• Papà, con quante bi si scrive libertà?
  • E tu perché lo devi scrivere?
  • E che devo fare un compito.
  • Ah, va bene, allora te lo dico: con due.
  • Sei sicuro?
  • Ma metticene pure tre, tanto…
  • Tanto?
  • E tanto, non cambia niente, si capisce lo stesso.
  • Ma lo posso scrivere davvero?
  • E che come, no? Hai detto che fai il compito?
  • E certo…
  • E nel compito si scrivono queste cose belle.
  • La maestra ci dice tante cose, non solo la libertà.
  • Ah, e che vi dice?
  • La democrazia, la solidarietà, la pace, il lavoro, il rispetto delle regole, la festa degli alberi e noi dobbiamo dare la nostra risposta spontanea.
  • Hai capito, la maestra. Brava! Ma tu la sai la risposta spontanea?
  • Non lo so
  • E poi che dice la maestra?
  • E poi che non bisogna essere razzisti, di amare il prossimo tuo … la raccolta differenziata … che non bisogna scrivere sui muri … e tante altre cose.
  • E sì, che queste so’ le cose che si scrivono nei compiti alla scuola, hai capito?
  • Ma dice che sono cose importanti!
  • E tu falla dire…
  • Ah, così dici tu?
  • Così è: si fa il compito e la maestra ti mette il voto buono.
  • Ma la maestra dice che sono le cose più importanti.
  • E ha ragione. Tu nella scuola dagli sempre ragione.
  • E fuori della scuola che faccio?
  • Fuori della scuola la maestra non c’è.
  • Aaaaah …
  • Ah! … Hai capito, mo?
  • Sì, ho capito.
  • E scrivi.
  • Allora, a libertà metto tre bi, che dici?
  • Allora non hai capito! Ne devi mettere due.
  • E mi prendo un bel voto.
  • E la tieni contenta.
  • Bravo.
  • Li-bbbe-rtà, punto esclamativo! Ah, no, solo due b: li-bbe-rtà.
  • Ecco, bravo.
  • Tanto.
  • Eh, sì. Tanto…