Un tappettino e ”Yoga” a volontà… per Antonio e Michele.

Guardateli, che facce!Niente posizione del loto o del fiore di loto, che nella capitale della cultura ortofrutticola, indica i kaki o cachi o cachì con l’accento sulla ”i” per due appassionati come Antonio e Michele che hanno provato ad ”aggregarsi” alla maniera loro nella dimensione spirituale degli equilibri corpo-mente-corpo ( andata e ritorno) nella giornata mondiale dedicata alla pratica orientale di filosofie e tecniche meditative. Roba pesante, per alcuni, ma per i puri di spirito al 90 per cento… l’ebrezza della leggerezza era sulla collina di Castello. Un luogo che per la tradizione materana è legata più che alla pace ai regolamenti di conti . Con quella ”sfida-invito” dagli occhi penetranti e la voce ferma : ” Ci vediamo sopra al castello”, che poi era davanti, dietro o nel fossato. Un invito rafforzato dalla liberazione, e questo apre alla leggerezza dimensionale, di togliersi e far togliere gli occhiali per aprire alle orbite a ”fanale di motocicletta” ,tendenti al virato indaco, viola e via ”ammaragnando”.

Saranno stati questi retropensieri, che hanno contrassegnato la loro gioventù, il non aver ascoltato i suggerimenti di Pino ”APPeppino” che la concentrazione la consiglia in una comoda poltrona o del veterinario Felice, che sprizza ”Energheia” da tutti i pori, che li hanno fatti ritrovare da soli sul pendio del castello come valvassini sulla strada per Valsinni? Poco male. Ci hanno rimesso 20 euro per due cuscini, made in China, e altrettanti per una cassa di succhi di frutta ” Yoga”, naturalmente, rigorosamente alla pera. Perchè la ”purificazione” si raggiunge solo con le pere dal sapore acre. E si sa, a Matera, le ”pere” sono sempre acre…Che sia il tema per il prossimo raduno di quartiere degli amici dello ”yoga”? Chissà. Magari al gusto di loto e dall’effetto lassativo.

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