Alla vigilia lo hanno detto in tanti. La doppia tappa di Matera è una iniezione di fiducia, per il turismo e l’economia della provincia d Matera per guardare con fiducia alla ripresa quando passare ”la nottata” di ritorno dell’epidemia da virusa a corona. Ma occore organizzarsi per bene, cambiando registro e mentalità con programmi e percorsi credibili. Il Giro offre questa possibilità sul piano promozionale. Non solo tv, ma anche offerta del territorio, come abbiamo visto nel numero tematico che Bell’Italia ha dedicato all’evento ciclistico, tornato nella Città dei Sassi dopo sette anni, con uno stretto connubio tra imprese, sport e territori. Occorre fare di più, presentandosi uniti (Comune, Apt e Regione hanno fatto la propria parte sostenendo l’investimento) e con una offerta competitivita. Per farla breve occorre pedalare, stagione del virus a corona permettendo.

Per il neo sindaco di Matera, Domenico Bennardi, “Il Giro d’Italia è una
straordinaria occasione di ripartenza”: E “Attraverso lo sport – ha aggiunto il sindaco – possiamo ricreare visibilità nazionale e internazionale, anche con eventi destagionalizzati. Lo sport, però – ha continuato Bennardi – è anche un grande strumento di socializzazione, ovviamente con le dovute precauzioni perché siamo in una fase molto delicata”. Al lavoro, dunque, ma godiamoci la prima tappa del Giro.

La gente di Basilicata si attendeva una grande prova del corridore di casa Domenico Pozzovivo (Montalbano Jonico) per la tappa che da Castrovillari ha raggiunto Matera in una splendida giornata di sole, ma la sesta tappa del Giro d’Italia di 188 chilometri,, che ha attraversato il Pollino, costeggiato la diga di Senise, i calanchi tra Montalbano, Colobraro, Craco, Pisticci e Ferrandina -su strade ri asfaltate- ha raggiunto la Città dei Sassi, dopo aver attraversato i territori di Miglionico e Pomarico, ha premiato il francese Arnaud Dèmare, che porterebbe- se non fosse per l’accento sulla è- un cognome di matrice italiana. E così il transalpino, dopo la vittoria nella tappa di Catania-Villafranca Tirrena, ha vinto di schianto sull’ australiano Michael Matthews seguito a sua volta da Fabio Felline .

A Matera, per la quarta tappa consecutiva è stata indossata dal portoghese Joao Almeida, che è leader della classifica generale . Per la cronaca, e lo abbiamo visto dalle immagini televisive, a 35 chilometri dall’arrivo a Matera , un banale inconveniente (Almeida era stato tamponato) avrebbe potuto rovinare tutto.

Il Gruppo di corridori è stato quasi sempre compatto e con alcuni tentativi di fuga con le squadre di Erano state di Peter Sagan di Vincenzo Nibali e in particolari a far da lepre per alcuni tratti i corridori: Bais, Zana, Frapporti e Whelan. Ma alla fine è stato Demare a bruciare tutti sul traguardo di via Dante. E’ andato tutto bene con una macchina organizzativa ben rodata : dalla Rcs che si occupa del Giro, alle forze dell’ordine al Comune di Matera, con tecnici, polizia Municipale e con quanto- non dimentichiamolo- attivato dall’amministrazione uscente, che ha visto anche l’ex assessore Giuseppe Tragni pedalare fino al traguardo. Ora che il Giro lascerà Matera per Brindisi occorrerà rimettere mano a percorsi e piste ciclabili, scomparse del tutto con Matera 2019, fatta eccezione per un breve tronco lungo via San Vito. Anche qui occorre pedalare…

IL GIRO IN PASSATO A MATERA
26 maggio 1976, tappa Cosenza-Matera di 207 km, vincitore Johan De Muynck (belga)

25 maggio 1985, tappa Foggia-Matera di 167 km, vincitore Acacio Da Silvia (portoghese)

23 maggio 1998, tappa Montella-Matera di 237 km, vincitore Mario Cipollini

17 maggio 2000, tappa Scalea-Matera di 233 km, vincitore Mario Cipollini

8 maggio 2013, tappa Cosenza-Matera di 203 km, vincitore John Degenkolb (tedesco)

In altre due occasioni, nel 1971 e ad inizio degli anni Ottanta, la carovana del Giro d’Italia ha attraversato Matera senza fare tappa.