Le battaglie di stretta attualità di Medicina Democratica sui vaccini , e in particolare sui brevetti, portate avanti da Vittorio Agnoletto – del quale abbiamo parlato in più occasioni in passato- accanto ai tanti punti oscuri nella gestione delle residenze per anziani in Lombardia come in altri centri del BelPaese sono la conferma che nella stagione del virus a corona c’è da tenere occhi e orecchie aperti. Mario Murgia sempre in trincea per Aiea, il sodalizio che da anni continua a occuparsi delle condizioni degli esposti e dei loro famigliari al ciclo dell’amianto e non solo, e tra i più attivi con Medicina democratica a riflettere su quello che non va sul ponte che lega ambiente, salute e lavoro ci segnala temi e altrettanti servizi che val la pena rivedere. I Link che seguono ne sono la conferma dalla Lombardia al resto del Paese a Bruxelles per quella petizione sugli impianti cementieri nella filiera del coincenerimento.

​SERVIZIO GIORNALISTICO DI RAINEWS24 SULLA STRAGE NELLE RSA MILANESI (E LOMBARDE)
gennaio 30, 2021

OTTIMO SERVIZIO GIORNALISTICO DI RAINEWS24 SULLA STRAGE NELLE RSA MILANESI (E LOMBARDE)

Segnaliamo il link del servizio giornalistico sulle stragi nelle RSA milanesi e sulle denunce in merito di Vittorio Agnoletto e di Medicina Democratica trattate nell’Osservatorio Coronavirus e contenute (da ultimo) nel libro “Senza Respiro”

https://www.rainews.it/dl/rainews/media/Spotlight-Rsa-fuori-controllo-8452fb28-5e5c-4666-b8b9-2b5cd5475c97.html
Ricordiamo la nostre denunce di allora assieme ad altre associazioni, reperibili anche in questo sito.
Che vengano a galla verità e responsabilità e sia fatta giustizia! (E una nuova sanità con obiettivo la salute, sia messa in campo)

«I vaccini sono troppo pochi?

 Ecco una soluzione»

Esiste un sistema per aumentare drasticamente il numero di vaccini disponibili in Europa? Secondo Vittorio Agnoletto, medico e professore universitario, sì: agire sui brevetti e la proprietà intellettuale.

di Franco Sarcina

https://www.ilsole24ore.com/art/i-vaccini-sono-troppo-pochi-ecco-soluzione-ADhCpDHB


6 febbraio 2021

Rendere disponibili vaccini e cure farmacologiche per tutti, nel più breve tempo possibile. Superando le limitazioni su brevetti e proprietà intellettuale, utilizzando clausole già presenti nei trattati internazionali. L’iniziativa dei cittadini europei No profit on pandemic si propone questo obiettivo: ne abbiamo parlato con Vittorio Agnoletto, referente per l’Italia di questa iniziativa, medico e professore a contratto all’Università degli Studi di Milano, dove insegna “Globalizzazione e Politiche della Salute”.

Professor Agnoletto, qual è la situazione attuale della legislazione sulla proprietà intellettuale di farmaci e vaccini?

Tutto dipende dagli accordi TRIPs, firmati il primo gennaio 1995 dall’Organizzazione mondiale del Commercio (Wto, World Trade Organization). Questi accordi valgono per materie di ogni tipo, in questo caso sui farmaci, e stabiliscono che ogni azienda farmaceutica che mette sul mercato un nuovo farmaco o un nuovo vaccino ha il brevetto in esclusiva per 20 anni. Questo vuol dire poter agire per un ventennio in una situazione di monopolio: poter decidere dove, come e quando produrre e anche cosa fare del brevetto. Per esempio autorizzando qualcun altro, attraverso un accordo commerciale tra la propria azienda e un’altra, a produrre un vaccino o un farmaco: è quello che Pfizer sta facendo ora con Sanofi.

Quindi non si scappa da queste regole sui brevetti?

