Risultati da interviste alla mano il malcontento tra quanti svolgono la professione di infermiere è palese. E del resto nel servizio sanitario pubblico italiano la condizione degli infermieri non entusiasma di certo quanto a retribuzione, lavoro, stress e valorizzazione. A confermarlo Le considerazioni dei consiglieri regionali di Basilicata Giovanni Vizziello e Angelo Chiorazzo ( Basilicata Casa comune), scaturite dall’indagine “Vita da infermiere” realizzata dal centro studi Nursind e pubblicata oggi in occasione della giornata internazionale dell’infermiere. Servono una riforma della professione e un cambio di rotta.

IL COMUNICATO STAMPA
Infermieri, Vizziello e Chiorazzo(BCC) sono il cardine del servizio
sanitario ma non se la passano bene e andrebbero maggiormente valorizzati.
“Benchè gli infermieri siano, nei fatti, il cardine del servizio sanitario,
purtroppo non se la passano bene, tra mancanza di sicurezza sul lavoro,
turni di lavoro che si allungano oltre l’orario stabilito, stress
psico-fisico derivante dalle carenze di organico e senso di frustrazione
derivante da una scarsa valorizzazione professionale. Se si aggiunge la
mancanza di adeguati riconoscimenti professionali ed economici, viene fuori
un quadro che occorre modificare al più presto per ridare appeal ad una
professione che è fondamentale per rilanciare il sistema sanitario
nazionale”.
E’ quanto affermano, in una nota, il Capogruppo in Consiglio regionale di
Basilicata Casa Comune Giovanni Vizziello e il Vice Presidente del
Consiglio regionale di Basilicata Angelo Chiorazzo che così commentano
l’indagine “Vita da infermiere” realizzata dal centro studi Nursind e
pubblicata oggi in occasione della giornata internazionale dell’infermiere.
“Al questionario che sta alla base dell’indagine Nursind hanno risposto
oltre 3000 professionisti, in prevalenza donne, compresi Oss e ostetriche”
-spiega Vizziello- “che lavorano per oltre il 90% nelle aziende pubbliche
ed hanno una anzianità di servizio compresa tra i 31 e i 35 anni, con una
esperienza quindi molto consolidata nel settore delle cure”.

“Più della metà degli intervistati lamenta la mancanza di strumenti
adeguati per svolgere il proprio lavoro in sicurezza e la stragrande
maggioranza del campione, il 77%, dichiara di svolgere l’attività
lavorativa oltre l’orario stabilito a causa di adempimenti burocratici e
clinici” -sottolinea Chiorazzo-“ una condizione quest’ultima
particolarmente gravosa che rende difficile agli infermieri la gestione
della vita privata e della famiglia, con conseguente ripensamento della
scelta lavorativa fatta”.
“Ma il dato di gran lunga più preoccupante” -sostiene Vizziello- “è che
oltre 80% degli intervistati non si sente valorizzato dalla propria azienda
sanitaria, un senso di insoddisfazione largamente diffuso e derivante dal
gap denunciato tra competenze acquisite e ruoli rivestiti”.
“Oggi la salute delle nostre popolazioni dipende sempre più dall’assistenza
infermieristica” – concludono gli esponenti di Basilicata Casa Comune –
“perché questi professionisti sono gli interpreti principali dei profondi
mutamenti che interessano il nostro sistema sanitario, che sarà in grado di
vincere la sfida rappresentata da vecchie e nuove esigenze di salute solo
nella misura in cui sarà in grado di ripristinare il protagonismo del
personale sanitario nel sistema delle cure”.
