Arte moderna, concettuale, spot turistico per gli affetti di stipsi, che hanno dimenticato l’effetto lassativo anni ’60 delle fave di Fuca, della Magnesia san Pellegrino e non riescono a sturare l’intestino dal crepacuore di delusioni, precarietà e dalla ipocrita facciatosta di quanti continuano a illudere tanti giovani che la dispendiosa e a numero chiuso facoltà di Medicina a Potenza li curerà anche dalla ”tappatio perpetua ”dell’anale orifizio? L’installazione di Sergio Laterza, che tante volte ha tirato lo scarico, senza agitare lo spazzolone, ha sintetizzato con quel water a cassetta chiusa autopulente( la crisi idrica è dietro l’angolo) sulle vallate dei cinque fiumi di Basilicata, l’invito dell’ultima delibera regionale – quella del bando giovani in discarica- con uno slogan a metà tra il pietismo e l’ipocrisia. ” Rimani in Basilicata. Non andare via, qui potrai godere del silenzio nelle vallate della regione più spopolata d’Italia”. E’ vero le mattonelle del pavimento sono saltate, ma la seduta è garantita da un silenzio quasi spettrale come la natura di quei luoghi rotto solo da una roboante scorreggia di fagioli di Sarconi che con i peperoni cruschi di Senise stimolano gli intestini di tanti segnati destini…Dimenticavano la carta. Quella è rotolata giù nella vallata. Sergio è pronto ad autografarla con una simbolica offerta. Servirà a finanziare il fondo del progetto ”un cesso in ogni vallata” fonte di ispirazione per artisti, poeti , amanti dei silenzi dell’anima persa o dei nostalgici sessantottini che scrivevano anche sui muri delle case della Basilicata : ”…quando la merda avrà valore i proletari nasceranno senza culo”. E qui potete anche ridarci sopra.

