A Gennaio? Con la prima dose…e il richiamo poi. Una corsa a fissare date sull’avvio nel BelPaese di vaccini anticovid che lascia il tempo che trova, con periodi puntualmente smentiti, poca chiarezza sul quando? come? e per chi? tipologie, efficacia, durata e costi. Nel BelPaese a trionfare, ancora una volta, sono Pinocchio e i suoi emuli dal centro alla periferia, a chi la spara più grossa, con i compromessi sulle regioni che cambiano colore, le sollecitazioni alle riaperture parziali delle settime bianche, vista la concorrenza all’insegna del ”me ne frego” della Svizzera, zona franca da sempre… E poi i pasticci sui dosaggi come quello denunciato da Silvio Garattini, farmacologo e presidente dell’Istituto Mario Negri di Milano che, in una intervista al quotidiano “Il Messaggero” https://www.ilmessaggero.it/salute/focus/vaccino_covid_quando_arriva_garattini_pasticcio_ultime_notizie_news_28_novembre_2020-5612255.html ha dichiarato come sia ”Improbabile che il prossimo gennaio si possa già iniziare con la somministrazione dei vaccini, almeno non quelli prodotti da AstraZeneca e da Oxford”.

Ed è stato concreto, come tutte le persone di buon senso e che conoscono appieno i tempi della medicina e della scienza, dichiarando che la data di gennaio 2021 slitterà. “Probabilmente -ha aggiunto- aspetteremo un po’ di più” facendo riferimento al ”pasticcio” sugli errori dei dosaggi di Astrazeneca precisando che è stato un errore comunicativo. E allora si dovrà ripartire con un nuovo trial, con l’obiettivo di fare chiarezza”. Da qui la considerazione che a gennaio non arriveranno le prime dosi. “Ritengo -ha detto- più opportuno iniziare magari le vaccinazioni un mese dopo avendo in mano tutti i dati, che un mese prima con qualche incertezza”. Nella intervista considerazioni anche sull’efficacia dei vaccini, vista la ridda sulle percentuali che oscillano intorno al 90 per cento e sui costi. Domande che si fanno in tanti. I vaccini sono un affare e le case farmaceutiche stanno ricevendo milioni di euro e di dollari per le prenotazioni e con riflessi positivi in borsa. ” I governi -ha detto Garattini-devono pretendere che i risultati delle sperimentazioni vengano pubblicati per intero su riviste scientifiche. Bisogna porre fine a questa assurda gara a chi arriva prima al vaccino. Non ha senso. Arrivare per primi non rappresenta un vantaggio per l’azienda perché nessuna di queste aziende è al momento in grado di produrre e distribuire dosi sufficienti del vaccino. Non sarà solo un’azienda a poterle fornire”. Realista e concreto. Ma in giro c’è Pinocchio e la voglia di protagonismo, la buona fede per ”rasserenare” cittadini e imprese alle prese con la doppia crisi da virus a corona ed economia, creano spesso facili illusione. Basterebbe non dire bugie…