E’ vero che la città del mattone sembra, almeno per ora, che abbia subìto un drastico ridimensionamento con l’approvazione del Regolamento urbanistico. Ma è di stretta attualità la foto creativa del pirotecnico artista materano Sergio Laterza, ideata nel 2011, e con una didascalia profetica : ” Matera il futuro in una Fondazione”. Tondini di ferro da possenti a ingabbiare plinti, pignate e cubature di opere pubbliche e culturali di là a venire con Matera 2019 e oltre. Le fondamenta hanno retto per gran parte, altre hanno ceduto o scricchiolano- se preferite- dopo che la festa è finita con gli ultimi fondi.

Ma, tranquilli, una Fondazione tira e l’altra e a Matera si lavora a una quinta https://giornalemio.it/politica/fondazioni-e-cultura-a-matera-in-cantiere-la-quinta/ . E di ”quinta” si deve parlare per la gestione di beni comuni culturali. Anche questi fatti di tufo, pietra e cemento, da rilevare, affidare, gestire con la banda larga della digitalizzazione. Per Sergio Laterza è musica per i cinque sensi e già pensa con il sesto, quella della creatività. del resto si fida poco o nulla di quello che è rimasto sul vecchio tecnigrafo, superato dai programmi autocad e dalle mediazioni tecnico opportunistiche di città provinciale. Fatte di tentativi di varianti, demolizioni e ricostruzioni, lotti minimi per deposito uso attrezzi agricoli con patio o veranda, sottotetti, tettoie, verande, mansarde e altre amenità urbanistico-architettonico, che sono sempre a portata di molazza e di gettate cementizie. Negli edifici come nelle fondazioni serve tondino da cantiere. Quanto alle misure siamo ai teoremi di Pitagora, Talete e di Tartaglia. Per Sergio è una pacchia ed è pronto a un preliminare alla macchia. Quanto ai calcoli. C’è sempre l’inaffidabile foglio excel…