E i due temi, piaccia o no, sono strettamente legati al doppio filo delle liste di attesa, della migrazione sanitaria e al paradosso di un deficit di gestione che impone terapie d’urto per invertire la rotta, cominciando dal tagliare le erogazioni ai pozzi di San Patrizio della sanità lucana…E il nodo è qui,da sempre…Potenza della politica dell’inefficIenza. E i recenti dati sui livelli minimi di assistenza, quelli sui cui continuano a insistere le regioni del Nord con una forte presenza della sanità privata e con le corsie preferenziali dei governi territoriali, evidenziano tutti i limiti della Basilicata che è in fondo alla classifica. Per il medico materano e consigliere regionale Giovanni Vizziello siamo tornati inadempienti e rischiamo la retrocessione, finora evitata . Serve una inversione di rotta. E qui ci vorrebbe la benedizione dei Santi Medici, Cosma e Damiano, per zittire l’azione deleteria dei tanti colleghi e colleghe che nominalmente proteggono oltremisura presidi ospedalieri e dirigenti che ne gestiscono la quotidianità, nonostante il malumore crescente dei cittadini.

IL COMUNICATO STAMPA
Verifica LEA, Vizziello(BCC) la Basilicata torna adempiente, ma resta nella zona retrocessione.
“La Basilicata torna ad essere adempiente nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, ma perde una posizione rispetto al risultato conseguito nella precedente valutazione LEA, passando dal quint’ultimo al quart’ultimo posto della classifica delle regioni italiane che assicurano al meglio ai cittadini le cure delle quali necessitano, restando quindi in piena zona retrocessione, con il rischio che la sufficienza strappata oggi si trasformi nuovamente in insufficienza domani”.
E’quanto dichiara, in una nota, il Capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello, che così commenta l’ultimo responso del Ministero della Salute, relativo all’anno 2024, sulla capacità delle regioni italiane di erogare ai cittadini cure in condizioni di qualità, appropriatezza ed uniformità.
“Quello che desta maggiore preoccupazione” -sottolinea Vizziello- “è il tono eccessivamente ottimistico con cui l’Assessore Latronico ha accolto i risultati della verifica LEA, parlando di un sistema sanitario solido e che ha conseguito buoni risultati in tutti gli ambiti oggetto di monitoraggio da parte del Ministero, cioè l’area della prevenzione, quella dell’assistenza distrettuale e quella ospedaliera.”
“I numeri messi nero su bianco dal Ministero dicono, purtroppo, tutt’altro” -sottolinea Vizziello- “perché la Basilicata consegue un punteggio complessivo pari a 205, che risulta superiore di 16 punti rispetto a quello conseguito dall’ultima regione, la Calabria, ma inferiore di ben 83 punti rispetto a quello conseguito dalla prima, il Veneto”.

“Basta esaminare la posizione in classifica di due regioni del Mezzogiorno da dieci anni in pieno di rientro come la Puglia e la Campania per comprendere quanto sia inopportuno l’ottimismo dell’Assessore Latronico” -spiega Vizziello- “perché quelle due regioni sono state per anni valutate peggio di noi nella capacità di assicurare prestazioni efficaci ed appropriate e oggi ci precedono nettamente nella classifica”.
“C’è quindi ancora molto da fare” -conclude Vizziello- “affinchè siano garantiti anche ai cittadini lucani standard di assistenza paragonabili in termini di appropriatezza e tempestività a quelli che sono assicurati ai cittadini che risiedono nelle regioni del Nord del Paese”.