Affatto: c’è un precedente storico interessante. Nel 1997, quando Nelson Mandela diventa presidente del Sudafrica, si trova un Paese con il 35% circa delle donne fra i 14 e i 40 anni sieropositive per il virus dell’Aids. Mandela cerca di procurarsi farmaci antiretrovirali attraverso un accordo con le multinazionali farmaceutiche. Ma questo accordo è impossibile, perché i prezzi sono troppo alti, e quindi Mandela dà indicazione al Congresso sudafricano di approvare una legge che autorizzi le aziende del Paese a produrre farmaci contro l’Aids. A quel punto 39 multinazionali farmaceutiche, capitanate dal Glaxo-Wellcome, avviano una denuncia all’interno del Wto contro il governo sudafricano, accusando la nazione di non aver rispettato gli accordi TRIPs. Il Wto intima al Sudafrica di fermare la produzione.

Nell’aprile del 2001 le multinazionali ritirano la denuncia e si apre un piano di trattativa col governo sudafricano, dove questo riesce a fare qualche piccolo passo avanti. Pochi mesi dopo a Doha, dove c’è l’assemblea generale della Wto, partendo proprio dalla vicenda sudafricana si stabilisce il diritto degli Stati, in determinate condizioni, come povertà e difficoltà economiche e di fronte a una pandemia che mette a rischio la vita dei propri cittadini, di derogare a queste regole.

La Dichiarazione di Doha dice che gli Stati devono garantire il diritto alla salute dei propri cittadini: la tutela dei brevetti non può mettere in discussione questo principio.Come conseguenza di questa Dichiarazione, vengono inserite alcune clausole di garanzia all’interno dell’articolo 31 dei TRIPs. Quella che a noi interessa è la clausola di garanzia sulle licenze obbligatorie, che stabilisce appunto che in una situazione di pandemia e difficoltà economica i Paesi hanno l’autorizzazione a produrre direttamente i farmaci salvavita, scavalcando il brevetto.

Questo è a mio parere lo strumento che va utilizzato oggi. Sarebbe importantissimo se gli Stati europei, di fronte alla condizione attuale, ricorressero alla licenza obbligatoria. So benissimo che il ricorso a questa clausola non è automatico: i Paesi devono presentare documentazione, dichiarare che hanno difficoltà economiche e che necessitano di farmaci salvavita alla Wto, che poi discuterà.

Questa richiesta andrebbe inoltre a incrociarsi con quella già presentata lo scorso autunno da India e Sudafrica, sempre in sede Wto, per realizzare una immediata moratoria su brevetti per vaccini e farmaci anti-coronavirus. Nel dicembre 2020 la Wto ha rifiutato la richiesta di India e Sudafrica di avere un “fast track” su questo tema proprio perché c’è stata l’opposizione rumorosa dell’amministrazione Trump e quella silente della Commissione europea. Quindi adesso questa discussione è calendarizzata nella prossima discussione dell’assemblea Wto prevista per marzo.

Mettendo insieme queste due iniziative si può arrivare a un accordo con le multinazionali. Intendiamoci, nessuno vuole mandare in deficit le multinazionali stesse. Le aziende farmaceutiche avranno un risarcimento economico, ma con una percentuale di profitti limitata rispetto a quelli stratosferici che stanno realizzando in questo periodo, partendo dal punto che non ci sarà più il monopolio su quel brevetto. E ricordiamoci che quando si parla di brevetti si parla anche di know-how.

Quali sarebbero le conseguenze pratiche?

Questo permetterebbe di aumentare immediatamente la produzione di vaccini e farebbe sì che anche industrie nazionali possano produrre vaccini senza aspettare eventuali accordi commerciali.

Come si può agire per ottenere questo obiettivo?

