Per uno come il collega Luca Corsolini moderno “Pico della Mirandola dello sport’’ quel ‘’ Caro amico Ti scrivo, così mi distraggo un po’ ’’ , preso a prestito dal repertorio di quel grande di Piazza Grande…che è stato Lucio Dalla , è risuonato come una tigella da cuocere e condire ‘’ognuno come li pare ‘’ (rieccoci con Lucio) pur non avendo in realtà ‘’novità su cui aggiornarTi’’.

Ma mica ci crediamo e quell’opera che è la Biblioteca della cultura sportiva, inaugurata nell’anno di grazia(?) di Matera 2019, alla presenza anche della vedova della indimenticata ‘’Freccia del Sud’’ Pietro Mennea, tira fuori dallo scaffale più di un volume e tanto di QR code sul leggendario cestista Koby Briant scomparso tragicamente in un incidente.

Una perla è uno stimolo, se volete…una provocazione per andare a canestro vista la situazione di empasse ( temporanea) del programma di prosecuzione di Matera 2019. Del resto Parma, capitale italiana della cultura 2020, Pesaro Urbino capitale europea 2033 e altre da Torino a Ravenna sono in moto.

Ma Matera con quell’anglicismo Legacy sembra più un italico legaccio, un cappio intorno al collo ( ci perdoni Pierre De Ronsard con la sua ‘’ Ballade des Pendus’’) più che una eredità… Luca gli scossoni continua a darli anche da Piazza Grande a Piazza Vittorio Veneto.

Del resto scrivere a un amico serve a distrarsi un po’…

Dall’INVIATO IN PIAZZA GRANDE

“Non ho in realtà, novità su cui aggiornarTi
Certo, potrei dire che la Biblioteca della Cultura Sportiva diventerà una linea editoriale, gia’quest’anno; che Parma, Capitale Italiana della Cultura, ospiterà probabilmente il Mennea Day 2020, perchè gli esempi, specie quelli buoni, hanno sempre una forza trascinante; potrei aggiungere che qualcuno, sempre a Parma, si sta muovendo per allestire una Biblioteca della Cultura Sportiva che, per mia richiesta esplicita, sarà eventualmente collegata a Matera
Gia’, la Biblioteca della Cultura Sportiva a Matera, e di Matera
Il pendolo oscilla sempre tra due estremi, che sono poi la stessa domanda posta in due modi diversi
Da una parte mi chiedo se mi sono spiegato abbastanza, se mi sono spiegato bene, non basta aver parlato del progetto una prima volta nell’estate del 2018, aver presentato l’iniziativa il 13 febbraio 2019 e averla ricordata in ogni occasione possibile
Dall’altra mi chiedo se la proposta è stata intesa nel giusto modo. Perchè Parma, si è messa in corsa dietro Matera, e Matera non si muove,che cosa non è stato capito ?”


Come in una discussione, mi aggrappo a un esempio
E non mi vergogno di richiamarmi all’attualità
La morte di Kobe Bryant ha colpito tutto il mondo, e i giovani in particolare. Piu’di Elvis, piu’di John, altri eroi che pero’non erano, non ancora, social e globali come si è e siamo tutti oggi.Io, che pure conoscevo Kobe, uno dei regali del mestiere, ho poi un’angoscia personale: da padre, mi ferisce ancor più la morte di sua figlia Gianna
Perchè ne parlo a Te, amico materano: nella Biblioteca della Cultura Sportiva ci sono diversi libri dedicati a Kobe, uno in particolare racconta del suo passato italiano, un altro è un bellissimo libro di fotografie in cui è raccontato il suo amore per il basket, ma anche gli impegni e il metodo con cui lui ha saputo far fruttare un talento unico. Niente che non si trovi con google, potrebbe obiettare qualcuno, e a questi mi è facile rispondere che la profondità di informazioni che Ti può dare una Biblioteca non teme nessun confronto, anche perchè ogni pagina è in relazione
Una Biblioteca poi non è solo una questione di libri. A Matera di questo progetto, da quando ha cominciato ad avere una forma concreta, e mi riferisco ai locali della Biblioteca Stigliani, si occupano, sotto la direzione di Antonella Nota, quattro ragazzi. Prendendo per buono il consiglio di De Gregori un bibliotecario non lo giudichi per la conoscenza a memoria dei codici di un libro, se ricorda in quale scaffale si trova; un bibliotecario, uno bravo, lo riconosci dal coraggio, dall’altruismo, dalla fantasia
I ragazzi di cui parlo quando ho portato i libro di e su Kobe Bryant non hanno pensato solo a dove sistemarli. Col loro carico appunto di coraggio, di altruismo e di fantasia, hanno fatto quello che la mia cultura, moderna ma un po’datata, non riusciva nemmeno a immaginare. Perchè, mi hanno chiesto, non stampiamo un Qr Code di modo che la gente lo inquadri col telefonino ( noi ancora ci facciamo le telefonate e poco altro, loro, la loro generazione, il telefono lo usa davvero come una lampada di Aladino ) e possa vedere sullo schermo del suo smartphone Dear Basketball, ovvero il corto con cui Kobe Bryant ha vinto l’Oscar qualche anno fa ?
Capisci perchè vorrei liberarmi di questa sospensione tra il chiedermi se mi sono spiegato , se mi devo spiegare ancora e meglio e il domandarmi se i miei interlocutori, tanti ormai, hanno capito: non avere risposte, non averle a Matera, mentre altrove si stanno preparando a darmele, non ferisce me,ma e’un insulto per l’entusiasmo sincero, e non inutile, di quei ragazzi che da una Biblioteca esistente potrebbero ricavare un lavoro per se’e tante informazioni buone per loro coetanei e per tutte le persone che passano dalla Stigliani
Non vogliamo chiamarla legacy di Matera 2019 ? Non è un problema, una capitale ha il diritto di scegliere la lingua che preferisce, ma questa è una eredità che la città e ancor più la sua gente si sono meritate. Oggi ce lo dice una vicenda triste come quella di Kobe Bryant, domani ce lo ricorderà una festa. Lo sport è un rifugio, una carezza, una coperta. Lo sport oggi è un campo triste perchè ha perso il suo eroe, eppure lo stesso eroe sui tavoli di una Biblioteca continua a sfogliare, per se’e per noi, pagine nuove”.