Una boccata di aria fresca, lontano da quella compassata, unanimista, del governo del ”tutti insieme incompatibilmente”, quella che viene a pieni polmoni -e con la sana energia della satira e dell’ironia- da ”Il Vernacoliere”. Quel mensile di ”satira, umorismo e mancanza di rispetto in vernacolo livornese e in italiano” , come è scritto sotto il titolo, che da 62 anni non manca di strappare riflessioni amare, lacrime di coccodrillo e risate prorompenti. La redazione de ”Il Vernacoliere” diretta dal timoniere Mario Cardinali, che non ha peli sulla lingua e dà del ”Testadiazzo” a chi gli viene a tiro: potenti, impenitenti, impotenti, gaudenti, furbi e deficienti…così teniamo la rima. L’ultimo numero, quello di aprile, recapitatoci da amici in gita a Roma, non poteva non passare in rassegna protagonisti, vicende e acute analisi sulla guerra in Ucraina, del matricidio russo e sulla speculazione internazionale su gas, petrolio, bollette e carovita. Per farla breve il Cardinali, che non ha nulla a che fare con porpore cardinalizie di nessuna appartenenza e rito, si chiede ”Di quale imperialismo dobbiamo morire”, ricordando quanto accaduto 60 anni (che memoria) con la crisi a Cuba nel 1962 per finire a oggi, con il popolo che paga per tutti. Un passaggio di cronaca livornese con un riferimento a un pacifista, arrestato per subdola allusione anche all’Occidente, dopo aver urlato ”Maledetto le guerre e chi le fa!”. Chi è fuori dal coro e pensa con la sua testa finisce in gattabuia. Tempi duri anche per i grandi amatori, con ”la topa ” che scarseggia, le disavventure a fumetti ” Vieni avanti Cremlino” che dalle tavole del ”Caciucco” ricorda gli intercalari dei fratelli De Rege, alla guerra degli ottani che pone l’interrogativo (incomprensibile) perchè alla pompa costa più il gasolio della benzina. Mah. Il Vernacoliere è un tazebao di idee, rubriche, riflessioni, provocazioni, qualche disegno sconcio per le ipocrite anime di bacchettoni e similari, battute e satira dei lettori. Sì. Ridiamoci sù. E’ tutta salute. Passaparola e se vi va, come consiglia il direttore, Abbonatevi se volete il Vernacoliere a casa o indossate una delle sue uniche e inarrivabili magliette o t-shirt se vi piace l’inglese e vi va di festeggiare la Regina.


