L’argomento è spinoso quando si tratta di mettere mano alle vicende gestionali di una impresa che, per varie vicissitudini, ha imboccato la strada della curatela fallimentare. E quando si tratta di uno sport come il calcio la cosa desta non poco interesse, per le attese tradite, per come sono maturate e per capire come e perché si è arrivato a tanto con buchi finanziari che sembrano voragini. Ed è quello, che in sintesi, si dice per le vicende della società Matera Calcio, dapprima esclusa dal campionato di serie C dopo penalizzazioni e sentenze degli organismi federali e con la delusione di non essere nemmeno a far scendere in campo una squadra di ragazzini per onorare torneo e colori sociali nell’anno di Matera capitale europea della cultura. E poi con la decisione del Tribunale di Matera (non nuovo a interventi su altre società biancoazzurre) che ha nominato l’avvocato Andrea Arleo, curatore fallimentare. Buon lavoro. Si attendono sviluppi. Naturalmente questioni sportive e societarie seguiranno la loro strada. I tifosi attendono che una nuova società ricominci dai campionati minori e, preferibilmente, con imprenditori locali. La palla, anzi il pallone, passa al Comune di Matera intenzionato, come hanno annunciato nelle scorse settimane il sindaco Raffaele De Ruggieri e l’assessore allo sport Giuseppe Tragni, per una manifestazione di interesse. Vediamo. Lo stadio ‘’Franco Salerno- XXI Settembre’’ Franco Salerno è desolatamente vuoto. Si riempirà per il torneo under 16 ‘’Gaetano Scirea’’. In campo tanti giovanissimi, il futuro del calcio materano se verranno fuori imprenditori (auspichiamo locali) pronti a investire con loro e su di loro.

L’ANNUNCIO CON UNA NOTA

L’AVV. ANDREA ARLEO DEL FORO DI MATERA NOMINATO CURATORE FALLIMENTARE DEL “MATERA CALCIO”,

Il Curatore fallimentare Avv. Andrea ARLEO, designato dal Tribunale di Matera, è già al lavoro per esaminare la vicenda del dissesto della società MATERA CALCIO, sprofondata dai fasti calcistici della Serie B alla esclusione dal campionato 2018-19 da parte della Federazione Calcio per mancata attività sui campi di gioco, mai verificatasi in passato.
Infatti, oltre agli addebiti di insolvenza verso i giocatori ed i fornitori, gravano sulla società calcistica anche le gravi inadempienze contestate dall’Organo di controllo della Federazione Calcio, che possono incidere anche nell’ambito del procedimento fallimentare.
Il dato ormai accertato è che Matera, Capitale Europea della Cultura, non è più la città di punta del calcio lucano, né vi sono prospettive a breve termine che sia nuovamente riammessa nei campionati che contano. In sostanza Matera resta privata di una delle più significative attrazioni sportive, proprio quando tale contributo sarebbe stato più benefico, per la risonanza mediatica attualmente goduta dalla nostra comunità, se è vero che anche lo sport calcistico è cultura.
I tifosi materani auspicano che il Curatore fallimentare voglia approfondire le ragioni del dissesto, ma, soprattutto, le ragioni del dileguamento dalla scena societaria di soggetti ed imprese che sulla prospettiva trainante della squadra hanno dato impulso ad interessi propri, abbandonando, poi, la società all’ultimo arrivato da Avellino, presentato come il salvatore del calcio materano, ma senza verificare le referenze necessarie a mantenere alto il prestigio calcistico della Città dei Sassi.
Vero è che una città non muore senza una squadra di calcio dignitosa; ma è altrettanto vero che il calcio materano riprenderà il suo ruolo, certamente cominciando dal basso. I tifosi materani, ora, devono essere consapevoli che per il futuro non devono osannare i profeti indegni della materanità, ma vigilare e sostenere ogni iniziativa endogena della città, perché non esistono salvatori della nostra patria calcistica, senza amore per la Città di Matera.