The winner is…., come da pronostico, la Germania! Non è stata certo una cavalcata vincente come la oramai storica partita con i padroni di casa ma, alla fine, con un giusto ed equo 1-0  ha battuto l’Argentina ed è salita sul podio più alto di questo campionato del mondo 2014.

Ed unanimemente, pensiamo si possa dire che hanno vinto i migliori. Parafrasando un vecchio spot della Telefunken si può aggiungere che ha vinto “la qualità costante nel tempo”, una qualità che dura negli anni (sono al quarto titolo, quasi sempre in finale) ed anche un questo Mondiale 2014 in cui non ha perso una partita.

Per gli argentini questa era la terza volta (dopo l’86 e il ’90, con una vittoria a testa) ad incontrare i tedeschi in finale. Ma questa non era la volta buona, chissà la prossima, semmai ci sarà.

Una partita in equilibrio, con l’Argentina che ha sciupato occasioni d’oro. Ma a otto minuti dalla fine del secondo tempo supplementare è stato l’attaccante MARIO GOETZE asbloccare la partita controllando di petto un cross perfetto di Schurrle e battendo di sinistro Romero. Gran gol che evita la roulette dei rigori e fa dei tedeschi i meritati Campioni del Mondo 2014. 

I panzer tedeschi hanno così liquidato anche le pretese di rivincita della nazionale  di Messi rispetto a 24 anni fa quando, a Italia ’90, l’immagine delle lacrime di Maradona, nella notte magica di Roma, rimasero nella storia dei Mondiali.

Da Roma a Rio è stato un lungo viaggio, ma l’avversario, che come quella volta in Italia ha giocato ancora con la prima maglia, quella bianca, costringendo gli argentini a vestire la seconda divisa, azzurro scuro, quasi una premonizione del remake di quella sconfitta romana.

Anche i numeri della vigilia gufavano contro gli argentino. Infatti, come 24 anni fa, la Germania aveva segnato più del doppio dei gol dell’Argentina: +9 (17-8 nel 2014 e 14-5 nel 1990).

E così,  lo scontro tra il vecchio ed il nuovo continente, che già si era consumato nelle due semifinali, si è risolto definitivamente stabilendo la primazia calcistica del primo anche in questo mondiale 2014.

E così, il mondiale brasiliano, oltre ad aver interrotto il digiuno di successi europei in Sudamerica ha, per la prima volta registrato la vittoria per tre volte consecutive della Coppa del Mondo da parte di uno stesso continente (in questo caso l’Europa).

Al terzo posto sul podio mondiale gli orange di Van Gaal (il secondo posto quattro anni fa in Sudafrica), dopo aver dominato la “finalina” con il Brasile. Un meritato bronzo al termine di un’avventura che non li ha mai visti sconfitti e che li ha visti protagonisti della seconda sonora batosta (3-0) inflitta alla nazionale di casa, dopo quella dei sette gol con la Germania. Un Brasile che chiude nella umiliazione più assoluta e bruciante quello che doveva essere il suo Mondiale. E che invece verrà consegnato alla storia come quello della sua disfatta e umiliazione più cocente.