata miti a colpi di volontà, organizzazione, tanto da restare una pietra miliare nello sport italiano ed europeo. Di volontà, sacrificio e organizzazione si deve parlare per un pioniere della pallacanestro materana, come riporta il collega ed ex cestista Pasquale Doria, presentando il libro di Giovanni Grieco e di quanti con lui diedero vita a una esperienza sul parquet all’aperto del quartiere Piccianello. Una idea, una volontà di passare dalle parole ai fatti e con una società fatta in casa, con sede a casa di Grieco, e con l’apporto della passione di tanti amici, bravi e tenaci nel seminare il verbo ”pallacanestro” tra i giovani. Tanti ragazzotti che della palla a spicchi non avevano mai sentito parlare o quasi, ma che a furia di giocare e seguire utili consigli compirono più di qualche miracolo. Ecco il ”vivaio”, lo spirito di sacrificio e di affrontare anche la partita della vita a viso aperto. Oggi è un’altra storia. Ma servono esempi come questi per ricominciare. Fare sport di base, intanto, mettendo da parte quel mondo virtuale del web e dei social, fatto di successi facili, spesso drogati da ”scorciatoie” dal fiato corto.