Certo che un villaggio o cittadella dello sport a Matera ci starebbe bene. Ma senza proposte e scelte imprenditoriali qualificate dei privati naturalmente (perchè il pubblico è oggettivamente è largamente inadeguato per farlo) non si va da nessuna parte. Del resto non si va oltre a progetti e proposte residenziali per costruire sull’ultimo appezzamento di terreno urbano disponibile o frutto di compensazione fino all’ultima cubatura. Il mattone a Matera è solo quello, tranne piccole cose. Del resto costruire un impianto sportivo comporta oneri gravosi e fissi per la gestione. Ogni tanto fa capolino nel dibattito sulla urbanistica contrattata o contattata, se preferite, la vicenda di una permuta con il consueto parco urbano per utilizzare l’area dello Stadio ” Franco Salerno- XXI Settembre” al rione Piccianello (quartiere oggetto di dibattiti strumentali e di attenzioni speculative). Ma non si va oltre. Ricordiamo il progetto di un polifunzionale , legato agli incentivi dei mondiali di calcio del 1990, a ridosso di contrada Pantano e dell’asse commerciale (ancora sulla carta) Matera-Venusio ma non se ne fece nulla. Doveva essere il terzo intervento di spessore, insieme ai progetti di autoparco e mattatoio (realizzati) e che ebbero anche risvolti e giudiziari e contenziosi. Mai dire mai. Ma il contesto non cambia, nonostante la lodevole sollecitazione dello sportivo Antonio Serravezza che si diletta a pedalare,nuotare correre e a giocare alla pelota basca. Al momento ci sono, ufficialmente, solo progetti per piccoli interventi di quartiere,con il nodo di cantieri in itinere, della gestione dei piccoli impianti che si aggiunge alla gestione degli attuali. Anche qui siamo ai blocchi di partenza e con la necessità di assicurare la pratica di base. Proroghe e bandi sono al nodo scorsoio…per evitare di creare sconquassi, che potrebbero rompere equilibri e aspettative, anche politiche, consolidate. Pessimisti? No, realisti. Se ci sono proposte con il supporto della cultura di impresa, e con un piano di gestione, fatevi avanti. Il villaggio dello sport servirà a candidare Matera alle Olimpiadi della seconda metà del secolo.

LE RIFLESSIONI DI SERRAVEZZA

Matera…una “città senza sport” cosa siamo oggi e cosa possiamo essere domani. In questi ultimi venti anni le varie Amministrazioni che si sono alternate al governo della nostra città non sono state capaci di dotare il nostro comprensorio di una impiantistica sportiva razionale. Matera rimane una delle rarissime città italiane di oltre cinquantamila abitanti che non ha un palazzetto dello sport, una piscina, un stadio di calcio funzionale e confortevole. E negli ultimi anni senza una squadra di calcio, di pallacanestro e di pallavolo. E’ evidente come gli amministratori del passato e quelli recenti non abbiano mai preso in seria considerazione questa necessità ritenendola non prioritaria. Oggi la situazione dell’impiantistica sportiva a Matera è decisamente precaria per non dire grave. Diverse sono infatti le società sportive locali che per poter svolgere le loro attività sono costrette a sacrificarsi a piccole strutture nate in passato forse come palestre scolastiche. I campetti rionali non sono utilizzabili, per la maggior parte, da diversi anni anche se presentano notevoli potenzialità e potrebbero fungere come mini impianti di quartiere e spazi di integrazione per i giovani e non solo. Un’altra criticità che riguarda tutti gli impianti sportivi locali è la gestione degli stessi. Non si capisce bene con quali criteri siano stati dati in gestione, la durata dell’affidamento, gli obblighi, i canoni ecc. Ma volgiamo lo sguardo al futuro e vediamo cosa possiamo programmare concretamente a breve, medio e lungo termine.

L’obiettivo più immediato è, laddove possibile, sistemare e mettere in sicurezza l’impiantistica sportiva esistente e pensare poi alla progettazione, in tempi ragionevoli, di un vero polo sportivo con un vero Palazzetto dello Sport attrezzato per varie attività. Se, infine, vogliamo essere più ambiziosi perché non pensare ad un “f u t u r i b i l e” progetto di più ampie prospettive. La realizzazione di un Villaggio Sportivo Polifunzionale con palazzetto dello sport, piscina e impianti sussidiari, con foresteria e servizio di ristorazione, ambienti per la medicina dello sport e spazi per attività del tempo libero e culturali, parcheggi. Un vera e propria Cittadella dello Sport. Ovviamente stiamo parlando di un progetto a lungo termine che non dobbiamo considerare necessariamente “un sogno”. Sono certo che se la nostra città saprà mettere in campo una lungimirante programmazione unita alle indispensabili competenze specifiche è possibile ipotizzare anche a Matera, per il dopo pandemia, l’accesso a quei fondi strutturali europei che il governo metterà in campo per il rilancio del Paese. Accanto a queste eventuali risorse c’è la possibilità di accedere al credito sportivo e contestualmente pensare a concreti progetti di finanza.