HomeSatiraPagella...Bocciato, crediti? La ricetta di una volta funzionava…

Pagella…Bocciato, crediti? La ricetta di una volta funzionava…

Con quella massima di vita riportata nella vignetta, realizzata da Franco Vitulli con le tecniche dell’intelligenza artificiale, che affidava tutto al rispetto per l’autorevolezza della scuola e della famiglia, due istituti in crisi per vari motivi, si sintetizzava un modo di fare e di pensare che ha retto per buona parte della Prima Repubblica.. E allora la maestra in aula(siamo alla scuola elementare ”Padre Giovanni Minozzi di Matera”) con lavagna, cartina geografica, crocifisso, cattedra e l’inseparabile bacchetta di legno, puniva con ”senso materno” lo scolaro discolo in grembiule, che non aveva fatto i compiti o era stato eccessivamente vivace, tanto da incrinare l’armonia della classe. Bacchettata d’ordinanza giustificata preceduta da un ammonimento con l’invito a non farlo più… Naturalmente i genitori erano tenuti al corrente della cosa, quando interloquivano con l’insegnante per conoscere ”profitto e comportamento” del figliolo. Non c’era da meravigliarsi, lo abbiamo ascoltato con le nostre orecchie alla ” G. Marconi” al rione Piccianello, se un genitore approvava punizioni e bacchettate dell’insegnante, aggiungendo un ” se ci vogliono dategliele, che a casa avrà il resto…”. Guai,poi, a portarsi una o più materie a settembre da riparare. Erano oneri e disagi per le famiglie. Niente vacanze e vita ritirata. Oggi, siamo al paradosso, il premio arriva comunque: motorino, bici elettrica per esempio. Quel ” Mazza e panelle fanno i figli belli, panelle senza mazza fanno i figli pazzi” drastico sin che si vuole, ma era legato al buon senso. E oggi trova considerazione tra psicologi, sociologi e via elencando con un invito ai genitori a saper dire di ”No”, per abituare i figli ad essere responsabili. E ritorniamo alla crisi della famiglia e della scuola, con le ricette ministeriali che non intervengono sulle cause. Soluzioni da minestra scaldata senza né amore e né sapore…Gli autori meriterebbero tante bacchettate e l’obbligo di scrivere alla lavagna o sul quaderno 100 volte ”Mazza e panelle…”

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