Se a Palazzo Chigi vedessero l’edizione riveduta e corretta, ma con il punto interrogativo del cortometraggio girato da GK films dal titolo ” L’Unità d’Italia?”, della confraternita dei ” Uastacrisc” (Guastacroce), il soprannome di quanti a Matera si chiamano Montemurro che è il cognome più diffuso nella Città dei Sassi, sarebbero presi da una miriade interrogativi. Ma la ragion di governo,gli interessi di parte, dopo le palesi contraddizioni dell’autonomia differenziata, del premierato, i tagli dei servizi a cominciare dalla sanità pubblica e quanto resta di un Made in Italy svenduto o camuffato qua e là, li costringerà a un accomodante ”lasciamo le cose come stanno”. E questo all’insegna che l’Italia e sfatta e che gli italiani di regioni diverse la pensano e fanno ognuno come gli pare…E allora non resta che sfogliare il libro di storia partendo dalla sapiente ironia di tre ragazzotti con grembiule e nastrino rosso ( come la camicie dell’Eroe dei due Mondi) di una scuola rurale preunitaria. Scuola all’aperto, naturalmente, sotto l’albero, tra il muggito delle vacche, il frinire dei grilli e il tono inquisitorio della maestra Manzi (un secolo prima del collega della Rai) nel solco della massima che ”non è mai troppo tardi” per finire alla lavagna a scrivere ” Sono un asino” ( di Martina Franca, naturalmente) o a prendersi sonore bacchettate.

E la maestra, dalla bellezza funerea di una ”callara”, e vestita di nero come una ”cattiv”,una vedova, fa l’appello.Rispondono Battisti per Mogol, Busilacchi che ha le testa nel pallone quasi si fosse nella Quarta serie con i biancazzurri di Salar e finanche ”Chitarrid”, l’improbabile brigante di Matera, assente giustificato…
Serve stringer
e per la guerra e con il telefonino ( regista e scenografi sono andati oltre, ma non si va tanto per il sottile, contano i risultati) parte una chiacchierata tra Torino e il generale Garibaldi. Così, scommessa con un ”2” sulla schedina del totoguerra, si concorda ” a forfait” dove incontrarsi. Naturalmente in campo neutro, in campagna, in Campania a Teano (Caserta) per la famosa stretta di mano di consegna del Regno delle Due Sicilie al sovrano ”sovairdo” che aveva ”sponzato” anche le mani nelle ricchezze da depredare del Sud, che portarono al Brigantaggio con deportazioni e repressioni. Ma si poteva tornare indietro? E se Garibaldi avesse rifiutato? La risposta di Enzo ”Micologo doc” (conoscitore di funghi sopraffino) la dice tutta di come gli italiani, soprattutto al Sud, abbiano bisogno di un padrone, massari e via giù per la filiera di comando, anche a comunanza, per campare. E così con quel ” Se la vedesse il re… arraffatutto”, si chiude quella pagina di storia di compromesso con il ritiro di Peppino Garibaldi in Sardegna dove, negli anni a venire,sarà seguito da investitori e ricconi. La stretta di mano, o di consegna, ci sarà . Anche con una violenta borsettata e tirata di capelli tra Rosina e Anita le consorti del Re e dell’Eroe dei Due Mondi.

Naturalmente finisce a tarallucci e vino, come mostra il replay della regia, e a Peppino Garibaldi non resterà che commentare ” Ho capito…ho fatto tutto questo per nulla”. La sequenza di sottofondi musicali ( da La Storia sia noi di De Gregori, Garibaldi Blues di Lauzi, Felicità di Albano e Romina e via suonando) portano al clou della storia con l’immancabile tavolata. Arrosto con l’immancabile rosticcere ” Angelo il rosso” e collaboratori, vino e pasticcini e l’arrivo di una bella notizia, quella di Francesca Montemurro, sulla sentenza del Tar che ha annullato un provvedimento di esproprio intentato da privati sulla loro proprietà https://giornalemio.it/cronaca/stop-allesproprio-che-avrebbe-causato-la-chiusura-dellazienda-agricola-montemurro/. Disunità d’Italia a parte, Matera attende il disco verde per un referendum consultivo per passare in Puglia, resta la bella pagina di amicizia dei ”ragazzi” della Confraternita dei Uastacrisc. E con loro la vita è tutt nu prisc…Chiedetelo a loro.

TUTTO SULLA CONFRATERNITA
La Confraternita del Guastacroce è figlia della Confraternita dell’uva di John Fante e di “Amici miei” di Monicelli. Nata come scuola di accompagnamento alla vecchia, cura la manutenzione dell’amicizia e della memoria. Ogni anno, dal 2009 ci incontriamo per una giornata-raduno ospiti di Peppino Montemurro. Nell’occasione, oltre al lauto pranzo autoprodotto produciamo una sorta di rappresentazione che si rifà a momenti storici o dello spettacolo. Quest’anno, l’unità o disunità d’Italia con l’incontro di Teano spettacolarizzato. I componenti:
Peppino Giordano fondatore che purtroppo ci guarda dall’alto.

Peppino Montemurro
Nino Basile, Luca e Franco Catoggio, Michele D. Olivieri, Pinuccio Casamassima, Gianni Caldarola, Enzo Magaldi, Giannino Dell’acqua, Donato e Piero Roberti, Tommaso Tortorelli, Tommaso Lamacchia, Aldo Busilacchi, Aldo Micheloni, Enzo Pizzilli, Manuele Scarciolla, Pinuccio Sant’antonio, Angelo Giannella, Ceschino e Peppino Di pede, Pasquale e Michele Iacovone, Tonino Cardinale, Giovanni Papapietro, Mariano Ruggeri, Angelo Manicone, Nicola Pavese, Ciccio Rega. Nel tempo, abbiamo perso due Giuseppe Giordano e Gianni Rospi.

