Renzo Arbore, che l’ha avuto nella nota trasmissione tv ”Indietro Tutta”, lo immagina già nei cieli del Paradiso a ”guidare la sua volante” con quel tormentone radio e radiofonico con tanto di equivoche sovrapposizioni tra agenti sull’onda e le sirene di ” Volante 1 a Volante 2 portarsi in via Tor Vattelapesca …c’è un Toro…con la rianimazione…Mando l’ambulanza…Entriamo. No prima io, dopo tu…”. E in quel tormentone Alfredo Cerutti, insieme alle telefonate ” Chiamo io o chiama lei” rivolte a un fantomatico ”Professor Pisapia” c’era dentro fino al collo. Ha lasciato per sempre a 78 anni amici e fans, dopo una vita da produttore discografico e fondatore degli Squallor.

Un gruppo definito impropriamente da rock demenziale. Etichetta riduttiva vista la voglia di divertirsi dei suoi componenti, come conferma il tono scanzonato di tanti brani. Come non ricordare davanti al juke box del ”boschetto” di via Lucana quelle canzoni dissacranti che imparammo a memoria, quasi fosse una dichiarazione d’amore che faceva rima più con crepacuore che con cuore. Ma ci stava anche l’altra metà del cielo…E così si partiva con ” Era il 38 Luglio, Abat jour, Ti Ho conosciuta in un club,O’ ricattur nnammurat” , Berta e altre ‘perle’ contenute in Lp, musicassette e poi Cd collezionati tutti dai titoli e dalla grafica accattivante e spudoratamente allusiva. Sono lì nello scaffale dei ricordi: Cappelle, Troia, Pompa, Cappelle, Palle, Mutando, Uccelli d’Italia, Tocca l’albicocca, Manzo,Arrapaho, Scoraggiando, Cielo Duro e tanti altri successi di un gruppo irriverente, ironico, surreale, scurrile se volete ma che ha rotto…schemi e le scatole del pentagramma musicale del BelPaese oscillante tra Papaveri e Papere, Zingara e Rose Rosse, Montagne Verdi, Granada e altri successi canori. Gli Squallor, un gruppo e una discrasia (anzi più di uno) hanno avuto in quella mente e voce inconfondibile, come quella del produttore e provocatore Alfredo Cerutti, una icona che ha lasciato un segno indelebile nel costume dell’Italia degli anni Settanta e Ottanta insieme agli immarcescibili Totò Savio, Alfredo Bigazzi, Daniele Pace, del gruppo storico, senza dimenticare le partecipanti occasionali di Elio Gariboldi, Gianni Boncompagni, Red Canzian, Gigi Sabani, Arnaldo Santoro, e Marco Marati. Tutti insieme per divertirsi ”squallidamente” sulle note dell’ironia e della fantasia. Grazie Alfredo, mentre parto idealmente all’inseguimento di una delle tue scanzonate ”Volanti” .