L’ha fatto con spirito sportivo mettendoci cuore, impegno per un traguardo- quello di promuovere la cultura sportiva durante l’anno di Matera capitale europea della cultura 2019- raggiunto pienamente. Luca Corsolini, giornalista sportivo, dalla mente vulcanica e dal piglio organizzativo, che meriterebbe un coinvolgimento nella prossima missione olimpica azzurra a Tokyo, ha affidato a un pensiero dal titolo stringato ”Ciao Matera” che pubblichiamo più avanti, il bilancio di quanto fino alla chiusura. E venerdì 21 novembre era lì sul palco di piazza Vittorio Veneto a salutare i tanti protagonisti in tuta e scarpette che sono l’emblema della sana pratica sportiva. Quello che ha fatto e lasciato è agli atti, spaziando dalle mostre e dagli incontri con i campioni dello sport negli ipogei di piazza San Francesco d’Assisi alla biblioteca sportiva ” Pietro Mennea” allestita presso il Palazzo dell’Annunziata. Luca Corsolini ha lasciato più di un testimone. Qualche volta si è incavolato di brutto quando non venivano risposte, come si sarebbe atteso – non per lui ma per la città, per gli sportivi- ma quando ti guidano passione e impegno finisci con l’ingoiar amaro. Ma poi passa e alla fine commozione e riconoscenza vengono fuori e restano in quel ponte di amicizia che Luca ha saputo gettare tra Matera … e mezzo mondo. Siamo certi, che continuerà  a percorrerlo. Ti aspettiamo. Lo sport è fatto di sacrifici, ma anche di tanti sogni da realizzare come fece il ”mito” Pietro Mennea.

ciao Matera,

21 dicembre: Ti scrivo perché se basta una parola, quella è grazie. Grazie per avermi supportato e sopportato, grazie per l’impegno che abbiamo messo in comune per dimostrare che non era un azzardo di quel visionario che è Paolo Verri pensare che lo sport è cultura  e che la cultura può essere sportiva.

Uno dei miei filosofi di riferimento, Alex Zanardi, uno dei tanti desideri che non abbiamo realizzato ma che potremo sempre realizzare , perché i sogni non hanno data di scadenza, dice: conta più il viaggio della meta.

Forse per questo ieri sera ho di nuovo pianto quando alla Cava del Sole è stato ripresentato il filmato della nomina, l’inizio di tutto.

È cominciato allora anche il viaggio dello sport,un viaggio che sarebbe un peccato interrompere adesso che abbiamo, spero sia perdonato, per affetto, l’uso della prima plurale , una Biblioteca della Cultura Sportiva, una Hall of Fame della Cultura Sportiva,  cinque percorsi da 2019 metri caricati su una app consultata da runner di tutto il mondo, e tanto altro.

Sono di Bologna e un mio concittadino diceva anzi cantava, perché si tratta di Lucio Dalla, che l’impresa eccezionale è essere normali. E oggi,  21 dicembre, dobbiamo davvero convincerci che la normalità è il nostro orizzonte eccezionale. Nello sport. A Matera. In tutta la regione se in altre parti capiranno che il gioco di squadra è una risorsa e non una scocciatura.

La normalità è puntare alla serie A anche quando si è appena persa la squadra. La normalità sono la Coppa Scirea, Minibasket in piazza, il Festival del cinema sportivo,  i cinque premi che vogliamo e dobbiamo lanciare per dare continuità e spessore alla Biblioteca della Cultura Sportiva,l’idea che in questa città prima ancora che gli spazi ci manca la giusta fantasia per vedere gli impianti sportivi laddove ci sono,  nelle strade, nei capannoni abbandonati.

Pesaro è venuta qui a presentare la sua candidatura per il 2033, in anticipo quasi esagerato, ed è stato forse l’omaggio migliore reso alla Matera che ha vinto la sua sfida. A Pesaro dicono che lo sport è una filosofia sociale e pure noi, qui, possiamo impegnarci in tal senso.

Di tanti lasciatemi citare l’assessore Giuseppe Tragni e poi, non a caso, visto che siete e siamo unz città di Ragazze vincenti, Maria Merlino, Gabriella Savino e Antonella Nota, tre capitano che sono pronto a seguire in qualunque iniziativa e che tutti dovrebbero considerare un esempio.Ciao Matera, è il 21 gennaio. Nessuna tristezza: il viaggio conta più della metà e il nostro traguardo è ancora lontano. Matera is cool to run: è un bel posto dove correre, ed è …culturan, la città dove pure la cultura va di corsa.

con affetto,

Luca