Con l’Iniziativa dei cittadini europei (Ice), che io e altre 8 personalità europee abbiamo pensato. La Commissione finora ci ha detto che questo argomento è sottoponibile a un Ice. Dobbiamo arrivare a un milione di firme in un anno ma ovviamente prima raggiungiamo l’obiettivo meglio è; siamo partiti il 30 novembre 2020. L’obiettivo per l’Italia è 180mila firme, anche se ne sarebbero sufficienti 150mila. In pratica, chiediamo tre cose alla Commissione europea: la prima è che i Paesi possano utilizzare le licenze obbligatorie senza che la Commissione possa bloccarle, come ha fatto in passato. La seconda è che l’Unione europea appoggi la proposta di Sudafrica e India per una immediata moratoria sui brevetti. Il terzo punto, che dovrebbe essere una cosa assolutamente logica, ma purtroppo non è stato così, è che la Commissione europea rimetta in discussione gli accordi con le multinazionali partendo dal presupposto che se un farmaco è stato prodotto anche grazie ai soldi pubblici, il farmaco o vaccino abbia un brevetto pubblico. Non si capisce infatti perché l’Unione europea debba avere investito nel favorire la ricerca delle aziende, quando poi i brevetti rimangono solo nelle mani delle aziende stesse.

Aggiungo che questa iniziativa ha un comitato italiano, di cui io sono portavoce, con all’interno oltre 40 realtà, dai sindacati (Cgil, Cisl, Uil e altri) ad associazioni (Libera, Gruppo Abele, Emergency, Acli, Arci…). Uno schieramento insomma molto ampio.

Professor Agnoletto, qualora gli obiettivi della vostra iniziativa venissero raggiunti, cosa succederebbe?

Succederebbe che tutte le aziende private e tutte le strutture pubbliche che hanno le tecnologie adatte o che siano in grado di riconvertire in tempi brevi le proprie tecnologie, potrebbero essere in grado di produrre il vaccino e di produrne una quantità decisamente superiore.

Ma queste tecnologie sono complicate e costose?

Non sono semplicissime, ma sono accessibili a tutti quei Paesi che hanno tecnologie sviluppate – come noi in Italia – e a tutte le varie aziende capaci di fare dei processi di riconversione, che sono comunque abbastanza veloci.

Ovviamente queste tecnologie non sono presenti nei Paesi più poveri, ma esiste una seconda clausola di salvaguardia, oltre a quella sulle licenze obbligazione. Riguarda l’importazione parallela che riguarda i Paesi poverissimi che non hanno la tecnologia per poter produrre direttamente i farmaci, ma che potranno acquistarli direttamente a prezzi di produzione da altri Paesi, senza doversi rivolgere alle multinazionali.

Ma questo sistema azzererebbe i profitti delle multinazionali per queste tipologie di farmaci?

Calma, non è che si viva sulla luna. Farebbe diminuire sì i guadagni delle multinazionali del farmaco, ma perché con la licenza obbligatoria vi sarebbe una trattativa complessiva con le multinazionali. Si analizzerebbero quanti sono i costi sostenuti, si farebbe una valutazione sui profitti e si agirebbe di conseguenza. Chiariamo una cosa: di mezzo c’è la vita delle persone.

IMPORTANTE RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO:

VACCINI PER TUTTI SENZA DISCRIMINAZIONI DI OGNI GENERE

gennaio 28, 2021 – Sanità –

IMPORTANTE RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO : VACCINI PER TUTTI SENZA DISCRIMINAZIONI DI OGNI GENERE

Il Parlamento Europeo ha votato ieri una importante risoluzione sui vaccini che contiene dichiarazioni rilevanti in particolare:

– per la messa a disposizione di tutti di vaccini (in Europa e nel mondo) in relazione alle priorità e non alla forza (PIL, “importanza” del Paese ecc);

– superamento dei vincoli legati ai brevetti e trasparenza nei contratti con le aziende farmaceutiche;
– rigorosi controlli di sicurezza sui vaccini e sugli eventuali effetti avversi;

– nessun obbligo e nessuna discriminazione per chi non intende vaccinarsi.

Sembra che Medicina Democratica (e le molteplici associazioni che concordano su tali aspetti) sia sbarcata in Europa !!!

Ricordiamo sempre di sottoscrivere la iniziativa popolare ICE (indirizzata proprio al Parlamento) contro la brevettazione di vaccini e farmaci indispensabili,

www.noprofitonpandemic.eu/it questa risoluzione va esattamente in quella direzione.

Riportiamo il testo integrale della risoluzione (ns traduzione).

