Non è la prima volta che i consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune prendono posizione, singolarmente, o insieme nel corso di conferenze stampe per commentare il periodico report ( fondazione Gimbe, Ministero della Sanità ecc) sulle luci e le ombre del servizio sanitario della Basilicata, alle prese con una migrazione sanitaria costante aggravata da una organizzazione centralizzata che ha finito con il depauperare la medicina del territorio, anche in relazione a una carenza di organici oggettiva che rende(scelte individuali a parte) poco appetibile – è il caso del personale medico- a lavorare dalle nostre parti. Per Giovanni Vizziello e Angelo Chiorazzo serve una inversione di rotta, giudicando il Piano sanitario presentato nelle scorse settimane dall’assessore regionale Cosimo Latronico di ”buoni auspici e poca concretezza”. Del resto le nozze con i fichi si possono anche fare, ma non soddisfano appieno i commensali, soprattutto se non si possono mettere mani alle strutture che mantengono organici, reparti e risorse cristallizzate…Non meravigliamoci se i cittadini e le cittadine dalle due province preferiscono andare fuori regione. Come abbattere un deficit di 80 milioni di euro se non si interviene sulle cause? Dibattito in corso,nonostante gli auspici- che restano tali- del Pnrr salute. Argomento, quello della Sanità, che appassiona il segretario dell’Ugl Pino Giordano intervenendo in difesa, e con varie argomentazioni, quanto ha fatto e sta facendo la Regione Basilicata in tema di salute, lista di attese e servizi. Ne pubblichiamo più avanti la presa di posizione. Ai lettori le valutazioni sul campo…

UFFICIO STAMPA
PSR, Bcc: Un Piano di buoni auspici e poca concretezza
Lo hanno affermato Chiorazzo e Vizziello in conferenza stampa questa mattina presso la sede del Consiglio regionale. Illustrate le criticità del Piano sanitario e avanzate alcune proposte migliorative
Si è svolta questa mattina presso la sede del Consiglio regionale la conferenza stampa convocata da Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello sul Piano sanitario regionale 2026-2030. In apertura il capogruppo di Bcc, Giovanni Vizziello, ha espresso “forti perplessità sul metodo e sui contenuti con cui si è giunti all’elaborazione del Piano. Non risultano pienamente rispettati i passaggi di confronto, né appare credibile il reale coinvolgimento di parti sociali, sindacati, stakeholder e rappresentanti delle professioni sanitarie. Il Piano appare calato dall’alto, con un’impostazione accademica, più che come sintesi delle esigenze espresse dal territorio. A preoccupare è anche l’impostazione iniziale del documento, che esclude interventi diretti sull’assetto organizzativo dell’offerta sanitaria e si limita a richiamare norme già esistenti, come la legge regionale 2/2017 e il DM 70/2015. Ne deriva un approccio prudente e poco innovativo, che rischia di cristallizzare l’esistente senza affrontare le molte criticità”.

“Eppure i dati sono allarmanti – ha spiegato Vizziello – 60.000 lucani lo scorso anno hanno rinunciato a curarsi e oltre 21.000 si sono rivolti a strutture fuori regione. L’indice di gradimento del sistema sanitario regionale è tra i più bassi d’Italia, con la Basilicata penultima, segno evidente di una qualità percepita insufficiente. Negli ultimi anni è mancata anche la capacità di attrarre e reclutare professionalità qualificate. Il sistema sanitario si articola su tre macroaree, territorio, ospedale e prevenzione, ma il modello delle reti ospedaliere, fondamentale per una regione con criticità geografiche e demografiche come la Basilicata, risulta poco valorizzato. Questo modello, basato su centri di eccellenza collegati a strutture periferiche, garantirebbe uniformità di accesso alle cure, ma nel Piano attuale è marginale. Le principali criticità riguardano soprattutto la rete dell’emergenza-urgenza e quella oncologica, con dati che collocano la Basilicata nelle ultime posizioni a livello nazionale. In particolare, nella rete dell’emergenza-urgenza i tempi di accesso al pronto soccorso sono tra i peggiori, con il 37,8% dei cittadini che non riesce a raggiungere una struttura entro 30 minuti, mentre anche i tempi di intervento del 118 superano i limiti previsti”.

