”Vuole le catene” e si vede… Franco Capolupo, tifosissimo della sua Olimpia Basket, che ha seguito anche in trasferta e lo avrebbe fatto anche quest’anno, visto che aveva comunque prenotato l’abbonamento con altri supporters, e scuro in volto e in tenuta antipioggia ( sempre in agguato) nella penombra della sua edicola di via Ridola, dove ha gioito e sofferto per i tanti campionati della squadra del cuore. Ha poca voglia di parlare, dopo l’annuncio del presidente Rocco Sassone di rinunciare a disputare il campionato di serie B ”a porte chiuse” come ha disposto la Lega. Si limita a commentare che è ”un tradimento” verso la città, i tifosi i 60 anni dell’Olimpia. Non si capacita. Si fa mille domande dopo che una squadra competitiva era stata allestita per tempo e che si trattava di disputare un torneo con trasferte vicine, che si poteva fare anche con i ragazzi. Il ”Perchè?” continua a risuonare masticando amaro. Non si capacita. Non se l’aspettava, e in quella maniera, nè lui e nè altri anche perchè la rinuncia ha comportato alla perdita del titolo sportivo. Ricominciare l’anno prossimo da un campionato minore? Capolupo scuote la testa e continua a non capire e guarda fuori la chiesa del Purgatorio. Un segno di croce . L’Olimpia è andata. Non restano, come gli suggerisce qualcuno, che una messa in suffragio e i ricordi della squadra del cuore, cancellata in poche ore. Viso imperterrito e rabbuiato, dopo una sconfitta patita all’ultimo canestro. Franco è un bersagliere ma ”vuole le catene”.