Risoluzione 2361 (2021) | Versione provvisoria

Autore(i):

Assemblea parlamentare

Origine
Discussione dell’Assemblea il 27 gennaio 2021 (5a seduta) (cfr. doc. 15212, relazione della commissione per gli affari sociali, la sanità e lo sviluppo sostenibile, relatrice: Jennifer De Temmerman). Testo adottato dall’Assemblea il 27 gennaio 2021 (5a seduta).

IMPORTANTE RISOLUZIONE DEL PARLAMENTO EUROPEO : VACCINI PER TUTTI SENZA DISCRIMINAZIONI DI OGNI GENERE

1. La pandemia di Covid-19, una malattia infettiva causata dal nuovo coronavirus SARS-CoV-2, ha causato molte sofferenze nel 2020. A dicembre, più di 65 milioni di casi erano stati registrati in tutto il mondo e più di 1,5 milioni di vite erano andate perdute. Il peso della pandemia stessa, così come le misure di sanità pubblica necessarie per combatterla, hanno devastato l’economia globale, mettendo a nudo le linee di faglia e le disuguaglianze preesistenti (anche nell’accesso all’assistenza sanitaria) e causando disoccupazione, declino economico e povertà.

2. Una rapida diffusione in tutto il mondo di vaccini sicuri ed efficienti contro il Covid-19 sarà essenziale per contenere la pandemia, proteggere i sistemi sanitari, salvare vite umane e contribuire a ripristinare le economie globali. Sebbene interventi non farmaceutici come il distanziamento fisico, l’uso di maschere facciali, frequenti lavaggi delle mani, nonché arresti e blocchi, abbiano contribuito a rallentare la diffusione del virus, i tassi di infezione stanno ora aumentando di nuovo in gran parte del mondo. Molti Stati membri del Consiglio d’Europa stanno vivendo una seconda ondata peggiore della prima, mentre le loro popolazioni stanno sperimentando sempre più “stanchezza pandemica” e si sentono demotivate nel seguire i comportamenti raccomandati per proteggere se stessi e gli altri dal virus.

3. Anche vaccini rapidamente utilizzati, sicuri ed efficaci, tuttavia, non sono una panacea immediata. Dopo le festività natalizie di fine anno 2020 e inizio 2021, con i suoi tradizionali raduni al coperto, i tassi di infezione saranno probabilmente molto alti nella maggior parte degli Stati membri. Inoltre, i medici francesi hanno appena stabilito scientificamente una correlazione tra le temperature all’aperto e il tasso di incidenza delle malattie nei ricoveri ospedalieri e nei decessi. I vaccini non saranno senza dubbio sufficienti a ridurre significativamente i tassi di infezione quest’inverno, in particolare se si tiene conto del fatto che la domanda supera di gran lunga l’offerta a questo punto. Una parvenza di “vita normale” non potrà quindi riprendere nemmeno nelle migliori circostanze fino alla metà o alla fine del 2021 al più presto.

4. Affinché i vaccini siano efficaci, sarà cruciale il loro corretto impiego e una sufficiente diffusione. Tuttavia, la velocità con cui i vaccini vengono sviluppati può rappresentare una sfida difficile da combattere per creare fiducia in essi. È inoltre necessaria un’equa diffusione dei vaccini Covid-19 per garantire l’efficacia del vaccino. Se non sufficientemente distribuiti in un’area gravemente colpita di un paese, i vaccini diventano inefficaci nell’arginare l’ondata della pandemia. Inoltre, il virus non conosce confini ed è quindi nell’interesse di ogni paese cooperare per garantire l’equità globale nell’accesso ai vaccini Covid-19. L’esitazione dei vaccini e il nazionalismo vaccinale hanno la capacità di far deragliare lo sforzo vaccinale Covid-19, finora sorprendentemente veloce e di successo, consentendo al virus SARS-CoV-2 di mutare e quindi smussare lo strumento più efficace al mondo contro la pandemia finora.

