Sono passati quattro anni dall’ultimo match tra le professioniste di Flavia Pennetta, prima atleta italiana a vincere gli US Open. Da quel 7-5 6-1 subìto da Maria Sharapova alle WTA Finals 2015, la brindisina non ha mai tagliato quel filo sottile che la lega allo sport che l’ha resa leggenda. Testimonial e volto del tennis azzurro, commentatrice tv, presenza fissa al box del compagno Fabio Fognini. Sono moltissime le apparizioni di Flavia dopo il ritiro. E se nel futuro ci fosse ancora la racchetta?

“Tornerò in campo a Parigi, in doppio con la Schiavone, nel torneo delle leggende al Roland Garros. Ho ripreso ad allenarmi: tremendo! Sembra che io non usi certe articolazioni da un millennio”. Con queste parole rilasciate prima dell’edizione 2019 dello Slam parigino Flavia Pennetta ha alimentato le speranze di rivederla in campo. Al momento una semplice suggestione. Nel futuro ci sarà, invece, ancora la famiglia: qualche giorno fa la pugliese ha annunciato di essere in dolce attesa per la seconda volta.

Ma nonostante il lieto evento, Flavia sarà ancora presente nella disciplina che a 33anni, e dopo 15 di carriera, l’ha lanciata nell’olimpo dello sport italiano.

Entrata tra le professioniste nel 2000, Pennetta inizia a macinare risultati dopo un primo anno di assestamento. Nel 2001 conquista ben 9 titoli, 5 in doppio (a Roma Lanciani, a Bordeaux, a Brindisi, a Fano e nel Bronx) e 4 nel singolare Itf ( Roma Lanciani, Biella, Fano e Ortisei). In quella stessa stagione arriva anche l’esordio WTA da numero 215 al mondo. Sarà una sconfitta contro la Asagoe nel primo turno di Memphis che non farà male: a fine anno l’azzurra è già numero 95.

Seguirà un periodo interlocutorio, fatto di piccoli ma costanti problemi fisici e da prestazioni deludenti alternate a grandissime prove con la maglia dell’Italia in Fed Cup. Nel 2004, però, arriva la prima vittoria nel circuito WTA, a Sopot. Risultato che fa il paio con le finali raggiunte a Palermo e Acapulco. E la classifica di fine anno recita numero 38.

Raggiunto il best ranking (23esima) nel 2005, la brindisina è pronta per il salto di qualità definitivo. La più grande soddisfazione arriva nel 2006 quando con le compagne Roberta Vinci, Mara Santangelo e Francesca Schiavone, batte il Belgio e conquista una storica Fed Cup.

A rallentare la sua crescita, però arrivano gli infortuni. Il più grave quello al polso che lo costringerà all’operazione e a un lungo stop che la porta fuori dalle prime 90 al mondo. Ma Flavia è una che non si arrende e dopo 13 stop al primo turno conquista il torneo di Bangkok.

Dal 2008 al 2015, anno del ritiro, è un lento ma costante crescendo. I primi risultati di prestigio nel singolare WTA sono le vittorie ad Acapulco e Viña del Mar. Nel 2009 arrivano l’undicesima piazza nel ranking e i successi a Palermo e Los Angeles, quest’ultimo battendo in semifinale Maria Sharapova e in finale Samantha Stosur. A fine stagione arriveranno la seconda Fed Cup e l’ingresso nella top ten.

Dopo essere arrivata in finale ad Auckland e in semifinale al Roland Garros, Flavia impreziosisce il suo 2010 con la conquista del torneo di Miami in doppio, insieme a Gisela Dulko. Appena una settimana dopo arriverà il nono titolo in singolare, questa volta a Marbella.

Conquistata l’ennesima Fed Cup, in finale contro gli Stati Uniti (battendo nei singolari Bethanie Mattek-Sands e Coco Vandeweghe) Pennetta si trova ancora alle prese con i guai fisici che l’hanno accompagnata per tutta la carriera. Ma nel 2013, dopo la seconda operazione chirurgica al polso, Flavia torna in campo più agguerrita e competitiva di prima. Il miglior risultato di quell’anno sarà la storica semifinale di New York. Un torneo destinato a cambiarle la carriera e che anche quest’anno la vedrà protagonista nelle vesti di accompagnatrice del compagno Fabio Fognini, l’italiano con migliori chance di far bene ai prossimi US Open. Ma andiamo con ordine.

La semifinale dello Slam statunitense rilancia la pugliese ad altissimi livelli. Nel 2014 arriva la storica vittoria nel torneo di Indian Wells dopo aver battuto la numero 2 del mondo Li Na in semifinale e la numero 3 Radwanska in finale. Ma è solo l’antipasto. L’apice assoluto arriva allo US Open 2015 quando Pennetta si impone contro la compagna di Fed Cup Roberta Vinci nella prima storica finale slam tutta italiana. Un 7-6 6-2 che la consegna alla leggenda.

Il resto è storia recente. Mentre il compagno Fabio Fognini scalava le classifiche Atp (primo italiano nei primi 10 dai tempi di Panatta) e conquistava il primo Master 1000 in carriera a Montecarlo, Flavia ha deciso di continuare a dividersi tra tennis e famiglia. Nel frattempo, sono arrivate le esperienze da apprezzatissima commentatrice, prima con Sky e poi con Eurosport.

 

 

 

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