La pioggerellina che ha bagnato la seconda semifinale nell’arena di San Paolo, a confronto della grandinata (di goal) della sera precedente, ben rappresenta la scialba partita giocata tra Argentina e l’Olanda, rispetto a ciò che abbiamo visto nel match oramai storico: Brasile-Germania.

Da una parte  l’ultima squadra sudamericana in lizza che non vince un mondiale dai tempi di Diego Armando Maradona.  Dall’altra l’eterna perdente che per ben tre volte è andata in finale ma che ha puntualmente sempre perso.

La paura ha, evidentemente, fatto novanta. Così nessuna delle due squadre ha voluto osare e tutti i novanta minuti regolamentari sono scivolati via in una noia mortale. Tutta tattica e niente sostanza.

E nemmeno i tempi supplementari sono stati utilizzati per chiudere la pratica. Robben e Messi su cui si puntava alla vigilia dell’incontro quali potenziali risolutori si sono rivelati essere in campo delle brutte copie di se stessi.

Il risolutore della serata, invece, alla fine è stato Romero che, con le sue parate,  ha neutralizzato due tiri in porta degli “orange” i quali hanno, così, avuto la peggio alla roulette russa dei calci di rigore.

Alla fine l’ha, dunque, spuntata l’Argentina con il risultato di 4-2 che, domenica tornerà ad incontrare la Germania per la terza volta (dopo l’86 e il ’90, con una vittoria a testa).

Dunque, il risultato di questa seconda semifinale ci consegna una sfida finale che replicherà sino all’estremo lo scontro tra il vecchio ed il nuovo continente, che già si è consumato nelle due semifinali e che ora stabilirà definitivamente la primazia in questo mondiale 2014.

Il mondiale brasiliano interromperà il digiuno di successi europei in Sudamerica e per la prima volta uno stesso continente (in questo caso l’Europa) vincerà per tre volte consecutive la Coppa del Mondo?

Oppure l’Argentina riuscirà nella non facile impresa di fermare i panzer tedeschi e salverà  l’onore e il prestigio del calcio sudamericano umiliato come non mai a casa propria? Anche se questo dai cugini brasiliani non sarebbe gradito.

A voler essere profani, potremmo aggiungere che questa può anche essere considerata come la finale dei due papi. E allora, chi esporrà la bandiera in Piazza San Pietro domenica sera: Papa Francesco e Papa Ratzinger?

Comunque vada, tutto quello che doveva succedere è successo. Ed anche l’esito del Maracanà sembrerebbe scontato. A meno di clamorosi colpi di scena finali.