I nodi vengono al pettine e la vaccinazione anticovid che, ricordiamo, è su base volontaria porta a una serie di interrogativi che spaziano dall’informazione su scelta ed efficacia dei diversi tipi di vaccino a disposizione nel nostro Paese, alla organizzazione dei punti vaccinali concentrati in strutture comprensoriali spesso ospedaliere, come accade in Basilicata. Questioni che mettono a nudo i limiti di un sistema sanitario nazionale, penalizzato dai tagli “strategici’’ che hanno depauperato il servizio pubblico, tagliato i servizi della medicina del territorio e avviato una stagione confusionaria di un piano vaccinale, fondata spesso su buona volontà e volontariato. La lettera aperta di Francesco Raddi, docente in un Istituto Medio Superiore di Stigliano, inviata a Regione Basilicata e Azienda sanitaria di Matera, e in attesa di vaccinarsi, rappresenta un utile strumento di riflessione per una operazione di trasparenza che va fatta. E questo perché la cittadinanza, aldilà di slogan rassicuranti e annunci su una campagna vaccinale che mostra ancora limiti organizzativi, tenga conto delle legittime richieste di “informazione’’ che vengono dal mondo della scuola e della società. La scuola, cenerentola di infelici e contradditorie scelte antipandemiche, va sostenuta nella ripresa della didattica in classe. Docenti e personale A.T.A sono tra le categorie che stanno avendo la priorità per vaccinarsi. Ma serve in parte, se non si fa lo stesso anche per gli studenti. Attendiamo, anche che lo Stato mette mano alle responsabilità e irresponsabilità sugli sprechi milionari su spese inutili,come i banchi a rotelle,e su quello che non è stato fatto per assicurare trasporti decenti. Se ne parlava già da ottobre 2020. Nel frattempo la ‘’gardenia’’ della campagna vaccinale si è inaridita e stiamo alla speranza…che informazione e organizzazione vadano a braccetto, spendendo meglio i soldi del contribuente. A cominciare da quei 23 milioni di euro che Ministero della Salute, Regione e Università di Basilicata intendono investire per la facoltà di medicina , a numero chiuso, a Potenza. Abbiamo bisogno di altro, vista la crescente migrazione sanitaria da tutti i centri della Basilicata. E qui servirebbe una dose massiccia di vaccino antispreco.


Voglio vaccinarmi potendo scegliere e in modo consapevole.

Lettera aperta al Direttore dell’Ufficio USR Basilicata IV ambito, al Presidente della Regione Basilicata e al Direttore della ASM di Matera.

Finalmente mi è giunto il calendario delle date di vaccinazione del personale scolastico della provincia di Matera.

Sono Francesco Raddi, docente alle scuole superiori a Stigliano e residente a Pisticci.

Sono una persona ligia al dovere e rispettoso delle regole comuni. Come tanti altri ho rispettato i lockdown imposti impotente spesso di fronte al menefreghismo di altri che hanno festeggiato, ballato in discoteca, viaggiato indifferenti al dolore di tante morti e diffondendo il Sars-Cov-2.

Voglio vaccinarmi perché lo reputo, prima ancora che una possibile protezione personale, una protezione dei miei affetti e delle persone con cui quotidianamente condivido la mia vita.

Voglio vaccinarmi ma…

Perché devo andare a farlo a Matera?

Qual è il motivo per cui si obbliga 3610 persone a mettersi in auto fare anche fino a 200km per vaccinarsi?

C’è un motivo particolare per cui debba andare a Matera presso le tende donate dal Qatar o al centro commerciale indicato?

C’è un motivo preciso per cui debba essere obbligato ad accettare un ulteriore rischio facendo un viaggio in auto in cui, soprattutto al ritorno potrei anche essere causa di un qualche grave incidente perché potrei essere colto da improvviso malore post vaccino e causare danni anche ad altre persone?

Sarebbe più giusto che io potessi farlo nel mio comune di residenza ma gari presso le strutture della Protezione Civile che stanno già somministrando i vaccini agli over 80.

Voglio vaccinarmi. Ma voglio farlo anche in modo CONSAPEVOLE.

Voglio POTER SCEGLIERE il vaccino e scegliere il LIVELLO DI RISCHIO da correre.

Vorrei avere informazioni quanto più possibile veritiere e basate su evidenze scientifiche su TUTTI I TIPI DI VACCINI.

Perché devo sottopormi al vaccino AstraZeneca dopo tutto quello che è successo e non posso valutare la somministrazione di un altro vaccino?

Vorrei essere informato per fare la mia scelta in un tempo congruo che mi permetta di essere davvero cosciente delle cose che mi vengono dette e di aver davvero compreso cosa mi viene detto.

Cosa potrei capire realmente di ciò che un medico (spero) mi direbbe nei pochi SECONDI al momento della vaccinazione? Io non sono un medico e non ho le giuste competenze per capire “al volo”.

So che non esiste il rischio zero. Per questo ogni giorno faccio scelte che mi permettano di poter passare il maggior tempo possibile della mia vita con le persone che amo e godere del loro affetto. Ho certezza che questo sia un desiderio comune ad ogni persona.

Le scelte, e spesso le necessarie rinunce, sono mie. Non le fa nessun altro in mia vece.

Nel caso di questa campagna vaccinale le scelte le hanno fatte altri al posto mio.

Io, infatti, ho bisogno di certezze scientifiche per fare le scelte, per avere consapevolezza e per poter sottoscrivere quel modello di “consenso informato” che ci è stato consegnato (è ancora valido visto che AstraZeneca sta aggiornando il bugiardino?).

Un dato, per essere informazione consapevole, deve essere contestualizzato ed elaborato e l’elaborazione richiede sempre un suo TEMPO adeguato. Solo dopo avremo un OUTPUT coerente e potrà essere fatta la giusta scelta.

Una volta compiuta la scelta, certo, firmerei senza alcun problema quel “consenso informato” che, in questo momento, mi sembra sia solo uno scudo legale (per altri, non certo a mia tutela).

Datemi la possibilità di scegliere. Voglio vaccinarmi in modo consapevole.

Grazie.
Francesco Raddi