E lì come il soldato giapponese Hiroo Onoda scoperto nel 1975 nella giungla delle Filippine, che non mollò la postazione, pur essendo da 30 anni passata la guerra, perchè fedele al giuramento fatto all’Imperatore Hiro Hito, nonostante le ostilità fossero cessate e il Paese del Sol Levante sconfitto . Non è il caso di Franco Capolupo, edicolante di via Ridola, a Matera, che tutti i giorni alza la serranda del chiosco verde con tanto di bandiera tricolore della speranza, per quanti non rinunciano a giornali, riviste e o giocattoli per i piccoli. Ma duole vederlo con mascherina bianca, segno di pace incondizionata, e con una copia del Venerdì, in attesa di clienti, simpatizzanti e iscritti del movimento APPeppino, gli portino un caffè o, meglio, un thermos visto che la giornata è di 12 ore. Perchè li fa freddo e da ex bersagliere sa cosa significa stare su una altana, a far la guardia a una polveriera o a un campo di esercitazione. E così parte il richiamo al leader APPeppino, Pino Siggillino, perchè metta ancora una volta mano alla coscienza e con tanto di autocertificazione raggiunga il chiosco, come fece ormai 10 giorni fa con la ciambella preparata dalla brava moglie e pasticcera Antonella. Ma si attendono che altri si ”azzardino” a mettere fuori i piedi da casa o mettano mano al portafoglio con una consegna a mezzo vettore Amazon o Corriere dei Sassi o della Rifeccia. Dov’è l’altra Antonella per il panino alla mortadella, Stacchio Grieco con la bottiglia di Vino di Traione, Antonio Andrisani che sta a casa a rivedersi per la trecentesima volta ”La cozzarrata Potmekin” , versione dialettale del capolavoro di Eisenstein che valse a Paolo Villaggio l’oscar alla Corriera. Sì, Corriera, non c’è errore di battitura perchè a Pino L’Evangelista, ottico lungimirante del movimento, non resta che prendere il bus per muoversi. E che dire di Michele De Rovellis che a quanto pare si aggira , vestito a mascherina, nella pineta di Lanera da mattina a sera per trascorrere la quarantena. Lo stesso per Felice Tressanti che alla situazione da recinzione proprio non vuol sentire ragione.A Franco Capolupo, visto che si avvicina Pasqua, va bene anche un quarto di ovino con una spolverata di rosmarino in tortiera. Superata, per farla breve, questa fase di * ”butronismo” diffuso tutto social, tivù e tavola, che lascia la vedetta di via Ridola in mezzo a una strada…Ma ne avete cuore, compagni… di via Ridola. Dal Purgatorio prima o poi si esce e si fanno i conti, a giocare a ”venti per me…”. Datevi una mossa. Radio Ridola è attiva a modo suo e si è messa alla recchia dell’editore Uccio ALtezza (il solito errore del correttore ortografico di windows) che domani, a quanto pare, porterà guantiera di pasticcini e caffè. Attendiamo consegna e foto, comprovante la buona azione. E che gli altri si preparino, per la settimana Santa e per Pasqua. Pasquetta esentata…
PER QUANTI PER SNOBISMO CONOSCONO SOLO L’INGLESE
* “butronismo” termine aulico del vocabolario dialettale materano ” Criallass” per indicare una situazione di lassismo, pigrizia flaccida, accompagnata dall’immobilismo stanziale contrassegnato dalla ”voglia di lavorare, di alzarmi, saltami addosso”.