5. La cooperazione internazionale è quindi più che mai necessaria per accelerare lo sviluppo, la produzione e una distribuzione equa ed equa dei vaccini Covid-19. Il Piano di allocazione dei vaccini Covid-19, noto anche come COVAX, è l’iniziativa leader per l’allocazione globale dei vaccini. Co-guidata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dalla Vaccine Alliance (Gavi) e dalla Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI), l’iniziativa trae finanziamenti ai paesi sottoscrittori per sostenere la ricerca, lo sviluppo e la produzione di una vasta gamma di vaccini Covid-19 e per negoziare i loro prezzi. Sarà inoltre necessaria un’adeguata gestione dei vaccini e una logistica della catena di approvvigionamento, che richiedono la cooperazione internazionale e i preparativi da parte degli Stati membri, al fine di fornire i vaccini contro il virus in modo sicuro ed equo. A questo proposito, l’Assemblea parlamentare richiama l’attenzione sugli orientamenti per i paesi in merito alla preparazione, all’attuazione e al processo decisionale a livello nazionale elaborati dall’OMS.

6. Gli Stati membri devono predisporre le loro strategie di immunizzazione per allocare le dosi in modo etico ed equo, compresa la decisione su quali gruppi di popolazione dare priorità nelle fasi iniziali in cui l’offerta è breve e come espandere la vaccinazione man mano che la disponibilità di uno o più vaccini Covid-19 migliora. I bioetici e gli economisti concordano ampiamente sul fatto che le persone di età superiore ai 65 anni e le persone di età inferiore ai 65 anni con condizioni di salute sottostanti che le mettono a maggior rischio di gravi malattie e morte, gli operatori sanitari (in particolare quelli che lavorano a stretto contatto con persone che fanno parte di gruppi ad alto rischio) e le persone che lavorano in infrastrutture critiche essenziali dovrebbero avere accesso prioritario alla vaccinazione. I bambini, le donne incinte e le madri che allattano, per i quali finora non è stato autorizzato alcun vaccino, non devono essere dimenticati.

7. Gli scienziati hanno fatto un lavoro notevole a tempo di record. Spetta ora ai governi agire. L’Assemblea sostiene la visione del Segretario Generale delle Nazioni Unite secondo cui un vaccino covid-19 deve essere un bene pubblico globale. L’immunizzazione deve essere a disposizione di tutti, ovunque. L’Assemblea esorta pertanto gli Stati membri e l’Unione europea a:

7.1 per quanto riguarda lo sviluppo dei vaccini Covid-19:

7.1.1 garantire prove di alta qualità, valide e condotte in modo etico, conformemente alle pertinenti disposizioni della Convenzione sui diritti umani e la biomedicina (ETS n. 164, Convenzione di Oviedo) e del suo protocollo aggiuntivo sulla ricerca biomedica (CETS n. 195) e che includano progressivamente bambini, donne incinte e madri che allattano;
7.1.2 garantire che gli organismi di regolamentazione incaricati di valutare e autorizzare i vaccini contro il Covid-19 siano indipendenti e protetti dalle pressioni politiche;
7.1.3 garantire il rispetto delle pertinenti norme minime di sicurezza, efficacia e qualità dei vaccini;

7.1.4 attuare sistemi efficaci di monitoraggio dei vaccini e della loro sicurezza in seguito alla loro introduzione alla popolazione in generale, anche al fine di monitorarne gli effetti a lungo termine;

7.1.5 mettere in atto programmi indipendenti di indennizzo dei vaccini per garantire il risarcimento dei danni indebiti e dei danni derivanti dalla vaccinazione;
7.1.6 prestare particolare attenzione all’eventuale insider trading da parte dei dirigenti farmaceutici, o delle case farmaceutiche che si arricchiscono indebitamente a spese pubbliche, attuando le raccomandazioni contenute nella risoluzione 2071 (2015) sulla sanità pubblica e gli interessi dell’industria farmaceutica: come garantire il primato degli interessi della sanità pubblica?
7.1.7 superare gli ostacoli e le restrizioni derivanti dai brevetti e dai diritti di proprietà intellettuale, al fine di garantire la produzione e la distribuzione diffuse di vaccini in tutti i paesi e a tutti i cittadini;

7.2 per quanto riguarda l’assegnazione dei vaccini Covid-19:

7.2.1 garantire il rispetto del principio di accesso equo all’assistenza sanitaria di cui all’articolo 3 della Convenzione di Oviedo nei piani nazionali di assegnazione dei vaccini, garantendo che i vaccini covid-19 siano disponibili per la popolazione indipendentemente dal sesso, dalla razza, dalla religione, dallo status giuridico o socioeconomico, dalla capacità di pagare, dall’ubicazione e da altri fattori che spesso contribuiscono alle disuguaglianze all’interno della popolazione;

7.2.2 sviluppare strategie per un’equa distribuzione dei vaccini covid-19 all’interno degli Stati membri, tenendo conto del fatto che l’offerta sarà inizialmente bassa, e prepararsi a come espandere i programmi di vaccinazione quando l’offerta si espande; seguire i consigli di comitati e istituzioni indipendenti nazionali, europee e internazionali di bioetica, nonché dell’OMS, nello sviluppo di tali strategie;

7.2.3 garantire che le persone all’interno degli stessi gruppi prioritari siano trattate allo stesso modo, con particolare attenzione alle persone più vulnerabili, come gli anziani, coloro che hanno condizioni di base e gli operatori sanitari, in particolare coloro che lavorano a stretto contatto con persone che fanno parte di gruppi ad alto rischio, nonché le persone che lavorano in infrastrutture essenziali e nei servizi pubblici, in particolare nei servizi sociali , trasporti pubblici, forze dell’ordine e scuole, nonché coloro che lavorano nel commercio al dettaglio;

7.2.4 promuovere l’equità nell’accesso ai vaccini Covid-19 tra i paesi sostenendo sforzi internazionali come l’acceleratore di strumenti Covid-19 (ACT Accelerator) e il suo strumento COVAX;

7.2.5 astenersi dall’accumulare vaccini covid-19 che compromettano la capacità di altri paesi di procurarsi vaccini per le loro popolazioni, garantire che lo stoccaggio non si traduca in un aumento dei prezzi dei vaccini da parte di coloro che accumulano a coloro che non possono, condurre audit e dovuta diligenza per garantire un rapido impiego dei vaccini al costo minimo in base al bisogno di potere di mercato;

7.2.6 garantire che ogni paese sia in grado di vaccinare i propri operatori sanitari e i gruppi vulnerabili prima che la vaccinazione sia effettuata a gruppi non a rischio, e quindi prendere in considerazione la possibilità di donare dosi di vaccino o accettare che venga data priorità ai paesi che non sono ancora stati in grado di farlo, tenendo presente che un’assegnazione globale equa ed equa delle dosi di vaccino è il modo più efficace per combattere la pandemia e ridurre gli oneri socioeconomici associati;

7.2.7 garantire che i vaccini Covid-19 la cui sicurezza ed efficacia sono stabilite siano accessibili a tutti coloro che ne hanno bisogno in futuro, ricorrendo, ove necessario, a licenze obbligatorie in cambio del pagamento dei diritti d’autore;

7.3 per quanto riguarda la garanzia di una elevata diffusione dei vaccini:

7.3.1 garantire che i cittadini siano informati che la vaccinazione NON è obbligatoria e che nessuno è politicamente, socialmente o altrimenti sotto pressione per vaccinarsi, se non lo desiderano da soli;

7.3.2 garantire che nessuno sia discriminato per non essere stato vaccinato, a causa di possibili rischi per la salute o per non voler essere vaccinato;

7.3.3 adottare misure efficaci e tempestive per contrastare la disinformazione, la disinformazione e l’esitazione riguardo ai vaccini covid-19;

7.3.4 distribuire informazioni trasparenti sulla sicurezza e sui possibili effetti collaterali dei vaccini, lavorando e regolamentando le piattaforme di social media per prevenire la diffusione della disinformazione;

7.3.5 comunicare in modo trasparente il contenuto dei contratti con i produttori di vaccini e renderli pubblici al controllo parlamentare e pubblico;

7.3.6 collaborare con le organizzazioni non governative e/o altre realtà locali per raggiungere i gruppi emarginati;

7.3.7 impegnarsi con le comunità locali nello sviluppo e nell’attuazione di strategie su misura a sostegno dell’adozione dei vaccini;

7.4 per quanto riguarda la vaccinazione covid-19 per i bambini:

7.4.1 garantire l’equilibrio tra il rapido sviluppo della vaccinazione per i bambini e affrontare debitamente le preoccupazioni in materia di sicurezza ed efficacia e garantire la completa sicurezza ed efficacia di tutti i vaccini messi a disposizione dei bambini, con particolare attenzione al miglior interesse del bambino, in conformità della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti del bambino;

7.4.2 garantire prove di alta qualità, con la dovuta attenzione alle garanzie pertinenti, in conformità con le norme e gli orientamenti giuridici internazionali, compresa un’equa distribuzione dei benefici e dei rischi nei bambini studiati;

7.4.3 garantire che i desideri dei bambini siano debitamente presi in considerazione, in base alla loro età e maturità; se il consenso di un minore non può essere dato, assicurarsi che l’accordo sia fornito in altre forme e che si basi su informazioni affidabili e adeguate all’età;

7.4.4 sostenere l’UNICEF nei suoi sforzi volti a fornire vaccini dai produttori che hanno accordi con lo strumento COVAX a coloro che ne hanno più bisogno;

7.5 per quanto riguarda la garanzia del monitoraggio degli effetti a lungo termine dei vaccini COVID-19 e della loro sicurezza:
7.5.1 garantire la cooperazione internazionale per il rilevamento tempestivo e la spiegazione di eventuali segnali di sicurezza mediante lo scambio globale di dati in tempo reale su eventi avversi a seguito dell’immunizzazione (AEFI);
7.5.2 utilizzare certificati di vaccinazione solo per lo scopo designato di monitorare l’efficacia del vaccino, i potenziali effetti collaterali e gli eventi avversi;
7.5.3 eliminare eventuali lacune nella comunicazione tra le autorità sanitarie pubbliche locali, regionali e internazionali che gestiscono i dati AEFI e superare le debolezze delle reti di dati sanitari esistenti;
7.5.4 avvicinare la farmacovigilanza ai sistemi sanitari;
7.5.5 sostenere il settore emergente della ricerca sulle avversomie che studia le variazioni inter-individuali delle risposte ai vaccini basate sulle differenze nell’immunità innata, nei microbiomi e nell’immunogenetica.

8. Con riferimento alla risoluzione 2337 (2020) sulle democrazie che affrontano la pandemia di Covid-19, l’Assemblea ribadisce che, in quanto istituzioni fondamentali della democrazia, i parlamenti devono continuare a svolgere il loro triplice ruolo di rappresentanza, legislazione e supervisione nelle circostanze pandemiche. L’Assemblea invita pertanto i parlamenti ad esercitare tali poteri, se del caso, anche per quanto riguarda lo sviluppo, l’assegnazione e la distribuzione dei vaccini Covid-19.
​LETTERA APERTA AL MINISTERO DELL’AMBIENTE CONTRO IL COINCENERIMENTO DI RIFIUTI/CSS NEI CEMENTIFICI

gennaio 25, 2021 – Inceneritori, Nocività – Tagged: Inceneritori, Salute

LETTERA APERTA AL MINISTERO DELL’AMBIENTE CONTRO IL COINCENERIMENTO DI RIFIUTI/CSS NEI CEMENTIFICI

Dopo aver sostenuto e partecipato alle mobilitazioni in molte parti d’Italia contro il coincenerimento dei rifiuti (e/o di CSS) nei cementifici, dopo la petizione al Parlamento Europeo (che è stata accolta e ha determinato una nota di preoccupazione al Governo italiano) insistiamo con le altre associazioni e comitati affinchè sia cancellata la deriva della normativa end of waste applicata al CSS per aggirare (anche) le normative sulla VIA e sulle modifiche sostanziali nei cementifici che “accolgono” il coincenerimento (unica nazione europea che ha normato in questo modo tale modalità di smaltimento).
Non vorremmo che tra poco venga pure annoverata nell’ambito degli obiettivi della next genereration, dell’economia circolare (ci provano da tempo).

Qui il testo della lettera aperta al Ministro dell’Ambiente

2021-01-23 Lettera aperta al Ministro dell’Ambiente sui CSS in cementeria