“Analoghe criticità – ha aggiunto Vizziello – si registrano nella rete oncologica, dove le prestazioni ambulatoriali risultano insufficienti e la provincia di Matera appare particolarmente penalizzata, con meno del 25% dei pazienti che riesce ad accedere alle cure in tempi e distanze adeguate. Le conseguenze sono evidenti, un’elevata mobilità sanitaria e un disavanzo economico che negli ultimi dieci anni sfiora i 540 milioni di euro. Preoccupano anche i dati relativi alle patologie oncologiche e cardiovascolari, con alta mobilità passiva e tassi di mortalità superiori alla media nazionale. Nel complesso emerge un sistema sanitario in difficoltà, che avrebbe bisogno di scelte più coraggiose e di una reale riorganizzazione”.
“Sul PNRR la Basilicata appare in forte ritardo, la realizzazione di case e ospedali di comunità è ancora ferma, mentre le centrali operative territoriali, pur attivate, rischiano di restare strumenti incompleti senza il supporto delle altre strutture. Permangono criticità anche sul fronte della prevenzione, con screening in calo e indicatori sanitari negativi, tra cui bassa speranza di vita in buona salute, elevata mortalità evitabile e un progressivo invecchiamento della popolazione. Sul piano organizzativo pesa il limite dei piccoli ospedali, mentre la mancanza di una breast unit pienamente operativa a Matera incide direttamente sulla qualità delle cure, con circa il 40% delle pazienti costrette a curarsi fuori regione”.

In chiusura il vicepresidente del Consiglio Angelo Chiorazzo, ringraziando Vizziello per il lavoro svolto, ha evidenziato come molte proposte di Bcc siano rimaste inascoltate, tra cui quella sugli incentivi ai medici di base per le aree interne. “Il giudizio sul Piano sanitario regionale è fortemente negativo, manca visione e coraggio, non interviene sulla legge 2/2017 e non prevede una vera riorganizzazione del sistema, risultando di fatto distante dalla realtà. Nel frattempo la gestione della sanità appare confusa e frammentata, mentre scelte come il passaggio della SUARB al Dipartimento Salute rischiano di distogliere attenzione dai problemi di salute reali dei cittadini”.
Chiorazzo ha inoltre criticato gli “sprechi di risorse” come con i 50 mln del progetto One Health e ribadito le proposte di Bcc con la necessità di interventi concreti, tra cui il potenziamento della telemedicina, l’estensione degli screening, il rafforzamento della prevenzione e maggiori investimenti nei servizi territoriali e nelle vaccinazioni, soprattutto per la popolazione anziana. Serve invece, per gli esponenti di Bcc, riequilibrare l’accesso alle prestazioni, ridurre il ricorso all’intramoenia e rafforzare assistenza, salute mentale e supporto sociale. “Il Piano – ha concluso Chiorazzo – resta ricco di enunciazioni ma senza una reale capacità di attuazione rischia di non incidere concretamente sui problemi della sanità lucana. La sanità è in questo momento la ferita più grande che grava sulla pelle dei lucani”.

