Meta? Ma è il logo dell’antica Metapontum, florida colonia della Magna Grecia, dove il celebre matematico e filosofo Pitagora studiò, visse e lasciò ai posteri un teorema che non lascia dubbi su come si calcolino le superfici mobiliari e immobiliari. Ed è un patrimonio universale sul quale il grafico e artista Sergio Laterza da Matera non transige e batte cassa., nonostante il cognome lo porti lungo la vecchia statale Appia in territorio tarantino e quindi metapontino. Per farla breve la ”tridracma”, la moneta d’argento del 500 avanti Cristo con le spighe di grano dell’antica colonia , conferma che ”Meta” è un marchio che appartiene alla storia e alla notte dei tempi quando il diritto d’autore era di chi lavorava i metalli e faceva camminare l’economia.

E allora Mark Zuckerberg, amministratore delegato di Facebook, il popolare social ”faccia libro” ideato dal giovane imprenditore statunitense per rintracciare gli amici di un tempo e favorire relazioni, dovrà cambiare il nuovo nome di ”Meta”. Scelto, come spiegato nelle scorse ore, per mettere da parte una immagine ingrigita da accuse (andiamo a sintesi) sulle violazioni del regole di mercato. Argomento che spazia dalle elezioni presidenziali alle recenti accuse di una ex dipendente. Sergio Laterza, pur comprendendo le esigenze dell’imprenditore, ribadisce che ”Meta” appartiene alla tradizione magnogreca e a nome di grafici, artigiani coniatori del tempo ha tirato fuori la verità. La cosa potrebbe finire davanti al Tempio di Apollo Licio per trovare una soluzione. Il nuovo nome potrebbe essere MetaL…con Laterza che non disdegnerebbe un lauto contratto per illustrare le migliaia di pagine del nuovo social. Quanto al pagamento preferisce pecunia reale anzicchè virtuale. Soldi sul bancone… si dice dalle nostre parti. E negli States? Va bene l’insert coin…