Quest’anno, a causa dell’epidemia da virus a corona, la stagione dei vaccini antinfluenzali presenta non poche perplessità, segnalate da concittadini, pensionati in particolare, medici di medicina generale, farmacisti, politici e sindacati. Su tutte, come ci segnala nella nota che segue Angelo Vaccaro segretario dello Spi Cgil, quella del target…che in italiano sta per una precisa fascia sociale da marcare, sopratutto quando i sintomi dell’influenza (febbre, tosse, difficoltà respiratorie e altra sintomatologia) possono sovrapporsi o creare equivoci con quella da virus a corona. E allora la co vaccinazione porta a far saltare i dati in una stagione dove i teorici del ”facciamo così..in attesa che o di…” finisce con il complicare le cose. Per Vaccaro, che si rivolge direttamente all’assessorato regionale alla Sanità, i conti non tornano. Senza dimenticare i tempi di consegna e la dotazione annuale dei vicini. Ne servirebbe uno contro la pazienza e l’insipienza della burocrazia. Ma nessuno vuole investire…

NOTA PER LA STAMPA

Le dichiarazioni fatte a più riprese dall’Assessore regionale alla Sanità sulla campagna di vaccinazione antinfluenzale in corso, non solo non hanno fugato i dubbi e motivi di preoccupazione che da più parte si sono levati, bensì altri ne inducono.
Fra questi, in particolare, si evidenzia una questione di fondo fin qui elusa: la Giunta regionale ha adottato un Piano per la campagna di immunizzazione antinfluenzale 2020-2021, per le Aziende del Servizio Sanitario regionale, adeguato alla emergenza epidemiologica in atto e commisurato ai nuovi obiettivi di sanità pubblica?
Per la stagione influenzale 2020-2021, infatti, larga parte della comunità scientifica ritiene molto probabile una co-circolazione di virus influenzali e Sars-Cov-2 ed elevatissimo il rischio di sovrapposizione virale.
Una massiva campagna di vaccinazione antinfluenzale ed un elevato grado di copertura vaccinale, pertanto, renderebbero più agevole la diagnosi differenziale e la gestione di casi sospetti ed eviterebbero il rischio che si ingenerino diffuse situazioni di panico, tenuto conto della somiglianza dei sintomi Covid-19 e quelli dell’Influenza. Vaccinando contro l’influenza, inoltre, si riducono le complicanze da influenza nei soggetti a rischio e gli intasamenti nei Pronto Soccorso.
A tal proposito, il Ministero della Salute ha raccomandato fortemente alle regioni di annoverare nelle cosìdette categorie “target” (persone ad alto rischio di complicanze a prescindere dall’età anagrafica, soggetti di età pari o superiori a 65 anni, soggetti addetti a servizi pubblici di primario interesse collettivo, a cominciare dagli operatori sanitari socio sanitari e socio assistenziali a contatto con i pazienti e gli anziani istituzionalizzati, persone che per motivi di lavoro hanno contatti con gli animali), alle quali deve essere garantita una offerta attiva e gratuita di vaccinazione, anche la fascia pediatrica 0-6 mesi 0-6 anni e la fascia di età 60-64 anni.
La popolazione “target” regionale, quindi, si allargherebbe fino a superare di gran lunga la soglia delle 200 mila unità, con un obiettivo di copertura vaccinale che riguarderebbe almeno 150 mila persone assumendo la percentuale minima del 75% rispetto a quella ottimale del 95%.
Se sono queste le categorie di popolazione eleggibile e gli obiettivi di copertura vaccinale, si pongono almeno due ordini di problemi.
La prima è che – dopo la sospensione di fine ottobre causa l’esaurimento del numero limitato di vaccini disponibili – la continuazione della campagna vaccinale – che secondo l’Assessore Leone riprenderebbe entro il 10 dicembre – si dovrà svolgere in un arco temporale più ristretto, con il rischio di continui assembramenti di persone prevalentemente anziane, spesso anche affette da patologie croniche, presso gli studi dei medici di famiglia e un ritardo molto significativo per la fascia pediatrica, per la quale si raccomandano due dosi di vaccino antinfluenzale, da somministrare a distanza di almeno quattro settimane ai bambini mai vaccinati in precedenza.


L’altro aspetto problematico – al netto dei ritardi di consegna delle aziende farmaceutiche – attiene al numero largamente insufficiente di dosi di vaccini antinfluenzali rispetto agli obiettivi di salute da perseguire.
Allo stato degli atti di gara e degli altri atti amministrativi della Giunta Regionale e delle due Aziende territoriali, infatti, risulta un approvvigionamento complessivo di sole n. 102.270 dosi di vaccini antinfluenzali così ripartito: n. 56.370 dosi relativi ai lotti 1 e 3 aggiudicati dalla Stazione Unica Appaltante Regionale agli inizi di settembre, essendo andato deserto il lotto n. 2; n. 45.000 dosi complessive per acquisti da effettuarsi da parte delle Aziende Sanitarie di Potenza e Matera nell’ambito degli accordi quadro/convenzioni siglati dalle regioni Lazio e Puglia; n. 1.900 dosi acquisite dall’ASM per estensione.


Ben vengano, dunque, da parte delle autorità politiche regionali e delle autorità sanitarie territoriale non generiche asserzioni, quanto l’enucleazione di dati circostanziati, suffragati dai relativi impegni giuridicamente vincolanti, atti a smentire il quadro innanzi delineato e a infondere serenità ai MMG e PLS e a restituire certezza alle aspettative delle tantissime persone in attesa del vaccino.
Diversamente, l’Assessore Regionale alla Sanità prenda atto delle criticità in essere e delle correlate responsabilità, e promuova con la tempestività dettata dalle circostanze un confronto con le Organizzazioni sindacali e le rappresentanze dei Medici di Medicina Generale e dei Pediatri di Libera Scelta per coordinare – in un quadro di maggiore trasparenza – la gestione della restante parte della campagna di vaccinazione sulla base di criteri di priorità condivisi, tesi a realizzare una elevata copertura vaccinale almeno per le persone anziane e le persone più fragili ed evitare che si determinino tensioni e confusione nel territorio.

Matera lì, 25 novembre 2020
Il Segretario Generale
Angelo Vaccaro