Comunicato stampa.
Sanità, Giordano (Ugl Matera): “Chi oggi urla ha distrutto la sanità. Latronico la sta riportando in vita, con fatti mai visti prima”.
“La smettano di parlare a vanvera. Chi oggi sbraita, politico o manager, è lo stesso che negli anni passati ha portato la sanità in Basilicata, e soprattutto nella provincia di Matera, al collasso. Non è un’opinione: è la realtà che i cittadini hanno vissuto sulla propria pelle e che qualcuno oggi tenta, goffamente, di riscrivere”.
Così Pino Giordano, Segretario Provinciale Ugl Matera, interviene con toni durissimi nel dibattito sulla sanità in Basilicata, replicando in primis alle accuse e alle affermazioni del gruppo consiliare regionale Basilicata Casa Comune, invitando tutti a riportare l’attenzione sulla reale condizione vissuta per anni nella regione e nel territorio materano, troppo spesso dimenticati.
“La verità è semplice: si accusino di ciò che hanno fatto e facciano tutti un esame di coscienza, loro e altri che ieri stavano all’opposizione e oggi sono in maggioranza ma non perdono occasione per fare fuoco amico, attaccando ciò che fino a ieri gestivano. La sanità lucana, e in particolare quella materana, era morta e sepolta. Reparti svuotati, personale insufficiente, servizi ridotti all’osso. Questo è il disastro lasciato da chi oggi pretende di fare la morale. È inaccettabile e offensivo per i cittadini lucani e in special modo della provincia di Matera”.

“Eppure – prosegue Giordano – c’è ancora chi parla per slogan. Qui non siamo davanti a promesse, ma a una ricostruzione concreta. Il lavoro avviato dall’assessore regionale alla Salute, Cosimo Latronico, produce risultati tangibili. Non si tratta di slogan, ma di interventi strutturali che rafforzano la capacità del sistema sanitario di rispondere ai bisogni dei cittadini e dove sta rimettendo in piedi un sistema distrutto, con lavoro serio, responsabilità e scelte che guardano ai bisogni reali dei territori, a partire da quello materano”.
“Come Ugl Matera non facciamo sconti a nessuno e invitiamo a smetterla: mai successo prima – 65 assunzioni, robot chirurgico e radioterapia, la sanità lucana rilanciata. Questi sono i fatti. La verità, che si rosica, è che Latronico è stato capace di fare in un solo colpo sessantacinque nuove assunzioni tra medici, infermieri, operatori e amministrativi rappresentano un risultato storico per l’ASM e per tutta la provincia di Matera. Altro che immobilismo”.
Giordano incalza: “Chi oggi critica è lo stesso che aveva annientato gli ospedali di Potenza, Matera e Policoro, svuotandoli di personale e prospettive. Oggi quelle strutture stanno tornando a essere punti di riferimento reali. I cittadini stanno tornando ad avere fiducia, e questo evidentemente dà fastidio a chi preferiva il declino silenzioso”.

“E non finisce qui – aggiunge –: i detrattori dimenticano il robot chirurgico, la radioterapia, le nuove tecnologie e gli investimenti concreti. Non parole, ma strumenti reali che migliorano l’assistenza. Negare tutto questo significa essere in malafede o non conoscere minimamente la realtà della sanità in Basilicata e nel Materano”.
Sulle polemiche, Giordano è netto: “Liste d’attesa e mobilità sanitaria sono problemi seri, ma creati negli anni da chi oggi urla. La differenza è che oggi si interviene davvero: più personale, ambulatori aperti anche nei weekend, digitalizzazione, telemedicina, oltre 1.600 assunzioni programmate e una sanità territoriale che finalmente prende forma anche nella provincia di Matera”.
“Sul Pnrr si rasenta il ridicolo – conclude –: parlare di copertura formale è falso. Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali stanno nascendo dappertutto. Il cambiamento è già in atto e presto sarà ancora più evidente”.
“Qui parlano i fatti, non la propaganda: la sanità in Basilicata è stata rimessa in moto e nel Materano si vedono risultati concreti. Noi, come Ugl Matera, non ci prestiamo ai teatrini di chi oggi grida per nascondere i propri fallimenti. La sanità merita rispetto: oggi siamo diventati, grazie al lavoro del dipartimento guidato da Latronico, attrattori di salute, con cittadini che arrivano anche da Calabria, Puglia e Campania perché trovano professionalità, tecnologia e assistenza di qualità. Questa è la verità: lavoro serio, non bugie”.
Potenza, 24 marzo 2026






