L’avevamo riportato in altri servizi. Le statistiche sull’evoluzione del contagio del Coronavirus nel nostro Paese devono fare i conti con un ”sommerso” incontrollato, che viene fuori periodicamente con il manifestarsi dei casi e delle sintomatologie conclamate. Le analisi dell’astronomo materano, Franco Vespe, diffuse ai quattro venti nella serata di ieri, anticipando le conclusioni del consueto lavoro notturno, confermano l’aumento del picco dei decessi e dati altalenanti su contagi e ricoveri. E’ ancora presto per trarre un sospiro di sollievo e anticipare che dopo il 3 aprile tornerà al sereno. La Quaresima e relativa Quarantena continueranno, sia con articolazioni diverse, anche nel periodo pasquale. Ma con una economia allo sfascio. Per Vespe, respingendo tesi staliniane, la morte di tante persone è la tragedia di un intero paese e dell’intera umanità. Facciamo statistiche con l’angoscia nel cuore per capire e toccare con mano la tragedia che sta attraversando il nostro paese.

“Aldilà dei dati apparentemente bollati come negativi dai telegiornali, il trend del 26 marzo,è ancor più positivo di quello di ieri ha commentato Vespe. Per quanto riguarda gli infetti (primo grafico) oggi è stato raggiunto il picco della campana peggiore (blu). Quindi da domani si dovrebbe imboccare la curva discendente della nostra campana.. Altrettanto favorevoli sono i dati dei decessi. Oggi è stato raggiunto il picco della curva verde più ottimistica e siamo molto vicini alla curva standard. Anche la forchetta riguardante i decessi totali migliora sensibilmente compresi fra 15038 e 18450 unità. Ormai, ogni qualvolta, che escono numeri in rialzo, molti mi contattano preoccupati per capire cosa sta accadendo. Nei due grafici vengono inserite le forchette previste del numero di infetti e di decessi. Dovete preoccuparvi solo se i numeri che arrivano sono più grandi dei valori indicati dalla forchetta. Vi dovete rallegrare se sono sotto la forchetta. Al limite può dispiacersi lo statistico che sta sbagliando la stima, ma non è questo affatto il nostro caso.. Stalin diceva che la morte di una persona è un dramma; la morte di tante persone è statistica. Per noi non è così: la morte di tante persone è la tragedia di un intero paese e dell’intera umanità. Facciamo statistiche con l’angoscia nel cuore per capire e toccare con mano la tragedia che sta attraversando il nostro paese”

IL CONFRONTO TRA PUGLIA E LOMBARDIA