Falce e martello e una invitante torta per dire “…Non votate me, ma guardatevi intorno quando andrete a votare, anzi indietro, verso i Padri del Bel Paese, della Matera che fu e di quella che potrebbe essere con l’assalto per assaggiare i gelati…’’.
I sostenitori della Lista APPeppino non mollano e hanno tirato fuori quasi un ‘’samizdat’’ affidato alla rete, a metà tra la ricerca epica e celebrativa nella scia del capolavoro Einsensteiano della “Corazzata Potemkin’’, che procurò la rivolta del ragionier Fantozzi, e la commedia satirica all’italiana degli ‘’Onorevoli’’ di Sergio Corbucci, dove il celeberrimo intercalare “Vota Antonio, La Trippa’’ di Totò continua a essere di attualità a distanza di 52 anni dall’uscita del film.
Ma cosa c’entra questo corto della ‘’APPeppino production’’, alla vigilia del 25 aprile e a pochi giorni dalla consegna delle liste per le comunali 2015, con i riferimenti al passato e ai tanti ‘’monumenti’’ della storia cittadina e nazionale ?
Il leader del movimento, Pino Sigillino, che invita a ‘’…Non votare per lui’’, pur di difendere la torta della memoria cittadina fatta di un patrimonio di ideali, di risorse e di potenzialità che fanno gola a molti, fa montare la panna delle cose da fare.
“Dobbiamo mantenere – dice Pino- sotto controllo tutti i i valori (non solo quelli dalla glicemia e del colesterolo) ma anche quelli della trasparenza,della rappresentanza, delle alleanze e del buon governo, dei simboli, altrimenti ritorneremo alle marmellate e ai soliti giochi di chi non sa, fa finta o non vuol giocare e mescola le carte, per mangiare di soppiatto la torta. Ho fatto i capelli bianchi e la città deve stare unita, difendere l’identità, ma intorno a uomini di qualità, impegnati, capaci, in grado di fare bene e di lasciare una traccia e una scia visibile e duratura fino al 2019 e passa’’.
E qui è corposo l’elenco dei ‘’Padri’’ che dal 1919 in poi possono essere considerati un faro per il secolo che maturerà nel 2019. Sono tanti di ogni fede, appartenenza, moralità e spessore.
Eccone alcuni: le vittime della Resistenza, dell’eccidio del 21 settembre 1943, Francesco Saverio Nitti, Domenico Ridola, Franco Palumbo, Raffaele e Tommaso Giuralongo, Rocco Scotellaro, Palmiro Togliatti, Alcide De Gasperi ed Emilio Colombo, Adriano Olivetti, Il Monaco Bianco. don Giovanni Mele e padre Marcello Morelli, Luigi Piccinato, Eleonora Bracco, Carlo Levi, Leonardo Sacco, Luigi ‘’Ginetto’’ Guerricchio , Ettore Stella, Mario Tommaselli e tanti altri.
E’ l’album della storia di famiglia con tanto bianco e nero e un sottofondo di colore che, ironia a parte, fa srotolare la vecchia icona della pizza per pellicole in celluloide verso piazza Pascoli, tra la chiesa del Purgatorio e la balconata sui Sassi, con il sottofondo delle musiche di Piovani del film ‘’La Vita è bella’’ e del tormentone ‘’ Musica Musica’’ di Totò.
Qualcuno la butterà in politica e punterà l’indice invocando le purghe staliniane o le punizioni corporali con olio di ricino, altri o ricorderanno -come Dario Fo- che alla fine ‘’una risata li seppellirà’’ e altri ‘’APPeppino’’ gli faranno un monumento…’’
“Magari – commenta Il leader segretario- ne abbiamo chiesto uno con tanto di petizione per uno dei Padri di questa città, ma la cosa è finita nel dimenticatoio. Non votate per me…ma per voi, per Matera’’.
Chiaro? E il corto riparte con Totò e con la Vita è Bella! Chissà che non vinca l’Oscar della pasticceria politica…
Ed ecco il corto che vi allunga la vista…:

