Giù la mascherina! E per di più rossa, al sangue, come nei truculenti film di genere horror dalla trama consolidata e ”tagliata” naturalmente, di podolica nostrana, con finale a sorpresa che da via Volta, a via Ridola- facciata del Purgatorio porta a via Aldo Moro. Sì, se l’avete riconosciuto è lui…in tenuta blu ma con una mascherina rossa anticovid e antizecche, se preferite. In tenuta Rossoblù? Mah… niente campanili. Ci teniamo il bue lasso con fondo azzurro o biancazzurro, se avete la testa nel pallone, o le palle su Plutone, lo chiederemo al Vespastronomo di casa, sul pianeta Papalla. Quello della pubblicità televisiva della Philco andato nei caroselli dal 1966 al 1972 e ideato dall’Agenzia Armando Testa. Il regista A.A …cercasi candidato sindaco disperatamente, sopratutto nel centrosinistra sinistrato e non assicurato contro i sinistri, ha promesso che dopo l’infornata delle famiglie materane griffata 2019 non intende buttarsi nel teatrino della politica, visto che in passato per motivi familiari e venali si è occupato di campagne e scampagnate elettorali, il cui risultato è segnato a tinte ironiche ma anche fosche in quello che non è stato e nè poteva essere. E allora Antonio si tiene la sua mascherina rossa che metterà a bagno con olio, aceto e rosmarino, naturalmente, in attesa dell’arrosto che andrà in fumo- statene certi- dopo il voto del 20 e 21 settembre. Per una volta e proprio in quei giorni Sant’Eustachio, co patrono di Matera, guarderà schede, vincitori e trombati della lotteria comunale 2020 con un pizzico di ironia: Ma ne valeva la pena?…Il regista sta già sghignazzando. Ciak? Forse.