L’avevamo detto, scritto che – ritardi nella fornitura di vaccini a parte – la campagna soft della Primula, con tanti punti vaccinali sparsi per lo Stivale, sarebbe finita sotto i tacchi. E così è stato. Se si vogliono fare le cose con serietà non si possono avviare campagne senza pensare alla sicurezza delle strutture, degli organici e di una adeguata dotazione di vaccini. A confermarlo l’intervento del ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, che ha inaugurato a Roma il presidio militare per la vaccinazione presso la Cecchignola, dove sarà possibile somministrare fino a 2500 vaccini al giorno. E questo grazie a 32 postazioni , che impiegheranno 40 medici e 70 infermieri dei diversi corpi e specialità militari e delle Aziende Sanitaria Locali.

Modello tedesco, israeliano, se volete, ma al punto in cui siamo nel BelPaese servono concretezza, organizzazione ed efficienza. Lo si potrà fare anche negli ospedali, anche in Basilicata, ma occorre che si rispettino i parametri detti prima. Quanto ai tempi. I militari, per disciplina e organizzazione, sono operativi ad ‘’horas’’ . Ma nelle strutture sanitarie pubbliche occorre rafforzare gli organici che non vanno sottratti ad altri servizi. Le gente, e questo è un problema serio, come dimostrano le liste di attesa, deve potersi curare anche per altre malattie e ricevere altre prestazioni. L’allarme sui mancati screening è il segnale che lo stato di salute delle popolazioni a rischio è sotto soglia. Altro che ‘’Primula’’ ispirata alla nota canzone di oltre mezzo secolo fa ‘’Il primo giorno di primavera’’ dei Dik Dik. La scelta, saggia, fatta a Roma di utilizzare una caserma, mettendo da parte la campagna vaccinale di piazza pone l’ interrogativo sulla campagna istituzionale , che avrebbe dovuto fare un altro percorso. Chi paga per i soldi spesi?Pantalone? Finisce nel debito pubblico? E lo stesso valga per la inconcludente e inutile APP immuni, sulle importazioni di mascherine sulle quali la Procura di Roma ha aperto un’inchiesta , sui banchi a rotelle nelle scuole e via elencando. Dal presidente del consiglio dei ministri, Mario Draghi, attendiamo un segnale di forte discontinuità: trasparenza, chiarezza e verifica sulla efficacia della spesa, visto che si tratta di soldi della collettività. E se qualcuno ha gestito male il danaro pubblico che paghi e con gli interessi.